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Pirate Bay risorge grazie a IsoHunt: il p2p fa squadra

Il celebre portale di file-sharing è stato oscurato pochi giorni fa dalle autorità svedesi. Ma un concorrente riapre i suoi archivi
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LA BAIA DEI PIRATI non molla. Il più popolare motore di ricerca per file torrent - Pirate Bay - sembrava affondato per sempre, dopo il sequestro dei suoi server in Svezia. Ma anche nel peer-to-peer vale il motto "l'unione fa la forza". IsoHunt, un altro portale di sharing, ha creato il sito oldpiratebay.org per rimettere in rete gli archivi oscurati del collega, che servivano oltre 5 milioni di utenti. Entrambi i portali funzionano con il protocollo BitTorrent, con il quale si possono condividere milioni di file, tra cui musica e film. Violando, naturalmente, le leggi sul diritto d'autore. "Come sapete  -  scrivono i gestori di IsoHunt inaugurando il nuovo motore di ricerca  -  il nostro amato Pirate Bay è andato via. Ci mancherà. Sarà ricordato per sempre come il pellegrino della libertà e della possibilità. E' un simbolo per la nuova generazione di utenti del web. Nulla sarà dimenticato". In Italia il dominio thepiratebay.se era oscurato già dall'anno scorso, ma molti utenti riuscivano ad aggirare il blocco utilizzando un browser dedicato.

Un portale dalle molte vite. Non è la prima volta che Pirate Bay risorge dalle ceneri. Nato nel 2003, ha subito il primo sequestro nel 2006. Ma anno dopo anno ha aggiornato la propria tecnologia per resistere agli attacchi. Due anni fa ha trasferito i file in diversi "cloud" sparsi per il mondo, evitando così di dover immagazzinare tutto in un proprio disco fisico. Il servizio di cloud computing (in italiano "nuvola") serve a rendere disponibili dei dati e dei programmi in rete, senza doverli installare o memorizzare sul proprio computer per poterli usare.

L'ultimo sequestro. Pirate Bay si serviva in totale di 21 nuvole informatiche e si vantava di essere "il più resistente sito BitTorrent nella galassia". Ma a quanto pare non è bastato. Il coordinatore della polizia svedese Paul Pintér il 9 dicembre ha informato di aver sequestrato una sala di server illegale di Stoccolma. In realtà le autorità non avevano parlato ufficialmente della Baia dei Pirati, ma subito dopo il portale di sharing è risultato inaccessibile. Sembrava fosse riapparso online con un indirizzo ".cr", cioè proveniente dalla Costa Rica, ma si trattava comunque di un dominio che non poteva funzionare senza il server-madre.

Il nuovo sito. Infine, a una settimana di distanza, è approdato in rete l'omaggio di Isohunt che, invece di trarre vantaggio dalla uscita di scena del concorrente, ha creato un nuovo ponte verso i tesori della Baia. Ma un fatto è certo: i veri Pirati ormai non esistono più. L'ultimo dei fondatori del portale, Fredrik Neij, è stato arrestato in Thailandia il mese scorso.