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Cina, la buoncostume è cyber. Aumentano gli "ispettori" del porno sul web

Possono arrivare a guadagnare anche 32mila dollari l'anno. Le caratteristiche: devono essere sposati, pazienti e conoscere il computer. Sono cinquanta e lavorano per grandi aziende
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ROMA -  Non c'è che dire: in Cina si tratta di uno dei cyber-lavori più invidiati e remunerati. Ma non è così facile come sembra: Ufficiale d'identificazione del porno. Un "ispettore" che può ricevere - al grado più alto - una retribuzione annua pari a qualcosa come 200mila yuan, oltre 32mila dollari. Il compito? Ripulire dai contenuti scabrosi i siti internet cinesi. E negli scorsi giorni i media del Partito Comunista Cinese - Global Times e Quotidiano del Popolo - hanno pubblicato un'infografica che evidenzia i pro e i contro di questa peculiare attività, annunciando che le aziende hanno bisogno di assumere nuovi cacciatori.
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In Cina, secondo questa scheda, al momento ci sono 50 di questi agenti della buoncostume virtuale, assunti dalle aziende per vigilare sulla pulizia delle pagine web. Le caratteristiche richieste al candidato sono: essere sposato, paziente, conoscere il computer. Invece chi ambisce a essere capo di un team di cacciatori del porno, deve avere competenze più specifiche in campo informatico e nel settore specifico, saper tradurre il giapponese e conoscere la specifica categorizzazione dei contenuti. Per esempio: una donna in bikini su una spiaggia non è porno, la stessa donna con lo stesso bikini in una stanza è pornografia. Sotto la scure finiscono anche immagini evocative, come delle calze indossate da una donna strappate.

Negli esami per accedere a questo lavoro vengono fatte una serie domande, tra le quali anche una su quali opere d'arte siano state "erroneamente considerate pornografiche", come è accaduto al David di Michelangelo, a cui la televisione di Stato, Cctv, ha pixellato i genitali. Nella grafica, infine, sono evidenziati anche i difetti di questa attività. Si tratta di un lavoro "noioso", che porta ogni giorno a dover visionare "almeno 200 pagine e decine di migliaia di immagini al giorno". Inoltre un'eccessiva esposizione a questo tipo di contenuti porta "stanchezza agli occhi, nausea,  ansia, depressione, avversione per l'altro sesso". Infine, ci sono i problemi familiari che, ovviamente, "possono insorgere".