Internet e smartphone fanno bene alla salute: lo stile di vita ci guadagna
di MARTA MANZO
Secondo uno studio Usa se siamo più attivi e attenti al benessere fisico è anche grazie alle conoscenze apprese via web e al contributo dei tracker per il monitoraggio della forma fisica, la corretta alimentazione e l'allenamento. L'esperto: ''Un'app non può fare miracoli, ma aiuta a cambiare abitudini''
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COLLI ricurvi su schermi retroilluminati, corpi seduti per ore alla scrivania: computer e smartphone rimandano automaticamente a uno stile di vita pigro e scorretto. Uno studio americano, invece, ha provato esattamente il contrario. Internet e device mobili aiutano a condurre una vita più sana e spingono a mangiare meglio e a essere fisicamente più attivi. La ricerca, pubblicata sul Journal of American Heart Association, ha preso in esame oltre vent'anni di letteratura scientifica: ben 224 pubblicazioni mediche facevano riferimento al rapporto tra stile di vita e tecnologia, valutando gli effetti di Internet, dei cellulari e dei sensori personali utilizzati per fare esercizio.
Analizzando le variazioni su dieta, grasso, attività fisica e dipendenze da tabacco e alcool, gli studiosi hanno così scoperto che, mentre chi usa i programmi di internet è in grado di tagliare le cattive abitudini in ciascuno di questi campi, chi utilizza applicazioni e programmi per cellulari è in grado di migliorare il movimento e combattere la pigrizia.
Dieci app per uno stile di vita migliore
I limiti. L'analisi non farà gridare al miracolo: come lo studio ha confermato, la perdita di peso registrata è comunque modesta, di solito compresa in una finestra dai tre mesi a un anno. Inoltre, lo studio prende in considerazione la letteratura medica di ricerche effettuate in meno di sei mesi: impossibile, dunque, a oggi, prevedere gli effetti a lungo termine dell'uso di dispositivi e programmi di auto-monitoraggio.
Migliore consapevolezza. Tuttavia, può essere un inizio. ''È certo - spiega Luca Di Russo, biologo nutrizionista e life coach nutrizionale - che una app o un dispositivo possano incoraggiare a condurre una vita più sana, possono migliorare la consapevolezza, ma non avranno un risultato duraturo, perché l'obiettivo da raggiungere è molto più a lungo termine''.
Non siamo tutti uguali. Dispositivi e applicazioni possono infatti portare problemi da non sottovalutare. ''La limitazione più evidente - prosegue Di Russo - è legata certamente ai portatori di patologie croniche, ma non è la più importante. Anche chi non è affetto da malattie sottovaluta il valore dell'apporto metabolico, che deve essere necessariamente personalizzato. Una app, un software in rete, non lo possono prevedere, se non in maniera generica''.
Programmi, app e tracker: come funzionano? Di solito, infatti, applicazioni e programmi si limitano a calcolare le calorie immesse e quelle consumate (basate su altezza, peso, tipo di attività giornaliera), i macro-nutrienti di cui si ha bisogno. Inoltre, mentre alcuni possono monitorare anche i passi, i battiti cardiaci e la qualità del sonno, l'inserimento degli alimenti consumati è uguale per tutti: bisogna manualmente pesarli e inserirne le quantità.
Un approccio limitato. ''Il semplice conteggio calorico - spiega ancora di Russo - è un concetto superato. Per carità, può essere utile. Ma se tu bevi, per esempio, molte bevande gassate, sapere quante calorie hanno ti è sufficiente ad assumerne meno? Io non credo. I nutrienti, poi, si calcolano sulle singole persone: i glucidi, per esempio, possono avere un effetto su di me diverso da quello che avrebbero su un'altra persona. Bisogna piuttosto strutturare le abitudini, che è poi quello che facciamo noi nutrizionisti, ci deve essere un lavoro motivazionale. Una app non può essere tanto autorevole, però può essere una spinta''.
Passi e sport. Per quanto riguarda l'attività fisica, l'Organizzazione mondiale della sanità consiglia di fare almeno diecimila passi al giorno per prevenire problemi cardiovascolari. Tracker e app li contano per noi, mostrando, numeri sullo schermo, quanti ne abbiamo fatti in un giorno. ''Non ci sono grossi rischi - spiega Di Russo - nel camminare tanto o nel fare attività sportiva. Bisogna solo capire se il movimento vada di pari passo con un piano alimentare adeguato. Se non si tiene conto di tutti i fattori, si rischiano danni a lungo termine''.
Il miracolo non esiste. Insomma, la tecnologia da sola non basta. ''Per variare uno stile di vita ci vuole un giusto programma e poi il tempo. Se non si entra in questa ottica, l'unico vero rischio, oltre a non rispettare il proprio metabolismo, è di abbandonare presto la nave''. E, in questo, non ci sarà applicazione o software a salvarci.