Genshin Impact è un fenomeno inarrestabile, che in soli sei mesi ha generato introiti per più un miliardo di dollari solo su dispositivi mobili iOS e Android. Un traguardo incredibili considerando che il gioco di genere RPG open world con forte componente multiplayer, dallo stile grafico molto simile a Zelda: Breath of the Wild, sviluppato dallo studio cinese miHoYo è un free-to-play. Titoli che generalmente guadagnano con microtransazioni in-game. Piccole somme di denaro che consentono di sbloccare contenuti e funzionalità o acquistare pacchetti estetici per abbellire personaggi o armi.
Dopo un lancio trionfale, il titolo ha rallentato la sua corsa in occidente restando però tra i videogiochi più amati dagli utenti cinesi, sud coreani e giapponesi.
Il primo problema incontrato dall’opera di miHoYo in Europa è stato il bando imposto dal Belgio a ottobre del 2020.
La legislazione del Paese equipara le casse premio, le loot box presenti in molti videogiochi, al gioco d’azzardo, per questo motivo Genshin Impact è stato rimosso dallo store Playstation ma inspiegabilmente non nella versione PC e quella per dispositivi mobili, dove genera la maggior parte dei guadagni. Sfondato il tetto di un miliardo di dollari, Genshin Impact ripropone il discorso su come videogiochi free-to-play possano guadagnare cifre astronomiche in così breve tempo con modelli economici più che discutibili.
Che cos’è il gacha system
La parola gacha è la contrazione del termine onomatopeico giapponese gachapon. Le gachapon sono macchinette, molto diffuse nei negozi di giocattoli nipponici, che inserendo una piccola quantità di denaro rilasciano una scatola di plastica trasparente contenente un giocattolo. Come i distributori che si trovavano fuori dai bar in molte località marittime italiane.
Gli erogatori automatici giapponesi funzionano con un semplice meccanismo: la speranza di ottenere con poche monete il pezzo raro tra i tanti giocattolini comuni presenti nel distributore. Una sorta di slot machine dedicata ai bambini. Questo lucroso meccanismo che ben funziona in lande asiatiche è stato riproposto in salsa videoludica nei giochi free-to-play con meccaniche gacha. In molti titoli, spesso di genere action RPG come Genshin Impact, ma anche puzzle-party, l’utente deve recuperare materiali, armi, armature o potenziamenti, item o drop che permettono al suo personaggio di superare i vari livelli di gioco.
Generalmente questi oggetti si ottengono in molte, molte, ore di gioco, partecipando a tornei, eventi a tempo o altre attività.
Nei titoli gacha, quello che nei videogiochi viene chiamato comunemente farming o farmare, il tempo dedicato ad azioni spesso ripetitive che garantiscono l'acquisizione regolare di risorse o benefici, può essere facilmente aggirato sborsando soldi reali che consentono di acquistare una valuta virtuale da spendere nel gioco.
Nel caso di Genshin Impact la valuta di gioco si chiama Primogems e consente di acquistare una risorsa rara denominata Fate. Investendo una determinata quantità di Fate il giocatore riceve in cambio un banner che contiene un premio casuale, come un'arma o più raramente un personaggio leggendario. Essendo il sistema gachapon assolutamente randomico, come quello delle loot box, non assicura di ottenere un personaggio forte o un’arma potente che migliori le prestazioni di gioco. Assicura invece un “dono”, e se il l’utente non è soddisfatto, per un rodato meccanismo di aspettative/ricompensa, potrebbe ripetere la microtransazione nella speranza di un item migliore, raro o leggendario.
Una nuova ricerca sulle loot box
Una recente ricerca condotta nelle università inglesi di Plymouth e Wolverhampton ha rilevato che le loot box sono strutturalmente e psicologicamente simili al gioco d'azzardo. La ricerca, che integra i dati di una precedente, prende in esame il legame tra i premi casuali acquistabili nei videogiochi e il comportamento di gioco, rilevando che il 93% dei bambini del Regno Unito usa i videogame e la maggior parte di loro gioca o ha giocato a titoli che contengono loot box e il 40% ne ha aperte. Il vero dato sorprendente è il 5% dei videogiocatori che da solo genera più di metà di tutti gli introiti derivanti dalle loot box. Il report indica che possono arrivare a spendere più di 70 sterline al mese in “scatole premio”.
Come è già avvenuto in Belgio, anche il Regno Unito sta valutando se le leggi sul gioco d'azzardo debbano regolare anche le loot box dei videogiochi e qualsiasi sistema di ricompense casuali in-game come quelle presenti nei titoli gacha come Genshin Impact.