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Cybersicurezza

La tecnologia usata per proteggere il Conclave

© 2025 SOPA Images
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Jammer, rivelatori di onde elettromagnetiche, sistemi anti droni e rilevamento del labbiale. Nella Cappella Sistina andrà in scena una liturgia antica millenni garantita da tecnologie ultra moderne. Così è stata trasformata in un cyber bunker

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Nell’era di internet e della comunicazione digitale, è la tecnologia a garantire che il Conclave resti inviolato e che non ci siano comunicazioni con l’esterno. È dal 2005 che l’elezione del nuovo pontefice deve fare i conti con cellulari, poi smartphone, e con tutti gli strumenti che consentono la comunicazione sempre. Il Conclave è una liturgia antichissima. Ma che deve fare i conti con la modernità. E per garantire che nulla possa interferire con la scelta dei Cardinali, la Cappella Sistina si è dotata di strumenti altamente tecnologici. In grado di proteggere le loro riunioni, le loro decisioni, il loro voto. Il mondo contemporaneo, con le sue reti digitali, l’intelligenza artificiale, droni e satelliti, ha reso il Conclave in una sfida. Non più solo spirituale, ma anche cibernetica.

Jammer e schermature elettromagnetiche

Secondo quanto ha riportato Reuters nel cuore della Cappella Sistina, dove si svolgono le votazioni, è stato installato un falso pavimento sotto cui si celano dispositivi di disturbo del segnale. Tecnicamente si chiamano jammers e sono capaci di interferire con onde radio e segnali cellulari. Si tratta di disturbatori che bloccano qualsiasi comunicazione in entrata o in uscita, impedendo l’uso non autorizzato di telefoni, microfoni o dispositivi nascosti. A rafforzare questa barriera invisibile, si aggiunge una gabbia di Faraday: una struttura metallica che avvolge l’ambiente e blocca ogni tipo di radiazione elettromagnetica.

Sicurezza anti-satellite

L’intelligenza artificiale è in grado di riconoscere volti, voci, suoni, ma anche di leggere il labiale da immagini ad alta risoluzione. Anche catturate dallo spazio. Per evitare fughe di notizie attraverso canali ottici, le finestre degli edifici della Cappella Sistina sono oscurate con pellicole opache e viene vietato ai cardinali anche solo di affacciarsi all’esterno. Nessun satellite, drone o telecamera potrà ottenere informazioni visive dai luoghi del conclave.

Difesa anti-drone e no-fly zone

Il cielo sopra il Vaticano e parte di Roma è dichiarato zona di volo vietata. L’esercito italiano e la Gendarmeria vaticana sono dotati di sistemi anti-drone avanzati, compresi radar di rilevamento, jammer direzionali e persino “bazooka” elettronici, pronti a neutralizzare eventuali intrusioni aeree. Queste misure sono state già viste durante il funerale del pontefice e saranno attive anche durante il conclave.

Controlli anti-spionaggio

I locali destinati ai cardinali e alle votazioni vengono bonificati nei giorni precedenti: esperti di sicurezza elettronica ispezionano le stanze con scanner anti-bugging (rilevatori di microspie, telecamere nascoste e microfoni) e rilevatori di frequenze radio. Tutto il personale viene controllato all’ingresso e il rischio di accesso a dispositivi spia è considerato minimo, ma comunque va gestito con attenzione.

Sorveglianza e intelligence interna

All’interno del Vaticano operano due corpi di sicurezza: la Guardia Svizzera Pontificia, addestrata anche all’uso di armi moderne, e la Gendarmeria Vaticana, dotata di sistemi di sorveglianza digitale. Il centro di comando sotterraneo gestisce oltre 650 telecamere e può contare su strumenti di controllo biometrico e comportamentale, ricorda The Indipendent.

Divieti tecnologici e giuramento di segretezza

Dal 1996, le norme papali vietano qualsiasi dispositivo elettronico all’interno del conclave: niente cellulari, computer, radio, né nemmeno fogli stampati. Tutti i partecipanti — cardinali, funzionari, personale di servizio — devono prestare un giuramento solenne in cui si impegnano a non comunicare nulla di quanto avviene, pena la scomunica immediata.