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Labubu mania: Kaspersky mette in guardia contro i siti truffa che rubano i dati di pagamento

Labubu mania: Kaspersky mette in guardia contro i siti truffa che rubano i dati di pagamento

Dai post di Chiara Ferragni e Fedez all’ondata di siti fraudolenti: dietro il fenomeno virale delle bambole Labubu si nasconde una rete di truffe informatiche sempre più insidiose

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Nel mondo dei collezionisti, poche mode hanno avuto una crescita così esplosiva come quella delle bambole Labubu. Creati dall’artista di Hong Kong Kasing Lung e distribuiti da Pop Mart, questi peluche dal design stravagante si acquistano in “blind box”, scatole a sorpresa che trasformano ogni acquisto in un piccolo gioco d’azzardo. La loro popolarità, già in forte ascesa nel mercato asiatico, è esplosa definitivamente quando anche celebrità italiane come Fedez e Chiara Ferragni hanno iniziato a mostrarle sui social, contribuendo a trasformare questi oggetti in vere e proprie icone pop.

È proprio sull’onda di questo entusiasmo che i cybercriminali si sono inseriti, sfruttando l’urgenza e l’emotività di un pubblico attratto dalla rarità e dal desiderio di possesso. Secondo una recente analisi di Kaspersky, la diffusione dei Labubu ha generato un’ondata di siti web fraudolenti, ideati con l’unico scopo di sottrarre dati sensibili agli utenti. Queste piattaforme, spesso ben strutturate e tradotte in diverse lingue, si presentano come negozi ufficiali o rivenditori autorizzati, offrendo prodotti apparentemente originali a prezzi stracciati. L’aspetto ingannevolmente professionale e le promesse di edizioni limitate spingono gli utenti a inserire i propri dati di pagamento con fiducia. Ma una volta completato l’ordine, il prodotto non arriva, e i dati finanziari finiscono nelle mani dei truffatori.

L’attenzione mediatica e la spinta promozionale da parte di influencer e personaggi pubblici hanno contribuito a creare un mercato secondario sempre più competitivo, dove le edizioni rare raggiungono anche i 3.000 dollari. È proprio questo clima di frenesia che, secondo Kaspersky, ha reso il terreno fertile per le truffe: l’aspettativa di ottenere un oggetto esclusivo spinge molte persone a compiere acquisti impulsivi senza le necessarie verifiche.

Olga Altukhova, Senior Web Content Analyst di Kaspersky, sottolinea come la nuova strategia dei truffatori sia quella di colpire su scala globale, replicando l’identità visiva dei brand ufficiali e utilizzando la lingua locale per acquisire maggiore credibilità. Non si tratta solo di perdite economiche momentanee: i dati rubati possono essere usati per frodi successive, o addirittura rivenduti nel dark web, esponendo le vittime a furti d’identità e violazioni della privacy. Kaspersky ha raccomandato di prestare particolare attenzione a segnali di allerta, come prezzi insolitamente bassi, recensioni negative su siti terzi e l'assenza di informazioni di contatto chiare sulle piattaforme di acquisto. Meglio sempre utilizzare metodi di pagamento sicuri, come carte di credito con protezione antifrode, e attivare l'autenticazione a due fattori quando possibile.

L'analisi dei dati di Kaspersky ha rivelato che le vittime di tali truffe non solo perdono denaro, ma si trovano anche ad affrontare la possibilità di un furto di identità, che può avere conseguenze a lungo termine.