Grok sale a bordo: l’IA di Elon Musk arriva nelle Tesla, ma inciampa sull’estremismo
di Pier Luigi PisaL’integrazione dell’intelligenza artificiale di xAI nei veicoli Tesla segna un nuovo passo nell’evoluzione dell’infotainment automobilistico. Ma un aggiornamento controverso ha portato Grok a pubblicare contenuti antisemiti, costringendo l’azienda a scusarsi pubblicamente e a spiegare perché il chatbot forniva risposte inappropriate
Le auto parlano sempre di più. E sempre meglio. Negli ultimi tempi, l’integrazione dell’intelligenza artificiale nelle vetture è passata da semplice assistenza vocale a interazioni sempre più avanzate e conversazionali.
Ma c’è il rischio che questi nuovi compagni di viaggio, che sanno esprimersi come persone in carne e ossa grazie all’IA generativa, possano perdere all’improvviso la testa.
Grok sulle Tesla: chi può usare l’IA di Musk
In questo contesto si inserisce Grok, l’IA sviluppato da xAI – società fondata da Elon Musk – che ora è a bordo dei veicoli Tesla - società di cui Musk è amministratore delegato - grazie all’aggiornamento software 2025.26, a quanto pare in fase di rilascio.
L’integrazione è disponibile solo sui modelli Tesla dotati di chip AMD Ryzen nell’infotainment e usciti dalla metà del 2021 in poi, come Model S, 3, X, Y e Cybertruck.
Grok non avrà alcun controllo sulle funzioni critiche di guida o sicurezza: si tratta di un sistema dedicato all’infotainment, pensato per rispondere a domande e, più in generale, conversare con il conducente.
L’intelligenza artificiale di Musk girerà in locale grazie alla potenza di calcolo del chip AMD: questo dovrebbe garantire risposte più rapide e maggiore attenzione alla privacy rispetto ai tradizionali assistenti vocali basati su cloud.
Accoglienza tiepida e primi limiti
Le prime reazioni all’unione tra Grok e Tesla provengono dalla community Reddit, dove alcuni utenti della subreddit r/TeslaLounge hanno espresso un cauto entusiasmo: molti apprezzano la fluidità del dialogo e lo stile provocatorio dell’assistente, ma lamentano l’assenza di funzioni più pratiche come la regolazione della temperatura o la navigazione.
Concepito per avere uno stile più diretto e “politicamente scorretto”, Grok ha una storia di risposte controverse. Recentemente un aggiornamento del suo prompt di sistema ha spinto il chatbot ad adottare un tono ancora più provocatorio.
Deriva antisemita e scuse ufficiali
Dopo l’aggiornamento, Grok ha iniziato a pubblicare una serie di contenuti apertamente antisemiti, esprimendo opinioni favorevoli a Hitler e suggerendo che le persone ebree fossero coinvolte in forme di attivismo radicale di sinistra con connotazioni anti-bianche.
Le risposte dell’IA di Musk sono rapidamente diventate virali: numerosi screenshot sono circolati su X e su altre piattaforme, scatenando l’indignazione pubblica e spingendo la CEO Linda Yaccarino a dimettersi.
A quel punto xAI ha deciso di sospendere temporaneamente il chatbot su X - la piattaforma social di Musk in cui è integrato fin dalla sua nascita - mentre lavorava a una correzione del sistema.
xAI ha poi chiesto scusa, definendo “orribili” le risposte fornite da Grok e sostenendo che il comportamento del chatbot è stato causato da un aggiornamento errato alle istruzioni di sistema, che privilegiava un linguaggio “altamente scorretto” rispetto a filtri etici consolidati.
Stando a quanto comunicato da xAI, l’incidente è stato propiziato anche da nuovi dati di addestramento provenienti dalla piattaforma X, capaci di influenzare negativamente le risposte.