Un tempo erano soldati scalzi, armati di fucili arrugginiti e divise sdrucite, chiamati a combattere guerre di logoramento in villaggi sperduti e campagne di fango. L’Esercito Popolare di Liberazione, nato tra le marce forzate e le privazioni della guerra civile, era l’immagine di una Cina povera e fragile, che affidava la sua sopravvivenza più alla tenacia dei contadini che all’acciaio delle armi. Ora, la Cina mostra al mondo un volto completamente diverso durante la mega parata militare di mercoledì 3 settembre, con cui Pechino celebra l'ottantesimo anniversario della resa del Giappone nella Seconda Guerra Mondiale.
Al fianco delle famiglie dei veterani di quella che il Partito comunista chiama "guerra di resistenza contro l'aggressione giapponese", in piazza Tian'anmen non sfila più un esercito di uomini affamati, ma una macchina militare proiettata verso il futuro, specchio della trasformazione geopolitica di un Paese che ha ambizione di potenza globale. Da sottolineare una cosa fondamentale: normalmente, nelle parate militari cinesi tutto quanto sfila è uscito dalla fase di ricerca e sviluppo ed è dunque già pronto ad arricchire la dotazione dell'esercito. La lista delle innovazioni offre dunque indizi decisivi sullo stato di avanzamento e ammodernamento delle forze armate di Pechino.
Forze terrestri: sistemi digitalizzati e reti tattiche
In prima fila, per quanto riguarda le forze terrestri, i carri Type-99A, che utilizzano radar e cariche esplosive per neutralizzare missili in arrivo. Il sistema di comando e controllo è digitalizzato, con display multifunzione e collegamento diretto alle reti tattiche.
Spazio poi agli obici PCL-181: artiglieria semovente su ruote, capaci di gittata da oltre 70 chilometri. I nuovi modelli hanno munizionamento guidato e alcuni prototipi utilizzano il sistema satellitare BeiDou, la risposta cinese al GPS, per correggere la traiettoria in tempo reale.
Attenzione anche ai sistemi missilistici, in particolare ai DF-17 a medio raggio, che montano testate ipersoniche plananti. Queste testate manovrabili possono eludere radar e sistemi di difesa antimissile. Pechino è convinta che possano diventare uno strumento strategico contro basi e flotte americane nel caso di un conflitto sul Pacifico.
Flotta navale: ultrasuoni e sistemi di blocco innovativi
Nonostante la parata si trovi nel centro città di Pechino, non mancheranno repliche del nuovo cacciatorpediniere Type-055: si tratta di piattaforme polivalenti da 12 mila tonnellate, con radar avanzati ad ultrasuoni e più di 100 celle di lancio verticali per missili antiaerei, da crociera e antisommergibile. Rappresentano il nucleo di future task force oceaniche.
La flotta navale è forse l'unità militare protagonista dello sviluppo impressionante negli ultimi anni. Una prova è il modello della Fujian, la terza portaerei cinese pronta a entrare in servizio. Si tratta di un modello di nuova generazione, dotata di catapulte elettromagnetiche, una tecnologia che riduce i limiti delle catapulte a vapore e permette il lancio di velivoli più pesanti. Dislocamento di oltre 80 mila tonnellate (contro le 60 mila dei modelli precedenti), la Fujian è dotata anche di sistemi di blocco innovativi che consentono una rapida decelerazione in atterraggio.
Il presidente Xi Jinping ha impresso una forte accelerazione al programma sulle portaerei: vuole averne almeno sei entro il 2035, di cui quattro a propulsione nucleare. Già oggi solo gli Usa, con 11, ne hanno di più.
Potenza aerea: sciami di droni senza pilota e IA
Come diversi altri eserciti, anche le forze armate cinesi puntano molto sugli sciami di droni, utilizzabili anche senza pilota e in scenari da "zona grigia" come lo Stretto di Taiwan e il Mar Cinese Meridionale. La Cina sta sperimentando il concetto di “marea autonoma”: decine di piccoli droni coordinati da algoritmi di intelligenza artificiale che agiscono come uno stormo, con l'obiettivo di saturare le difese nemiche o creare disturbo elettronico.
Secondo i media specializzati, Pechino potrebbe peraltro presto impiegare un drone spia ad alta quota che viaggia ad almeno tre volte la velocità del suono, uno sviluppo che rafforzerebbe notevolmente la capacità della Cina di condurre operazioni di sorveglianza.
In bella mostra senz'altro il J-20 “Mighty Dragon”: il caccia stealth di quinta generazione è il fiore all’occhiello dell’aeronautica cinese, dotato di radar e sensori ottici distribuiti per una visione a 360°.
Stando a delle foto delle prove trapelate in rete, alla parata potrebbe debuttare anche l’FH-97, il primo drone stealth cinese dichiarato pronto al combattimento. Si tratta di un velivolo senza pilota concepito per affiancare i caccia con equipaggio, capace di svolgere missioni di ricognizione, attacco e guerra elettronica.
Se la presenza fosse confermata, la Cina diventerebbe il primo Paese al mondo a schierare un sistema di questo tipo in versione operativa, superando persino Stati Uniti e Australia, che stanno ancora testando progetti simili come il Boeing MQ-28 Ghost Bat o lo Skyborg. Le specifiche tecniche restano in gran parte coperte dal segreto, ma le informazioni disponibili indicano che l’FH-97 disporrebbe di stive interne per bombe guidate e missili aria-aria o aria-superficie, oltre a sensori avanzati per sorveglianza e disturbo elettronico.
Robot, laser e un uso massiccio di Intelligenza artificiale
La Cina sta facendo passi da gigante anche sull'intelligenza artificiale applicata al settore della difesa. Una prova sono i vari modelli di veicoli corazzati telecomandati o autonomi per ricognizione e logistica. Alcuni prototipi sono armati con mitragliatrici da 12,7 mm e missili anticarro leggeri. Ci sono poi i cosiddetti "muli robotici”: quadrupedi meccanici simili a quelli sviluppati da Boston Dynamics, destinati al trasporto di munizioni e rifornimenti in aree impervie.
Da tempo, Xi chiede di insistere sullo sviluppo di capacità di combattimento intelligenti e senza equipaggio, di promuovere lo sviluppo coordinato e l'applicazione del sistema informativo di rete.
Non si vedranno nella parata, ma l'esercito cinese è dotato di sistemi di IA sempre più avanzati, in grado di fornire ai comandanti un quadro in tempo reale del campo di battaglia e di anticipare le mosse nemiche attraverso il targeting predittivo.
Attenzione anche alle armi a energia diretta. In particolare ai laser anti drone, complemento a basso costo ai missili intercettori, e ai microonde ad alta potenza, destinati a disturbare o disattivare sistemi elettronici avversari come droni e satelliti. Non è certo che ci siano anche i cannoni elettromagnetici, la cui operatività dovrebbe essere ancora in fase di studio: quando entreranno in azione, saranno in grado di sparare proiettili a velocità ipersonica utilizzando campi magnetici, riducendo i costi per colpo e aumentando la velocità d’impatto.
Di recente, un team della National University of Defence Technology di Changsha (provincia dello Hunan), ha realizzato una fonte di energia compatta che potrebbe ridurre significativamente le dimensioni di un'arma a microonde ad alta potenza in fase di sviluppo in Cina. Il dispositivo sarebbe in grado di generare elettricità fino a 10 gigawatt di potenza a una velocità di 10 impulsi al secondo.
Questa parata non è solo una dimostrazione tecnica: è un messaggio. Mostrare carri armati e missili significa segnalare la prontezza convenzionale. Esibire robot, IA e laser significa comunicare di essere non solo al passo delle ultime innovazioni, ma di essere anche in grado di guidarle.