A quasi tre anni dal rilascio di ChatGpt, OpenAI ha pubblicato lo studio più completo sul suo impiego dal quale emergono aspetti attesi e altri meno lampanti.
L’analisi, consultabile qui, è stata condotta da ricercatori di OpenAI con la collaborazione di ricercatori di Harvard e della Duke University. Mette in luce un’adozione sempre più ampia e diversificata di ChatGpt, capace di colmare i divari demografici e generare un valore economico che sfugge ai sistemi di misurazione attuali come il Pil.
Alcuni dati confermano andamenti attesi, altri invece lasciano emergere delle curiosità.
Come le persone utilizzano ChatGpt
Il primo dato che emerge è relativo al rapporto tra uso professionale e personale di Chatgpt.
Il 70% circa delle conversazioni è di tipo personale ed è un dato in forte crescita rispetto al 53% misurato un anno prima. Questo vuole dire che la chatbot di OpenAI diventa sempre più uno strumento per la vita di tutti i giorni.
Scendendo un po’ più nel dettaglio, gli usi principali di ChatGpt riconducono:
- Ai consigli (scrivere un CV, consigli per lo studio, …) 38%
- Alla ricerca di informazioni (attualità, spiegazioni dettagliate, …) 29%
- All’elaborazione di testi (scrittura, correzione, traduzione, …) 27%
- Alla programmazione (scrittura di codice, debug, …) 4%.
In base a queste percentuali, si può asserire che ChatGpt viene usato soprattutto per le guide pratiche, la ricerca di informazioni e per la scrittura. Attività ambivalenti che possono coprire sia le esigenze private sia quelle professionali.
L’uso professionale di Chatgpt
Anche sul fronte professionale Chatgpt viene usato soprattutto per scrivere (40%): due terzi di queste richieste riguardano la correzione, il riassunto o la traduzione di testi.
Il 24% delle conversazioni riguarda invece la richiesta di consigli e di idee per risolvere problemi specifici e le richieste di supporto tecnico, oggi ferme al 10%, erano il 18% a maggio del 2024.
L’uso professionale si concentra soprattutto nelle aree delle informazioni e del problem solving. Ottenere o interpretare informazioni e prendere decisioni sono gli obiettivi del 58% delle conversazioni.
Inoltre, attività quali “ottenere informazioni”, “prendere decisioni e risolvere problemi” e “pensiero creativo” sono le più comuni in quasi tutte le categorie professionali e si estendono anche a chi ricopre ruoli manageriali.
Chiedere e fare
Per contestualizzare l’uso che gli utenti fanno di ChatGpt, i ricercatori hanno creato le categorie Chiedere e Fare.
Nella categoria Fare rientrano le richieste che gli utenti fanno affinché Chatgpt esegua un compito specifico da zero come, per esempio, scrivere un’email. Il 56% di tali richieste ha scopi professionali e un terzo di queste è strettamente legato alla scrittura.
Le richieste di informazioni, consigli e chiarimenti rientrano invece nella categoria Chiedere e, nel 35% dei casi, si tratta di conversazioni di tipo lavorativo.
ChatGpt viene quindi usato per automatizzare compiti ma anche per fornire supporto a decisioni autonome.
Differenze tra professioni e livelli di istruzione
L'uso professionale di ChatGpt varia in modo sensibile a seconda del bagaglio culturale degli utenti. I dati salienti dicono che:
- Gli utenti con istruzione superiore o ruoli professionali qualificati sono più propensi a usare ChatGpt a scopi professionali
- Chi lavora in ambito tecnico o scientifico è più propenso a usare ChatGpt per Chiedere e meno per Fare
- Manager e profili commerciali usano ChatGpt soprattutto per la scrittura di testi
- Chi lavora nell’informatica avvia il 37% delle conversazioni per ottenere supporto tecnico.
OpenAI usa questi dati per dimostrare la versatilità di ChatGpt che viene sempre più usato come assistente intelligente anche nelle sfere che esigono lavoratori altamente specializzati.
Le curiosità e la democratizzazione delle IA
Le prime curiosità che balzano agli occhi riguardano le caratteristiche demografiche. Infatti, l’adozione di Chatgpt cresce fino a quattro volte più rapidamente nei Paesi a basso e medio reddito.
Inoltre, dopo un periodo di disaffezione, gli utenti della prima ora sono tornati a usare Chatgpt con una certa convinzione, tant’è che partecipano attivamente alla crescita numerica delle conversazioni quotidiane.
Va anche messo in evidenza che, fino all’inizio del 2024, il 63% degli utenti di Chatgpt era di genere maschile. A luglio del 2025 la base utenti si è tinta di rosa e le donne sono ora la maggioranza (il 52%).
Questi dati lasciano intravvedere una democratizzazione delle IA e una certa inclusività, almeno in relazione al genere degli utenti.
Non da ultimo, il ricorso a Chatgpt per scopi terapeutici è una nicchia, così come lo è l’impiego per la scrittura di software.
Meno del 2% delle conversazioni riguarda le relazioni personali e circa il 4,2% è relativo alla programmazione.
Come è stato condotto lo studio
Sono stati usati diversi set di dati provenienti dalla base utenti di ChatGpt che, a luglio del 2025, ha superato i 700 milioni di utenti settimanali attivi.
Questi dati sono stati resi più granulari per ottenere risultati dettagliati. In quest’ottica, la parte centrale dello studio è edificata su un campione di 1,58 milioni di conversazioni mediante il quale è stata tracciata l’evoluzione dell’uso di ChatGpt, il cui rilascio ufficiale risale al 30 novembre del 2022.
Questo campione, generato da 130mila utenti, è stato usato per incrociare dati demografici e professionali e per esaminare le differenze d’uso tra gruppi diversi.
Si tratta di dati generati da persone maggiorenni. Sono state escluse le conversazioni avviate dagli utenti che hanno scelto di non mettere a disposizione i rispettivi messaggi per l’addestramento dei modelli.
Un altro campione casuale di 1,1 milioni di conversazioni proviene dall’intera base utenti di ChatGpt – quindi da chi ha sottoscritto abbonamenti gratuiti, Plus o Pro – e si concentra sull’uso che gli utenti fanno della chatbot.
Va sottolineato che, in totale, che gli utenti di ChatGpt inviano ogni giorno 2,5 miliardi di richieste e che, in quest’ottica, il campione di 1,1 milioni di conversazioni può apparire minuto.
Il campione di 1,58 milioni di conversazioni e quello di 1,1 milioni di conversazioni sono diversi tra loro e sono stati costruiti con scopi e popolazioni di riferimento differenti. Per entrambi i campioni sono stati esaminati i dati relativi al periodo che va dal mese di maggio del 2024 al mese di giugno del 2025.