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Molotov contro l’abitazione di Sam Altman: arrestato un ventenne

Un ragazzo è stato arrestato dalle autorità californiane con l’accusa di aver lanciato un ordigno incendiario contro la residenza del CEO di OpenAI, la società che ha creato ChatGpt, in un clima di tensione dopo un’inchiesta del New Yorker. La reazione dell’imprenditore: “Sono arrabbiato. Ma il futuro appartiene a tutti”

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Gli agenti della polizia di San Francisco hanno arrestato un ragazzo di vent’anni con l’accuso di aver lanciato una bottiglia molotov contro l’abitazione di Sam Altman, il co-fondatrore e amministratore delegato di OpenAI, considerato il papà di ChatGpt nonché uno degli imprenditori più influenti al mondo nel campo dell’intelligenza artificiale.

Secondo quanto riportato dalla polizia, l’individuo si è avvicinato alla proprietà di Sam Altman, nel quartiere residenziale di Russian Hill di San Francisco, e ha scagliato la molotov contro il cancello esterno dell’abitazione.

Le fiamme generate dall'impatto si sono estinte prima dell'arrivo dei vigili del fuoco, limitando i danni alla struttura esterna e risparmiando l'edificio principale.

L'arresto presso la sede di OpenAI

Il sospettato, la cui identità non è stata resa nota ma che risulta avere circa vent’anni, non è stato catturato immediatamente sul luogo dell'attacco.

Poche ore dopo l’incidente a Russian Hill, la polizia è intervenuta nuovamente nel quartiere di Mission Bay, dove ha sede il quartier generale di OpenAI. Il giovane è stato individuato e arrestato mentre rivolgeva minacce verbali esplicite contro l’azienda, dichiarando l'intenzione di colpire anche gli uffici centrali.

Un portavoce di OpenAI ha confermato che il sospettato è attualmente in custodia e che l’azienda sta collaborando pienamente con le forze dell'ordine per chiarire le motivazioni del gesto.

Un contesto di crescente risentimento

L'episodio si inserisce in un periodo di forti tensioni sociali e mediatiche per la leadership di OpenAI. Pochi giorni prima dell’attentato, la rivista statunitense New Yorker ha pubblicato una lunga inchiesta firmata da Ronan Farrow, giornalista noto per le sue indagini su abusi di potere, che prova a fare luce sulla figura controversa di Altman.

Il pezzo si basa su documenti interni mai divulgati prima, oltre 200 pagine di materiali riservati e più di cento interviste. Il titolo è già un atto d'accusa: "Sam Altman potrebbe controllare il nostro futuro. Ma può essere considerato affidabile?".

Tra i documenti ottenuti figurano memo segreti compilati dall'ex responsabile scientifico di OpenAI, Ilya Sutskever, che aveva raccolto decine di pagine di messaggi e analisi sul comportamento di Altman, inviandoli come messaggi a scomparsa perché "terrorizzato" che qualcuno li scoprisse.

Diversi ex colleghi descrivono Altman come una persona al centro di "un sistematico schema di menzogne", altri lo definiscono "bugiardo patologico", mentre più fonti indipendenti hanno usato spontaneamente la parola "sociopatico".

Intanto un nuovo studio di Gallup ha rilevato che i giovani sono meno ottimisti e più arrabbiati riguardo all’impatto dell’intelligenza artificiale.

I dati mostrano che il sentimento di speranza verso queste tecnologie è sceso sotto il venti percento, mentre circa un terzo degli intervistati esprime sentimenti di rabbia o timore per le conseguenze occupazionali ed etiche del settore.

Sam Altman, figura chiave nello sviluppo dei modelli avanzati alla base di ChatGpt, è diventato il volto pubblico di una trasformazione industriale che molti percepiscono come una minaccia.

La reazione di Altman: "Su di me un articolo incendiario"

A poche ore dall'accaduto, Altman ha pubblicato un lungo post sul suo blog personale, accompagnato da una fotografia che ritrae il figlio e il suo compagno.

"Normalmente cerchiamo di essere abbastanza riservati, ma in questo caso condivido una foto nella speranza che possa dissuadere la prossima persona dal lanciare una molotov contro casa nostra", ha scritto il CEO di OpenAI, aggiungendo che la moltov ha colpito l'abitazione alle 3:45 di notte, rimbalzando senza causare feriti.

Nel post, Altman ha ammesso di aver sottovalutato il clima di ostilità che si era andato costruendo attorno alla sua figura. Qualcuno gli aveva fatto notare, il giorno prima dell'attacco, che un articolo uscito di recente sulla sua persona rischiava di renderlo un bersaglio in un momento di grande ansia collettiva nei confronti dell'IA. Lo scrive anche sul suo blog: “Qualche giorno fa è stato pubblicato un articolo incendiario su di me”.

"L'ho liquidata come un'osservazione esagerata", ha aggiunto. "Ora sono sveglio nel cuore della notte e arrabbiato, e penso di aver sottovalutato il potere delle parole e delle narrazioni".

"Il futuro appartiene a tutti"

Al tono personale e ferito del racconto notturno segue però, nel post, una difesa articolata della propria visione.

Altman riconosce apertamente che "la paura e l'ansia nei confronti dell'IA sono giustificate" e che la società si trova nel mezzo del "cambiamento più grande degli ultimi tempi, forse di sempre".

Ma respinge con forza l'idea che il potere sulle tecnologie del futuro debba concentrarsi nelle mani di pochi: "Il controllo del futuro appartiene a tutte le persone e alle loro istituzioni. Non ritengo giusto che siano alcuni laboratori di IA a prendere le decisioni più importanti sulla forma del nostro futuro".

Una posizione che suona quasi paradossale venendo dall'uomo a capo dell'azienda più influente del settore.