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L’ennesimo appello Onu sui rischi dell’IA e dei “robot killer”. Servirà?

Per il segretario generale dell’ONU António Guterres serve un impegno comune per mitigare i rischi e distribuire i benefici delle IA, che ha definito una rivoluzione più rapida delle norme. Sul piatto temi legati alle disparità, alla guerra e all’ambiente

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Per due giorni – 6 e 7 luglio – Ginevra è diventata il centro del dibattito mondiale sul futuro tecnologico con l'apertura del primo Dialogo globale sulla governance dell'intelligenza artificiale, al quale hanno preso parte tutte e 193 le Nazioni aderenti all'Onu.

Occasione durante la quale il segretario generale delle Nazioni Unite, António Guterres, ha presentato i risultati di un rapporto elaborato dalle voci indipendenti di quaranta esperti internazionali.

Il documento evidenzia che lo sviluppo delle IA sta procedendo a una velocità superiore rispetto alla capacità delle istituzioni di comprenderle e regolamentarle in modo efficace. Questa disparità tra le rispettive velocità di marcia è parte fondante dei problemi che emergono.

Una corsa contro il tempo per le istituzioni

“L’attuale generazione potrebbe essere l’ultima in grado di stabilire i termini della coesistenza tra esseri umani e intelligenze artificiali”. Così Guterres ha aperto il dibattito, puntando immediatamente le luci sul fatto che le istituzioni, anche le più moderne, non sono progettate per gestire macchine che eseguono ordini e, di conseguenza, non sono preparate a governare sistemi capaci di prendere decisioni autonome.

La linea di condotta suggerita dall’Onu è quella di non conferire alle IA fiducia piena né di nutrire nei loro confronti paura irrazionale, ma di optare per il canonico in medio stat virtus, procedendo quindi con una gestione ponderata e organizzata dei sistemi intelligenti.

Gli squilibri economici e la concentrazione del potere

C’è una forte concentrazione – continua Guterres - delle capacità tecnologiche nelle mani di un numero ristretto di aziende e Paesi. Attualmente, gli Stati Uniti detengono il 75 percento della potenza di calcolo tra i principali supercomputer mondiali, seguiti dalla Cina con il 15 percento.

Questa disparità, dice il segretario generale dell’Onu, rischia di allargare il divario tra le economie avanzate e il Sud del mondo, che spesso rimane escluso dall'accesso a infrastrutture e ai modelli IA adatti ai contesti locali.

L'impatto sul mercato del lavoro appare altrettanto asimmetrico, con le economie avanzate che hanno una quota di occupazione esposta all'automazione molto più elevata rispetto ai Paesi a basso reddito.

L’assenza di una governance globale, sintetizza Guterres, non è più sostenibile poiché ogni ritardo normativo aumenta i costi per chi ha accumulato un ritardo nello sviluppo delle IA e consolida il potere di pochi attori.

Le conseguenze delle IA sui mercati mondiali del lavoro

L'influenza delle IA sul mercato del lavoro globale non si manifesta in modo uniforme, ma segue linee di demarcazione tracciate dallo sviluppo economico di ogni singolo Paese. Secondo i dati elaborati dal Fondo monetario internazionale (FMI), le economie avanzate presentano il livello di esposizione più alto, con circa il sessanta percento dei posti di lavoro interessati dalle IA.

Una percentuale scende sensibilmente nei mercati emergenti, dove si attesta intorno al quaranta percento, e raggiunge il valore minimo del ventisei percento nei Paesi a basso reddito. Tuttavia, le fonti sottolineano che essere esposti all'intelligenza artificiale non implica necessariamente la perdita dell'impiego.

Per una parte dei lavoratori, l'adozione di questi strumenti potrebbe tradursi in un incremento della produttività e dell'efficienza, mentre per altri il rischio concreto riguarda la sostituzione di mansioni specifiche, una forte pressione sui salari o la svalutazione delle proprie competenze professionali.

L'esito finale di questa transizione dipenderà in larga misura dalla rapidità con cui verranno adottate le tecnologie e dall'efficacia delle politiche industriali e dei programmi di formazione messi in campo dai governi.

Anche all'interno di regioni avanzate come l'Europa, le previsioni sulla crescita della produttività rimangono prudenti, con stime che indicano un incremento modesto intorno all'uno percento complessivo nell'arco di cinque anni.

Questo dato suggerisce che le IA non trasformeranno ogni settore contemporaneamente o nello stesso modo, giacché il loro reale impatto sarà mediato sia dalle aziende, sia dalle capacità delle istituzioni di rivedere le leggi sul lavoro e di integrare le tecnologie nei tessuti scolasti nazionali.

Un messaggio chiaro che apre un dibattito immenso: il peso delle IA sugli impieghi non è solo questione di economia ma è anche politica. In altre parole, il vero problema non è l’automazione in quanto tale ma il peso che, sulla bilancia, vedono alloggiare su due piatti diversi le IA da una parte e, dall’altra, il potere dei lavoratori e quello delle politiche dei singoli Paesi.

Le minacce alla verità e alla sicurezza collettiva

Un'altra criticità fondamentale riguarda l'integrità dell'informazione e la fiducia nei fatti. La facilità nel produrre contenuti persuasivi su larga scala, inclusi deepfake, può erodere la coesione sociale e i processi democratici.

Gli esperti segnalano inoltre pericoli legati a comportamenti ingannevoli dell'intelligenza artificiale e al suo potenziale utilizzo come strumento distruttivo, sia per scopi criminali che militari.

La mancanza di metodi certi per controllare sistemi altamente autonomi rende urgente la definizione di standard minimi di sicurezza condivisi a livello internazionale.

Uno stop ai robot-killer

Guterres ha chiesto un divieto internazionale delle armi autonome letali, i cosiddetti robot killer, sostenendo che la decisione di togliere la vita non debba mai essere affidata a una macchina senza controllo umano.

Ha inoltre dedicato ampio spazio alla tutela dei minori, proponendo un AI Child Safety Pledge che preveda test di sicurezza e controlli indipendenti prima della diffusione di sistemi IA destinati ai bambini, il divieto della generazione di immagini sessuali di minori e l'obbligo per i sistemi di interrompere l'interazione e indirizzare il bambino a un essere umano quando rilevino segnali di grave disagio.

La dimensione fisica e il costo energetico

Le IA, per funzionare, richiedono infrastrutture imponenti i cui architravi sono i datacenter, energivori e idrovori.

Le stime indicano che il peso di queste strutture sulla domanda energetica globale è destinato ad aumentare considerevolmente entro il 2030, trasformando la questione in una sfida climatica e industriale. I Paesi che sapranno coniugare la disponibilità di energia con regole credibili otterranno un vantaggio competitivo determinante.