Le notti di fine luglio custodiscono uno degli appuntamenti più discreti del calendario astronomico. Mentre l'immaginario collettivo associa le stelle cadenti quasi esclusivamente alle Perseidi - le stelle della notte di San Lorenzo - il cielo estivo offre uno spettacolo meno appariscente ma comunque bello, le Delta Aquaridi.
Il nome dello sciame deriva dalla costellazione dell'Acquario, è in prossimità della stella Delta Aquarii che si trova il cosiddetto radiante, il punto dal quale le meteore sembrano emergere. Si tratta però di un effetto prospettico, giacché le scie possono comparire in aree molto diverse della volta celeste, spesso sorprendendo l'osservatore con apparizioni improvvise ai margini del campo visivo.
Cosa sono le Delta Aquaridi e quando vederle
Le meteore sono associate ai detriti lasciati dalla cometa 96P/Machholz, frammenti minuscoli che la Terra intercetta durante il suo viaggio attorno al Sole. Quando queste particelle penetrano nell'atmosfera terrestre a velocità elevata, si surriscaldano e producono quelle brevi incisioni luminose che chiamiamo comunemente stelle cadenti.
Quest’anno il momento di maggiore attività è previsto tra il 30 e il 31 luglio, quando lo sciame meteorico raggiunge il proprio culmine annuale.
L’ora più consona per osservarle comincia dopo la mezzanotte. Con il passare delle ore il radiante guadagna altezza sull'orizzonte meridionale e le probabilità di avvistamento aumentano sensibilmente.
Le Delta Aquaridi non sono celebri per la loro brillantezza estrema. Al contrario, molte delle loro meteore possiedono una luminosità delicata, quasi sussurrata, e proprio per questo richiedono cieli puliti e una certa pazienza.
L'osservazione sarà resa più complessa dalla presenza di una Luna quasi completamente illuminata che dissolve le tracce più deboli dello sciame.
Un'altra caratteristica è la durata dello sciame. A differenza di eventi molto concentrati, le Delta Aquaridi mantengono un'attività estesa tra la fine di luglio e l'inizio di agosto, consentendo osservazioni anche nelle notti vicine al picco. Chi non riuscirà a osservare il cielo durante la notte del momento di massima attività, potrà comunque tentare nei giorni successivi.
Perché si chiamano così?
Il loro nome deriva dalla stella Delta Aquarii e dalla costellazione dell'Acquario. Gli astronomi attribuiscono agli sciami meteorici il nome della zona del cielo da cui le meteore sembrano provenire.
Sono stelle cadenti o qualcos'altro?
Quello che osserviamo non sono vere stelle. L'espressione "stelle cadenti" è un modo tradizionale e poetico di indicare le meteore. In realtà si tratta di minuscoli frammenti di polvere e roccia che, penetrando nell'atmosfera terrestre, si riscaldano fino a diventare incandescenti e generano una breve scia luminosa. Il fenomeno luminoso è la meteora, mentre il frammento che la produce è un piccolo detrito cosmico.