Apple Intelligence non diventa interamente a pagamento, ma la quantità di intelligenza artificiale disponibile dipenderà dall'abbonamento iCloud+.
La prova più recente è comparsa nella quinta beta di iOS 27, rilasciata da Apple lo scorso 10 agosto. Nelle impostazioni dell'app Casa, una nuova schermata invita l'utente a passare a un piano superiore per ottenere “più Apple Intelligence” oltre a maggiore spazio di archiviazione.
La schermata, documentata dal sito specializzato 9to5Mac, rende esplicito il modello che Apple aveva già annunciato a giugno, ovvero quello di un accesso di base incluso e più capacità per chi paga.
Il nuovo avviso si trova nell’app Casa, il centro di controllo per gestire e automatizzare dispositivi smart compatibili, nelle impostazioni dedicate ad Apple Intelligence per telecamere.
Il testo promette più accesso alle funzioni di intelligenza artificiale, maggiore spazio e altri vantaggi. Non è quindi una generica pubblicità di iCloud, è una dichiarazione che collega direttamente il livello dell'abbonamento alla quantità di Apple Intelligence utilizzabile.
Nella beta, il piano da 2 terabyte consente di ottenere riassunti generati dall'intelligenza artificiale per cinque telecamere, mentre quello da 12 terabyte arriva a quindici. Sono indicazioni osservate in una versione di prova e possono cambiare prima dell'uscita definitiva.
Gratis ma con limiti
Come detto, Apple aveva già preparato il terreno alla conferenza degli sviluppatori di giugno. Nel comunicato ufficiale su Apple Intelligence ha scritto che alcune funzioni, compresa la generazione di immagini, avrebbero avuto limiti giornalieri perché dipendono da potenti modelli eseguiti sui server.
Le funzioni di base di Apple Intelligence continueranno a essere comprese sui dispositivi compatibili.
Apple non ha ancora pubblicato un elenco completo che dica, al di sotto di quale soglia di richieste, l’uso di Apple Intelligence è gratuito e, al di là di quali soglie, sarà necessario mettere mano al portafogli.
Tim Cook apre a un iCloud+ più caro per chi usa molto Siri
Il passaggio successivo potrebbe riguardare direttamente Siri AI.
Durante la telefonata con gli analisti sui risultati trimestrali, a Tim Cook è stato chiesto se i costi di calcolo sarebbero stati recuperati attraverso iCloud+.
L'amministratore delegato ha risposto che Apple non possiede ancora un piano completo, ma ritiene che alcune persone useranno molto il servizio e che saranno disponibili possibilità di aggiornamento all'interno di iCloud+ per comprare l'accesso “ai livelli superiori”.
La frase, confermata da Reuters, non equivale all'annuncio di un abbonamento separato per Siri. Può significare che basterà scegliere un piano iCloud+ più capiente oppure che arriveranno opzioni aggiuntive.
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Quanto potrebbe costare in Italia
I prezzi italiani attuali di iCloud+ sono 0,99 euro al mese per 50 gigabyte, 2,99 euro per 200 gigabyte, 9,99 euro per 2 terabyte, 29,99 euro per 6 terabyte e 59,99 euro per 12 terabyte. L'account gratuito comprende 5 gigabyte.
Al momento non è da escludere che i piani iCloud+ possano essere rivoluzionati nelle caratteristiche e nei costi al pubblico.
Tuttavia, per gli utenti dell'Unione europea la questione avrà inizialmente un impatto limitato su iPhone e iPad. Apple ha annunciato che Siri AI non sarà disponibile al debutto su iOS, iPadOS e watchOS. La questione, dice l’azienda di Cupertino, è legata al Digital Markets Act.
La direzione ormai è chiara: Apple Intelligence non sarà un unico prodotto gratuito o a pagamento, ma un sistema a livelli. L'utente avrà una dotazione inclusa e chi vorrà più generazioni, più analisi e probabilmente un uso più intenso della nuova Siri dovrà passare da iCloud+.
Ciò che resta da stabilire con certezza, oltre ai costi definitivi dei vari piani iCloud+, è il limite che collocherà il confine tra l’uso gratuito di Apple Intelligence e l’uso a pagamento. La domanda ancora senza risposta non è se Apple farà pagare di più, ma dove collocherà il confine tra l'uso gratuito e quello riservato agli abbonati.
Una scelta che segna un cambio di rotta rispetto all'impostazione iniziale di Apple Intelligence, che Tim Cook aveva presentato come una tecnologia integrata nel cuore dei sistemi operativi a bordo dei dispositivi con la Mela sulla scocca. Sarà John Ternus, il Ceo che subentrerà a Tim Cook dal primo settembre prossimo, a dare le risposte a questo e ad altri quesiti.