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Google testa Call for Me, l’IA che telefona ai negozi per conto degli utenti

Google testa Call for Me, l’IA che telefona ai negozi per conto degli utenti

Google avvia negli Stati Uniti la sperimentazione della funzione Call for Me per l'assistente Gemini. Il sistema effettua prenotazioni e gestisce le attese al telefono, lasciando all’utente l’ultima parola e inserendosi nella sfida tra i colossi della tecnologia

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Gemini, l’assistente IA di Google, si prepara a compiere un passo ulteriore verso la gestione autonoma delle mansioni quotidiane. La funzionalità Call for Me consente di usare Gemini per effettuare telefonate verso le attività commerciali al posto dell'utente.

Si tratta di un small-scale experiment, ovvero un esperimento su piccola scala che, per il momento, è limitato ai possessori di smartphone Pixel 11 ed esclusivamente negli degli Stati Uniti e, giacché la funzione è in fase di test pressocché preliminari, Google non ha dichiarato l’intenzione di estenderla ad altri Paesi o a chi usa altri smartphone.

Google vuole quindi espandere le possibilità dei propri modelli, affacciandosi a un segmento di mercato già discretamente popolato da aziende che si concentrano su servizi simili e da concorrenti diretti di Big G, tra i quali OpenAI.

Come funziona la chiamata automatica

La funzione Call for Me consente all’IA di comporre direttamente i numeri di telefono e, una volta avviata la comunicazione con l'esercizio commerciale, il software si presenta in autonomia, naviga attraverso i menu di risposta vocale interattiva, attende in linea se necessario e gestisce il dialogo con l'interlocutore dall'altro capo del filo. Nel corso dell'operazione, la persona che ha richiesto il servizio può seguire ogni passaggio in tempo reale attraverso una trascrizione del testo che appare sullo schermo, mantenendo la possibilità di prendere il controllo della chiamata e intervenire in qualsiasi momento.

Call for Me è in grado di portare a termine compiti articolati, quali la verifica della disponibilità di un prodotto in un punto vendita, la prenotazione di un tavolo al ristorante, la modifica della data di un appuntamento o la richiesta a un commerciante di mettere da parte un prodotto. Per completare queste operazioni, Gemini può condividere informazioni personali dell'utente, a condizione che quest'ultimo ne abbia preventivamente autorizzato la diffusione.

Dalla conferenza per sviluppatori ai Pixel

L'esperimento si basa su un lungo storico di progetti relativi alle chiamate automatizzate avviati negli anni da Google.

La prima dimostrazione pubblica risale al 2018, quando durante la conferenza annuale degli sviluppatori (Google I/O), Big G ha mostrato le capacità dell'assistente vocale Google Assistant impegnato a prenotare un appuntamento in un salone di bellezza, inserendo persino pause naturali e interiezioni per rendere il dialogo simile a quello umano.

Negli anni Google ha progressivamente automatizzato diverse parti delle telefonate alle aziende. Sui telefoni Pixel ha introdotto Hold for Me, che può rimanere in attesa al posto dell’utente e avvisarlo quando un operatore umano torna disponibile, e Direct My Call, che trascrive sullo schermo i menu vocali dei centralini automatici e ne trasforma le opzioni numeriche in pulsanti selezionabili.

Nel 2024 Google ha inoltre sperimentato attraverso il laboratorio sperimentale Search Labs Talk to a Live Rep, un sistema capace di telefonare a un servizio clienti, attendere che fosse disponibile un operatore umano e quindi richiamare l’utente.

A gennaio del 2025 è stato il turno di Ask for Me, con cui l’IA di Google poteva chiamare attività locali - inizialmente officine e saloni per manicure - per chiedere prezzi e disponibilità e restituire successivamente all’utente una sintesi delle informazioni raccolte.

La sfida globale tra i colossi del settore

La mossa di Google si inserisce in un panorama tecnologico in evoluzione, caratterizzato da una competizione tra le principali aziende IA.

Anche Meta, azienda che sviluppa, tra gli altri, Facebbok, Instagram, WhatsApp e Meta AI, ha sviluppato agenti intelligenti capaci di svolgere autonomamente alcune attività per conto degli utenti come, per esempio, inviare email, compilare moduli e organizzare prenotazioni.

Più nello specifico, la possibilità di affidare a un’IA il compito di telefonare con un elevato livello di autonomia non è appannaggio di Google. Infatti, esiste un ecosistema maturo di agenti vocali capaci di effettuare chiamate, sostenere una conversazione e portare a termine un incarico senza l’intervento continuo dell’utente. Uno degli esempi più vicini è Vapi, una piattaforma per sviluppatori che permette di costruire agenti vocali capaci di effettuare e ricevere telefonate.

Un caso ancora più vicino al modello Call for Me di Google è Bland AI, pensato per assegnare a un agente IA un numero telefonico proprio e consentirgli, per esempio, di chiamare un ristorante per prenotare un tavolo, verificare un appuntamento o contattare un esercizio commerciale per ottenere un’informazione e poi riferirla all’utente.

Nel medesimo segmento opera la piattaforma Retell AI che consente di creare agenti vocali in grado di rispondere e fare telefonate, fissare appuntamenti, gestire richieste e collegarsi ai sistemi informativi di un’impresa, mentre PolyAI concentra la propria offerta soprattutto sui contact center e sulle conversazioni complesse con i clienti.

Anche OpenAI dispone dell’infrastruttura tecnologica necessaria per costruire servizi dello stesso tipo. La documentazione ufficiale descrive il collegamento dei modelli vocali Gpt alla rete telefonica, permettendo a uno sviluppatore di realizzare agenti IA che conversano al telefono e interagiscono con applicazioni esterne. Questo ultimo caso, pensato per gli sviluppatori, non è del tutto sovrapponibile a Call for Me ma ha il pregio di illustrare quanto i Big delle IA si stanno dando da fare per potenziare le funzionalità degli agenti.

Non di meno, il fatto che il settore è abbastanza movimentato, giova a Big G che si sta prodigando affinché Gemini possa telefonare, eliminando la necessità che un utente configuri i numeri da chiamare, automatizzi flussi o si prodighi con l’uso di interfacce di programmazione.