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Apple non sa quando avrà abbastanza iPhone Duo per tutti

Il primo iPhone pieghevole della Mela è in vendita dal 23 ottobre, ma le scorte restano insufficienti e alcune consegne sono già slittate al 2027. La difficoltà arriva mentre Apple affronta un forte rincaro dei chip di memoria, destinato a pesare anche sui margini dei prossimi mesi

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iPhone Duo è arrivato nei negozi Apple il 23 ottobre, una settimana dopo l’apertura dei preordini. Da allora la disponibilità è rimasta molto limitata: alcuni clienti hanno visto la consegna spostarsi al 2027 e chi prova a comprarlo adesso continua a trovare tempi di attesa molto lunghi.

“Al momento, la disponibilità di iPhone Duo è limitata - ha detto John Ternus, amministratore delegato di Apple, a Reuters -. L’aumento della produzione sta procedendo bene... ma a questo punto non siamo in grado di prevedere quando domanda e offerta torneranno in equilibrio”.

La scarsità del suo primo iPhone pieghevole coincide inoltre con un problema che riguarda buona parte dell’industria elettronica: il rapido aumento del costo delle memorie.

La produzione resta indietro

Apple ha intuito immediatamente che le quantità disponibili sarebbero state insufficienti. I preordini del suo pieghevole sono andati esauriti rapidamente e una parte delle spedizioni è stata rinviata all’anno prossimo.

Durante una recente call con gli investitori, Ternus ha detto che Apple sta “lavorando duramente per portare iPhone Duo nelle mani dei clienti il più rapidamente possibile”. L’azienda sta aumentando la produzione, ma il passaggio da un prodotto appena lanciato a volumi adeguati richiede tempo, soprattutto per un dispositivo pieghevole con componenti e processi produttivi nuovi per Apple.

La memoria costa sempre di più

Alla difficoltà produttiva si aggiunge il rincaro di DRAM e NAND Flash, cioè i chip usati rispettivamente come memoria operativa e come spazio di archiviazione.

“Quello che stiamo vedendo oggi sui prezzi della memoria è senza precedenti”, ha detto Ternus nella stessa call, ribadendo un concetto già espresso nei mesi precedenti dal suo predecessore, Tim Cook, nel momento in cui Apple ha alzato gran parte dei prezzi del suo listino.

TrendForce prevede per il trimestre in corso aumenti del 10-15% nei contratti della DRAM convenzionale e del 15-20% per la NAND. La crescita dei data center per l’intelligenza artificiale sta spingendo i produttori verso componenti per server più redditizi, restringendo la capacità destinata anche agli smartphone.

Apple ha già ritoccato i prezzi di parte della propria gamma e prevede costi della memoria ancora più elevati nel trimestre natalizio.

Due problemi che si incontrano nella supply chain

Apple non ha indicato il prezzo della memoria come causa diretta della scarsità dell’iPhone Duo.

Durante la call con gli investitori, il chief operating officer Sabih Khan ha spiegato che i vincoli recenti sugli iPhone sono dipesi soprattutto dalla disponibilità dei nodi produttivi più avanzati usati per i chip proprietari.

Per il trimestre di dicembre, invece, la memoria dovrebbe limitare soprattutto Mac e iPad. Le due difficoltà finiscono comunque per sovrapporsi sul piano economico: Apple deve aumentare rapidamente la produzione del Duo mentre acquista componenti in un mercato più costoso e con minore flessibilità. Gli impegni di acquisto legati alla produzione sono cresciuti di 33 miliardi di dollari tra giugno e settembre.

I conti restano da record

Per ora il rincaro dei componenti non ha impedito ad Apple di raggiungere ottimi risultati finanziari. Nel quarto trimestre fiscale il fatturato ha raggiunto 114,5 miliardi di dollari, il 12% in più rispetto a un anno prima.

I ricavi dell’iPhone sono arrivati al record trimestrale di 57,58 miliardi, risultato ottenuto prima che il Duo iniziasse a essere venduto. Il margine lordo è stato del 47,9%, ma Apple prevede che nel trimestre natalizio scenda tra il 45% e il 46%. Secondo il management, gran parte della riduzione sequenziale attesa deriva proprio dai maggiori costi della memoria.

Il successo commerciale del Duo arriva quindi nel momento in cui produrre e vendere hardware sta diventando sensibilmente più caro.