Nei suoi diciannove anni di storia, pochi iPhone hanno suscitato una meraviglia così immediata come il Duo, accompagnata però da un’esclamazione e da un dubbio praticamente istantanei: quanto costa! E quanto durerà?
Perché il primo pieghevole Apple è un oggetto che viene spontaneo prendere in mano e aprire, ma che porta con sé anche qualche comprensibile incertezza sulla resistenza nel tempo.
Apple arriva nel mercato dei pieghevoli dopo almeno sette anni di sperimentazioni da parte di Samsung e degli altri produttori, che hanno progressivamente migliorato un formato ancora percepito come più delicato rispetto a quello degli smartphone tradizionali. E per gli appassionati della Mela, abituati a una certa solidità dei suoi prodotti, questo primo iPhone pieghevole è una novità affascinante tutta da scoprire.
Da chiuso è uno smartphone compatto, con proporzioni che ricordano quelle di un passaporto. Basta aprirlo per ritrovarsi tra le mani un display da 7,6 pollici, vicino per dimensioni a quello di un iPad mini, il tablet che continua a essere apprezzato proprio perché offre una superficie sufficientemente ampia per lavorare senza rinunciare alla comodità di un dispositivo facilmente trasportabile. Con iPhone Duo questa possibilità diventa parte di un telefono che si può tenere in tasca, introducendo nell'esperienza iOS uno spazio per le app finora riservato ai tablet.
La prima settimana trascorsa con Duo, nella colorazione blu ielo notturno, ci ha permesso di capire quanto Apple abbia lavorato per rendere naturale il passaggio da uno smartphone convenzionale a questo nuovo formato.
La meraviglia del primo incontro è indiscutibile, ma è nell'utilizzo quotidiano che iPhone Duo deve dimostrare quanto vale.
Design e materiali: un iPhone pensato per sfidare il tempo
iPhone Duo ha una forma piuttosto particolare, soprattutto osservandolo da chiuso. È più largo e meno alto di un iPhone tradizionale, con proporzioni che ricordano un passaporto. Samsung aveva già esplorato questo formato con Galaxy Z Fold 8, presentato durante l'estate, ma Apple ha scelto una soluzione estetica differente. Il dispositivo presenta un'asimmetria molto evidente: sul lato della cerniera gli angoli sono squadrati, mentre quelli del lato opposto sono arrotondati.
A prima vista può sembrare una scelta discutibile. Dopo averlo aperto se ne comprende meglio il motivo. Gli angoli arrotondati finiscono infatti per trovarsi alle estremità del display interno, proprio dove poggiano i palmi delle mani. Durante le sessioni di utilizzo più lunghe abbiamo apprezzato questa soluzione, perché evita quella pressione fastidiosa che gli spigoli più pronunciati possono esercitare sulla mano. È un accorgimento apparentemente secondario, ma su un dispositivo progettato per essere tenuto aperto a lungo fa una differenza concreta.
Lo spessore è uno degli aspetti che colpiscono maggiormente. Da aperto iPhone Duo misura appena 5,2 millimetri, diventando l'iPhone più sottile mai realizzato da Apple, ancora più sottile di iPhone Air. Da chiuso, naturalmente, lo spessore raddoppia e supera di qualche millimetro quello di iPhone 18 Pro Max. La sensazione in tasca resta comunque quella di un oggetto relativamente compatto, anche se le proporzioni più larghe richiedono un minimo di abitudine.
Il peso, invece, si fa sentire. Con i suoi 254 grammi, iPhone Duo supera anche iPhone 18 Pro Max e durante la prova abbiamo individuato alcune situazioni nelle quali questo aspetto diventa meno piacevole. La prima riguarda le fotografie scattate con una mano, soprattutto quando si tiene il braccio disteso per un selfie. Anche nelle sessioni prolungate di scrittura con il dispositivo aperto, sostenendolo con entrambe le mani, abbiamo avvertito un certo affaticamento. Il lavoro ingegneristico necessario per ottenere uno spessore tanto ridotto è notevole, ma non ha permesso di eliminare il compromesso del peso.
La struttura è realizzata in titanio di grado 5, lavorato con precisione e lucidato fino a ottenere una finitura quasi a specchio. I materiali restituiscono una sensazione decisamente premium e, soprattutto, una solidità che non davamo affatto per scontata su un pieghevole alla prima generazione. Apple ha inserito rinforzi nella struttura centrale e utilizzato elementi in fibra ceramica nei punti di separazione delle antenne. Secondo i dati tecnici, questi inserti hanno una resistenza tre volte superiore a quella del titanio di grado 5.
Il display esterno è protetto da Ceramic Shield 2, che offre una resistenza ai graffi dichiarata tre volte superiore rispetto alla precedente generazione di Ceramic Shield. Sul retro troviamo invece Ceramic Shield. La certificazione IP68 offre protezione contro acqua e polvere nelle condizioni previste dagli standard di prova, una caratteristica importante per un dispositivo con una struttura meccanica tanto complessa. Naturalmente, questa certificazione non ci dice come si comporterà la cerniera dopo anni di esposizione allo sporco e a migliaia di aperture.
La cura maniacale per la cerniera
Ed è proprio la cerniera l'elemento che più ci ha incuriosito. Durante un incontro con Molly Anderson, una delle figure di riferimento del design Apple, abbiamo avuto l'opportunità di osservare da vicino anche la meccanica interna del dispositivo. La struttura è composta da oltre cento minuscoli componenti di precisione e adotta un sistema a coppia variabile, progettato per modificare la resistenza in base all'angolo di apertura.
All'interno lavorano bracci a camma e rotori che regolano il movimento dei due pannelli. La cerniera oppone una resistenza più decisa quando si comincia ad aprire il telefono, mentre il movimento diventa progressivamente più controllato una volta superata la fase iniziale. La meccanica consente anche di mantenere il dispositivo stabile a diverse angolazioni, senza che i pannelli tendano a richiudersi o ad aprirsi completamente.
L'impressione è quella di un meccanismo studiato con estrema attenzione alla risposta tattile. L'apertura richiede una pressione precisa, senza risultare eccessivamente faticosa. Quando iPhone Duo viene lasciato parzialmente piegato, la cerniera continua a sostenere il peso dei pannelli e permette di utilizzare il telefono anche senza un supporto.
Apple ha lavorato sulla resistenza all'usura utilizzando leghe specifiche per alcuni componenti della cerniera, sottoposti anche a trattamenti di indurimento superficiale. La progettazione è stata sviluppata insieme a quella dello schermo interno, così da contenere il più possibile le deformazioni visibili quando il telefono è aperto. Durante la produzione vengono persino utilizzati algoritmi di intelligenza artificiale per abbinare ogni cerniera alla struttura con cui presenta il migliore allineamento.
La copertura posteriore della cerniera merita una menzione particolare. È realizzata in titanio di grado 5 attraverso stampa 3D ed è il componente stampato tridimensionalmente più grande mai impiegato su un iPhone. Presenta una finitura micro-sabbiata che contrasta con quella lucida della cornice e ha il compito di proteggere il complesso sistema meccanico sottostante.
Un nuovo rapporto fisico con iPhone
C'è poi un dettaglio che abbiamo apprezzato moltissimo: la chiusura magnetica. I magneti integrati nei due pannelli iniziano ad attrarsi quando le superfici si avvicinano e accompagnano il movimento finale con un rumore secco, ben riconoscibile. È una chiusura che si percepisce anche attraverso le dita e che restituisce una piacevole sensazione fisica.
Dopo anni trascorsi a utilizzare smartphone che somigliano sempre più a lastre di vetro, iPhone Duo recupera una dimensione tattile che avevamo quasi dimenticato. Lo schermo cambia forma attraverso un movimento meccanico e la resistenza della cerniera diventa parte dell'esperienza. Ci siamo ritrovati ad aprirlo e richiuderlo frequentemente anche soltanto per il piacere del gesto.
Durante i sette giorni della nostra prova abbiamo sottoposto la cerniera a numerose aperture e chiusure, anche perché praticamente chiunque vedesse iPhone Duo tra le nostre mani chiedeva di poterlo osservare da vicino. La curiosità era quella che ci si aspetterebbe davanti a un pieghevole mai visto prima, nonostante il formato sia ormai presente sul mercato da diversi anni. In tutta questa settimana la resistenza della cerniera ci è sembrata invariata. Non abbiamo avvertito allentamenti né variazioni evidenti nel movimento.
Questo ci permette di parlare di una costruzione molto convincente, ma sarebbe prematuro formulare un giudizio sulla durata. Non possiamo sapere come reagirà il meccanismo dopo un anno di utilizzo quotidiano e neppure come si comporterà quando il dispositivo avrà superato il periodo di garanzia. È un limite della nostra prova e, soprattutto, un'incognita che accompagna inevitabilmente un prodotto tanto costoso.
Il Face ID e si fa rimpiangere
Un altro compromesso riguarda il sistema di sblocco. iPhone Duo rinuncia a Face ID e recupera Touch ID, integrato nel pulsante laterale di accensione. È una soluzione che ricorda quella degli iPhone 6, 7 e 8, oltre alle precedenti generazioni di iPhone SE, sebbene il sensore sia ora collocato in una posizione diversa.
Touch ID funziona sia con il dispositivo aperto sia da chiuso. Si possono registrare più dita, così da rendere lo sblocco agevole indipendentemente dalla mano utilizzata, ed è disponibile anche l'autenticazione attraverso Apple Watch. Il sensore non ci ha creato particolari problemi di funzionamento, ma il ritorno all'impronta digitale si è fatto sentire.
Ci siamo abituati troppo bene a Face ID. Durante una giornata sblocchiamo lo smartphone decine di volte, spesso per controllare rapidamente una notifica, e il riconoscimento del volto ha reso questa operazione quasi automatica. Dover tornare a cercare il pulsante con il dito introduce un gesto supplementare. Non è un ostacolo insormontabile, naturalmente, ma su un iPhone che supera i duemila euro avremmo preferito conservare questa comodità.
Ultima nota sull’hardware: non ci ha convinto la posizione dei pulsanti fisici del volume. Si trovano sul bordo superiore, in una collocazione che ricorda quella dell'iPad mini. Quando iPhone Duo è aperto e viene sostenuto con entrambe le mani, raggiungerli con il pollice richiede un movimento poco naturale. Li avremmo preferiti sul lato, dove sarebbero stati più facilmente accessibili senza modificare l'impugnatura.
Display: la finitura opaca fa la differenza
Lo schermo interno è il motivo principale per cui si acquista iPhone Duo. Misura 7,6 pollici ed è un pannello Super Retina XDR OLED, con una superficie superiore del 50% rispetto a quella di iPhone 18 Pro Max. Il vantaggio arriva all'80% nel confronto con iPhone 18 Pro. All'esterno troviamo invece un display Super Retina XDR da 5,4 pollici che, grazie alle sue proporzioni, offre una superficie utilizzabile pari al 90% di quella di iPhone 18 Pro.
Entrambi i pannelli supportano ProMotion fino a 120 Hz, hanno funzionalità Always-On e raggiungono una luminosità di picco dichiarata di 3.000 nit all'aperto. Apple utilizza anche un nuovo sistema di calibrazione cromatica, basato sulle Apple Color Matching Functions, per mantenere una resa coerente passando da uno schermo all'altro.
Nell'uso quotidiano abbiamo apprezzato molto la qualità dei due display, ma quello interno ci ha colpito soprattutto per la sua finitura nano-texture. Apple ha scelto una superficie opaca che attenua sensibilmente i riflessi e rende la visione più confortevole in condizioni di forte illuminazione. È una caratteristica particolarmente utile su uno schermo tanto grande, che inevitabilmente finisce per riflettere molte più sorgenti luminose rispetto a un display tradizionale.
La finitura viene ottenuta attraverso un processo di litografia laser che interviene sulla superficie con una precisione microscopica. Sotto lo strato nano-texture troviamo un polimero avanzato che, secondo Apple, presenta una rigidità superiore fino al 40% rispetto ai materiali normalmente utilizzati nel settore. Questa soluzione dovrebbe contribuire alla resistenza contro graffi e piccole ammaccature, pur mantenendo la flessibilità necessaria alla piegatura.
Un display che ricorda la carta
Al tatto abbiamo ritrovato una sensazione vagamente simile a quella della carta. La superficie è meno scivolosa rispetto al vetro lucido di uno smartphone tradizionale, con un effetto che si apprezza soprattutto quando si trascina il dito per leggere o spostare contenuti. Anche la resa cromatica è leggermente diversa. I colori ci sono sembrati meno appariscenti rispetto a quelli di alcuni OLED molto saturi, ma conservano una naturalezza che abbiamo trovato piacevole, soprattutto nelle fotografie.
La caratteristica che ci ha sorpreso maggiormente è la gestione delle impronte. Sul display esterno qualche segno delle dita continua a comparire, come accade su qualsiasi altro smartphone. Su quello interno, invece, le impronte risultano praticamente impercettibili durante l'uso normale. Dopo numerose interazioni non ci siamo ritrovati davanti a una superficie ricoperta di aloni, un vantaggio considerevole per un dispositivo che invita a toccare continuamente un pannello di queste dimensioni.
La finitura nano-texture contribuisce anche a nascondere la piega centrale. Apple è riuscita a renderla davvero poco evidente, benché non sia scomparsa del tutto. Con lo schermo acceso e un video in riproduzione, nella maggior parte delle situazioni non siamo riusciti a individuarla. Anche alla luce del sole bisogna spesso inclinare il dispositivo per trovare il punto in cui la superficie cambia leggermente inclinazione.
La piega è quasi invisibile
Passandoci sopra il dito, invece, la piega si avverte. La sensazione è lieve, ma sufficiente a ricordarci che stiamo utilizzando un pannello flessibile. Non ci ha dato fastidio durante la navigazione e neppure mentre spostavamo elementi da una metà all'altra dello schermo. Apple è riuscita a contenerne molto la presenza visiva, ma resta da capire come evolverà dopo migliaia di aperture.
Il vantaggio del display interno diventa immediato quando si guardano contenuti video. Abbiamo utilizzato iPhone Duo per seguire serie televisive in streaming e per guardare programmi trasmessi in diretta attraverso le applicazioni dei canali TV. Avere a disposizione una superficie di 7,6 pollici mentre si è in movimento offre una comodità che uno smartphone tradizionale difficilmente può eguagliare.
Le proporzioni dello schermo comportano naturalmente la presenza di bande nere con alcuni contenuti cinematografici particolarmente larghi, ma la superficie utile resta molto ampia. Anche per i giochi il salto rispetto a un normale iPhone è evidente, perché lo spazio aggiuntivo permette di distinguere meglio gli elementi sullo schermo senza dover avvicinare continuamente il dispositivo al volto.
Le proporzioni contano
Un aspetto particolarmente interessante riguarda il rapporto tra larghezza e altezza, che in gergo tecnico è noto come aspect ratio. Apple ha mantenuto per entrambi i display le stesse proporzioni, pari a 1,4:1. Significa che, passando dal pannello esterno a quello interno, il contenuto può ingrandirsi conservando la stessa forma generale.
La diagonale aumenta da 5,4 a 7,6 pollici. Poiché il rapporto tra i lati rimane identico, larghezza e altezza crescono entrambe di circa il 41%. La superficie complessiva risulta quindi quasi doppia. Dal punto di vista matematico, è una scelta molto intelligente: fotografie e pagine web possono essere ridimensionate senza dover cambiare le proporzioni del rettangolo che le contiene.
Questo non significa che ogni applicazione mostrerà necessariamente la stessa disposizione degli elementi. Le app ottimizzate possono sfruttare lo spazio aggiuntivo per cambiare impaginazione, mostrando più contenuti contemporaneamente. La continuità delle proporzioni rende però la transizione più naturale e riduce la necessità di adattamenti bruschi.
Il risultato, nelle nostre prove, è più semplice di quanto spiegano i numeri: ci siamo trovati di fronte a un iPhone leggermente più grande, non a un'esperienza stravolta.
Un’alternativa agli e-reader
Il formato interno si presta molto bene anche alla lettura. Ruotando iPhone Duo in verticale abbiamo trovato una superficie particolarmente adatta a consultare pagine web lunghe e riviste digitali. In orizzontale, invece, l'esperienza ricorda quella di un piccolo libro aperto.
L'app Libri di Apple è uno degli esempi più riusciti. La visualizzazione delle pagine affiancate valorizza il formato pieghevole, mentre l'animazione dello sfoglio aggiunge un effetto molto piacevole.
Basta appoggiare l'indice sul margine destro della pagina e trascinarlo verso sinistra per vedere il foglio digitale sollevarsi e voltarsi con un movimento che ricorda quello della carta. È una piccola attenzione grafica che ha colpito anche le persone alle quali abbiamo mostrato il telefono.
L'app offre inoltre una selezione di titoli gratuiti da scaricare, permettendo di sfruttare immediatamente questa esperienza. La superficie opaca aiuta a rendere la lettura confortevole, soprattutto in ambienti luminosi. Non ci sentiamo però di considerare iPhone Duo un sostituto di un e-reader, specialmente per chi legge per molte ore consecutive. Uno schermo a inchiostro elettronico continua ad avere caratteristiche più indicate per questo tipo di utilizzo. Il Duo può comunque diventare un'ottima alternativa occasionale.
Arriva la scrittura a mano
La compatibilità con Apple Pencil USB-C aggiungerà ulteriori possibilità. Per la prima volta sarà possibile utilizzare una penna digitale su un iPhone, prendendo appunti a mano o intervenendo direttamente sui documenti.
La compatibilità riguarderà sia il display interno sia quello esterno, ma arriverà attraverso un aggiornamento previsto entro la fine del 2026. Non è quindi una funzione sulla quale si può contare fin dal primo giorno di commercializzazione.
Processore e sistema operativo: iOS 27 è stato ripensato per il pieghevole
iPhone Duo utilizza il chip A20 Pro, lo stesso impiegato da Apple sui modelli iPhone 18 Pro, accompagnato da 12 GB di RAM. Al debutto arriverà con iOS 27.1, la versione del sistema operativo che introduce l'esperienza specifica per questo formato.
Il lavoro di Apple sul software ci è sembrato almeno altrettanto importante di quello svolto sull'hardware. Una delle preoccupazioni che accompagnano i pieghevoli riguarda infatti la capacità delle applicazioni di sfruttare davvero lo spazio aggiuntivo.
Sui dispositivi Android esistono già soluzioni molto evolute, ma alcune app continuano a limitarsi a ingrandire l'interfaccia dello smartphone tradizionale, senza ripensarne l'organizzazione.
Con iPhone Duo abbiamo visto una strada interessante. Apple ha modificato l'interfaccia del sistema e predisposto nuovi strumenti per gli sviluppatori, così da incoraggiare applicazioni capaci di adattarsi ai diversi modi in cui il telefono può essere utilizzato.
Le versioni delle app che abbiamo provato in fase beta mostravano già risultati convincenti. In alcune situazioni la piega centrale diventa una divisione funzionale tra due aree della stessa applicazione. Basta modificare l'angolazione del dispositivo perché i contenuti assumano una disposizione differente, lasciando su un pannello la parte principale dell'app e sull'altro gli strumenti necessari per controllarla.
I comandi a portata di pollice
Abbiamo notato soprattutto una scelta ricorrente: lo spostamento dei comandi verso il lato destro del display. Su uno smartphone tradizionale molte funzioni sono concentrate nella parte inferiore dello schermo. Quando il telefono viene aperto e diventa largo quasi quanto un piccolo tablet, raggiungere quella zona mantenendo una presa stabile può essere meno comodo.
Apple ha così ripensato la disposizione del Dock e dei principali controlli di navigazione. Sul lato destro trova posto una barra verticale con quattro applicazioni o collegamenti rapidi, immediatamente raggiungibili con il pollice. Diverse applicazioni adottano poi una barra laterale dedicata, con comandi specifici che possono variare in base al contenuto.
Abbiamo osservato questa impostazione nelle versioni ottimizzate di Netflix e Instagram, che sfruttano lo spazio disponibile per lasciare più superficie ai contenuti. La scelta ci è piaciuta perché permette di raggiungere le funzioni più utilizzate senza modificare continuamente l'impugnatura. Ed è curioso come questo lavoro di ergonomia software renda ancora più evidente la posizione poco felice dei pulsanti fisici del volume.
L'interfaccia cambia anche quando il dispositivo viene ruotato. In verticale assume una disposizione più vicina a quella di un iPhone convenzionale, particolarmente adatta alla consultazione dei siti. Quando si torna in orizzontale, lo spazio viene redistribuito e le app possono mostrare pannelli aggiuntivi.
Apple ha ripensato anche la schermata Home. Con il telefono aperto compaiono due aree affiancate e sulla sinistra trova spazio la vista Oggi, con widget personalizzabili. La navigazione conserva gesti familiari agli utenti iPhone, ma li applica a una superficie decisamente più ampia.
Dynamic Island e il nuovo indicatore per reti e batteria
La Dynamic Island continua a essere presente, adattandosi alla particolare disposizione delle fotocamere. Sul display esterno si trova in corrispondenza della fotocamera frontale, mentre il pannello interno utilizza una fotocamera FaceTime integrata sotto lo schermo, invisibile quando non è attiva. L'interfaccia della Dynamic Island è stata adattata ai due display e può ospitare contemporaneamente fino a tre attività.
Durante la prova abbiamo utilizzato Spotify mentre seguivamo un itinerario su Mappe. Anche il cronometro rimaneva disponibile nella Dynamic Island e potevamo passare rapidamente da un'attività all'altra con un tocco. Questa possibilità è presente anche sui modelli iPhone 18 Pro e Pro Max, ma assume un'utilità particolare su un dispositivo pensato per gestire più operazioni contemporaneamente.
Una novità specifica di iPhone Duo è invece l'indicatore circolare collocato nella parte superiore destra dell'interfaccia. Riunisce in uno spazio molto contenuto le informazioni relative alla connessione cellulare e alla rete Wi-Fi, mostrando anche lo stato della batteria.
Il cerchio si comporta come un indicatore grafico di carica. Quando la batteria è piena, l'anello appare completo; con il progressivo consumo di energia, la parte colorata si riduce. Basta toccarlo per espanderlo e visualizzare nel dettaglio le informazioni sulle connessioni e la percentuale residua. È una soluzione riuscita, perché consente di controllare rapidamente lo stato del dispositivo senza sottrarre spazio ai contenuti.
Il multitasking è un sogno che si realizza
La funzione Split View permette di affiancare due applicazioni indipendenti, oppure due finestre della stessa app. È la prima volta che un iPhone offre un multitasking di questo tipo e, dopo una settimana, ci siamo convinti che sia uno degli argomenti più interessanti a favore del Duo.
L'attivazione è piuttosto naturale. Si apre il selettore delle app attraverso il consueto gesto dal basso, si trascina un'applicazione verso un lato e si sceglie quella da visualizzare nell'altra metà. Una volta affiancate, le finestre possono essere scambiate di posizione rapidamente. È possibile anche salvare una coppia di app e richiamarla in seguito.
Il vantaggio diventa molto concreto quando si lavora con la posta elettronica. Abbiamo aperto Mail su un lato e Foto sull'altro, trascinando direttamente le immagini all'interno di un messaggio. Lo stesso procedimento funziona con l'app File, consentendo di allegare documenti senza dover continuamente passare da un'applicazione all'altra.
Abbiamo trovato altrettanto utile affiancare un chatbot a un documento. Chi utilizza frequentemente ChatGpt o Claude sa quanto possa diventare scomodo copiare una risposta e tornare su Google Docs per inserirla nel punto desiderato. Con iPhone Duo si può lasciare il chatbot aperto su una metà dello schermo mentre si lavora nell'altra, per esempio su WhatsApp, evitando buona parte dei passaggi che normalmente interrompono il flusso di lavoro.
Il sistema consente anche di aprire due finestre di Safari, una funzione comoda quando si devono confrontare documenti o consultare pagine diverse. Apple ha introdotto inoltre la possibilità di fissare un video nella parte superiore del display, lasciando che l'applicazione sottostante si ridimensioni per occupare lo spazio rimanente. Piegando parzialmente il telefono, il video può occupare la metà superiore mentre i controlli rimangono accessibili in basso.
Un esempio particolarmente convincente riguarda Edits, l'app di Instagram per il montaggio video. La superficie interna consente di dedicare una parte dello schermo all'anteprima e l'altra alla timeline, che può finalmente essere gestita con una precisione ben diversa da quella richiesta su un normale smartphone. Operazioni che su un display piccolo obbligano a interventi molto minuziosi diventano più agevoli e invitano a lavorare direttamente dal telefono.
Naturalmente molto dipenderà dagli sviluppatori.
Le applicazioni già ottimizzate mostrano quanto il formato possa essere sfruttato, ma bisognerà aspettare la diffusione del dispositivo per capire quanto rapidamente anche le altre adotteranno interfacce specifiche. Le prime impressioni sono incoraggianti, soprattutto perché la piegatura viene considerata come un elemento con cui le applicazioni possono interagire.
La modalità a tenda è una delle funzioni che abbiamo usato (e amato) di più
Tra le caratteristiche di iPhone Duo che ci hanno conquistato maggiormente c'è la possibilità di appoggiare il telefono su una superficie mantenendolo parzialmente aperto. È la cosiddetta modalità a tenda, nella quale i due pannelli formano una struttura stabile senza bisogno di un accessorio.
Abbiamo utilizzato spesso questa configurazione sulla scrivania, accanto al computer, ma funziona altrettanto bene su un comodino. Quando il dispositivo rimane fermo con lo schermo bloccato, dopo alcuni secondi può attivarsi la nuova modalità StandBy, che mostra sul display esterno contenuti personalizzabili.
Si può scegliere un grande orologio digitale oppure un quadrante analogico. Abbiamo trovato piacevole utilizzarlo come orologio da comodino, con la possibilità di visualizzare la sveglia impostata. Sono disponibili anche informazioni meteorologiche, mentre il quadrante Calendario permette di tenere sotto controllo gli appuntamenti.
iPhone Duo può trasformarsi in una cornice digitale. La modalità Foto consente di selezionare immagini specifiche, recuperare raccolte già presenti nella libreria oppure mostrare un album condiviso. Sulla scrivania abbiamo apprezzato la possibilità di alternare le fotografie ad altre informazioni attraverso i widget, scegliendo una disposizione utile per la giornata lavorativa.
Il sistema prevede anche una modalità modulare nella quale le informazioni possono essere organizzate in riquadri personalizzabili. Apple ha introdotto nuovi quadranti dedicati al meteo e al calendario, mentre le notifiche continuano a comparire in una forma leggibile anche a distanza.
Con iPhone Duo posizionato vicino al computer, per esempio, abbiamo potuto controllare immediatamente l'arrivo di un messaggio WhatsApp o di una notifica proveniente dai social, senza dover riprendere in mano il telefono. Le notifiche vengono mostrate con dimensioni sufficientemente grandi da essere riconosciute con un'occhiata.
Anche le Attività in tempo reale possono essere visualizzate in StandBy, rendendo possibile seguire l'avanzamento di una consegna o l'andamento di un evento sportivo. Quando suona la sveglia, una funzione dedicata permette inoltre di illuminare gradualmente il display interno, utilizzando la luce come accompagnamento al risveglio.
La modalità a tenda offre una comodità ancora maggiore quando si vuole guardare un video. Lo schermo esterno ha proporzioni adatte alla riproduzione di contenuti e l'inclinazione può essere regolata semplicemente modificando l'apertura della cerniera. Non serve un supporto, perché il telefono rimane stabile da solo.
La stessa soluzione risulta utile durante le videochiamate. Si può appoggiare iPhone Duo su una scrivania e partecipare a una conversazione FaceTime senza doverlo sostenere, rendendo più comode anche le riunioni di lavoro. In alternativa, si può utilizzare il display interno con una disposizione simile a quella di un piccolo portatile.
Una caratteristica molto apprezzabile è che StandBy funziona anche quando il telefono non è collegato all'alimentazione, a differenza del comportamento ordinario della stessa funzione sugli iPhone tradizionali. Abbiamo lasciato il Duo in questa configurazione per periodi prolungati e il consumo energetico ci è sembrato sorprendentemente contenuto. È un dettaglio che rende la modalità davvero utilizzabile ogni giorno, senza la preoccupazione di ritrovarsi rapidamente con la batteria scarica.
A20 Pro convince soprattutto quando si lavora con più app
Il chip A20 Pro è realizzato con un processo produttivo a 2 nanometri e integra una CPU a sei core, affiancata da una GPU a sette core. La nuova architettura comprende due Neural Engine da sedici core ciascuno, dedicati all'elaborazione dei modelli di intelligenza artificiale.
Rispetto alla generazione precedente, Apple ha incrementato del 50% la larghezza di banda della memoria. Il processore utilizza inoltre un nuovo sistema di assemblaggio ispirato ai chip della serie M, con una disposizione dei componenti studiata per migliorare la dissipazione del calore.
Su iPhone Duo il problema della gestione termica assume un'importanza particolare. Il dispositivo è estremamente sottile e deve gestire uno schermo interno molto grande, mantenendo al tempo stesso prestazioni elevate durante il multitasking. Apple ha introdotto una camera di vapore dedicata e un sistema di distribuzione del calore che utilizza grafite flessibile tra le due metà della struttura.
Secondo i dati dichiarati dall'azienda, questa combinazione permette di raggiungere prestazioni sostenute fino al 35% superiori rispetto a iPhone 17 Pro. Il confronto riguarda la capacità di mantenere elevate le prestazioni nel tempo, un aspetto particolarmente importante nei giochi impegnativi e durante le elaborazioni prolungate.
Nella nostra settimana di prova abbiamo soprattutto apprezzato la fluidità generale. Passare da un'applicazione all'altra è immediato e la gestione di Split View non mostra esitazioni percepibili. Abbiamo spostato ripetutamente le app dalla metà sinistra a quella destra, aprendo nuove finestre mentre altre rimanevano attive, senza incontrare rallentamenti che potessero disturbare il lavoro.
La sensazione è quella di avere tra le mani un dispositivo con una riserva di potenza molto ampia. Anche quando abbiamo alternato la navigazione web alle operazioni di editing, iPhone Duo ha mantenuto un comportamento estremamente reattivo. Il passaggio dal display esterno a quello interno è accompagnato da un'animazione fluida e i contenuti vengono riposizionati senza interruzioni evidenti.
Il nuovo motore grafico integrato in A20 Pro è progettato proprio per gestire i due display e i continui cambiamenti di configurazione. Deve anche controllare il particolare sistema di pixel nella zona della fotocamera nascosta sotto lo schermo interno, così da mantenere una resa visiva omogenea durante il normale utilizzo.
Il display da 7,6 pollici si presta molto bene ai giochi, anche perché consente di mantenere un buon controllo degli elementi grafici senza concentrare tutto in uno spazio ristretto. La frequenza di aggiornamento fino a 120 Hz contribuisce alla sensazione di fluidità, soprattutto nei titoli che possono sfruttarla.
Non abbiamo effettuato una serie completa di benchmark termici prolungati e sarebbe quindi prematuro confermare quantitativamente i miglioramenti dichiarati da Apple. Nell'esperienza quotidiana, però, non abbiamo incontrato situazioni nelle quali le prestazioni del processore rappresentassero un limite.
Anche l’audio è stato ripensato
Il comparto audio è stato ripensato per tenere conto delle diverse posizioni che può assumere il dispositivo. La disposizione degli altoparlanti e gli algoritmi di elaborazione sono progettati per mantenere una riproduzione spaziale efficace sia con il telefono aperto sia quando viene utilizzato parzialmente piegato. È una caratteristica che completa l'esperienza dedicata all'intrattenimento, soprattutto quando non si vogliono utilizzare cuffie.
La connettività comprende il chip wireless N1, che supporta Wi-Fi 7 e Bluetooth 6. È presente anche Thread per la comunicazione con i dispositivi domestici compatibili. Sul fronte cellulare troviamo il modem C2 progettato da Apple, con miglioramenti dichiarati nella gestione del segnale e nei consumi energetici rispetto alla precedente generazione C1X.
iPhone Duo conserva inoltre le principali funzioni di sicurezza dell'ecosistema Apple, tra cui Rilevamento incidenti e SOS emergenze via satellite. Sono previste anche funzionalità per comunicare attraverso il satellite in assenza di copertura cellulare, nei mercati e con le modalità in cui il servizio è disponibile.
Fotocamere: ottimi scatti, ma l'assenza del teleobiettivo si sente
Il comparto fotografico di iPhone Duo è probabilmente quello nel quale Apple ha dovuto accettare uno dei compromessi più evidenti imposti dalle dimensioni del dispositivo. La struttura, spessa appena 5,2 millimetri quando è aperta, non lascia molto spazio per sistemi ottici particolarmente complessi.
Sul retro troviamo due fotocamere Fusion da 48 megapixel. La principale è affiancata da una ultra-grandangolare, che utilizza lo stesso sensore previsto su iPhone 18 Pro. Manca invece un teleobiettivo dedicato, una rinuncia che si fa notare soprattutto se si arriva da uno smartphone della gamma Pro.
La fotocamera principale permette di ottenere uno zoom 2x di qualità ottica sfruttando il sensore ad alta risoluzione, mentre l'ingrandimento digitale può arrivare a 10x. È importante distinguere le due cose: lo zoom 2x utilizza una porzione del sensore principale e non una lente tele separata. Per raggiungere soggetti molto lontani, quindi, iPhone Duo dispone di meno possibilità rispetto agli iPhone dotati di teleobiettivo dedicato.
Abbiamo scattato fotografie in condizioni di luce differenti, sia durante il giorno sia di sera. I risultati ci hanno convinto. Le immagini restituiscono colori piuttosto fedeli alla realtà e mantengono una buona quantità di dettagli, senza introdurre un'elaborazione che abbiamo trovato eccessivamente aggressiva.
Il sensore principale offre una stabilizzazione ottica con spostamento del sensore e beneficia dell'elaborazione del Photonic Engine. Apple utilizza informazioni ad alta risoluzione durante il processo di elaborazione, anche per le fotografie salvate a 24 megapixel, il formato predefinito che permette di contenere le dimensioni dei file senza rinunciare a un buon dettaglio.
Si può comunque scattare alla risoluzione completa di 48 megapixel. La fotocamera principale permette anche di scegliere diverse lunghezze focali equivalenti, passando tra 26, 28 e 35 millimetri per ottenere inquadrature più adatte al soggetto.
L'ultra-grandangolare da 48 megapixel si è dimostrata una soluzione utile quando si desidera includere una porzione maggiore della scena. Supporta anche la fotografia macro, consentendo di avvicinarsi ai soggetti per riprenderne piccoli dettagli.
La mancanza del teleobiettivo ci ha creato qualche difficoltà in una situazione molto concreta. Durante una visita nei pressi della Fontana di Trevi, a Roma, ci siamo trovati davanti alle transenne che regolano l'accesso all'area monumentale. Non essendo possibile avvicinarsi liberamente quanto si vorrebbe, abbiamo provato a fotografare alcuni particolari da una distanza maggiore.
Con un ingrandimento 10x si riesce comunque a portare a casa un'immagine utilizzabile, ma il livello di dettaglio non è quello che siamo abituati a ottenere con un vero teleobiettivo su un iPhone tradizionale di fascia alta. In queste situazioni avremmo desiderato una capacità di avvicinamento superiore, senza dover ricorrere a un ingrandimento digitale tanto pronunciato.
È una limitazione da valutare in base alle proprie abitudini fotografiche. Chi utilizza prevalentemente la fotocamera principale per ritratti o fotografie di viaggio troverà nel Duo un sistema sul quale può fare affidamento. Chi invece fotografa frequentemente soggetti lontani, oppure desidera la maggiore versatilità possibile, potrebbe sentire la mancanza di una lente dedicata.
I selfie ci sono piaciuti. La fotocamera frontale esterna da 12 megapixel supporta Center Stage, che amplia automaticamente l'inquadratura e può modificarne l'orientamento quando entrano altre persone nella scena. Anche l'effetto bokeh nei ritratti ci ha restituito risultati piacevoli.
Sul display interno Apple ha inserito una fotocamera FaceTime sotto il pannello, così da evitare un foro visibile durante la normale riproduzione dei contenuti. Questa soluzione consente di mantenere più uniforme la superficie e di effettuare videochiamate con il dispositivo completamente aperto oppure appoggiato su un piano.
La cerniera permette nuove modalità di scatto
Apple definisce laptop mode la configurazione nella quale iPhone Duo viene piegato come un piccolo computer portatile. Il pannello inferiore poggia sulla superficie e quello superiore rimane sollevato, con la fotocamera orientata verso il soggetto.
Abbiamo trovato questa disposizione particolarmente comoda perché permette di scattare senza sostenere il telefono. L'interfaccia della fotocamera si divide in due aree: su una compare l'anteprima della scena, mentre sull'altra rimangono disponibili i controlli per modificare lo zoom e passare alle diverse modalità di ripresa.
Si può sfruttare la stessa posizione per realizzare un autoritratto senza utilizzare un treppiedi e senza tenere il braccio disteso. Il dispositivo rimane stabile sulla superficie e la cerniera permette di regolare l'angolo fino a trovare l'inquadratura desiderata.
Un'altra funzione molto riuscita consente di utilizzare le fotocamere posteriori anche per i selfie, sfruttando il display esterno come monitor. Aprendo iPhone Duo e ruotandolo in modo da trovarsi davanti agli obiettivi principali, il sistema riconosce la posizione e propone di attivare l'anteprima sul pannello esterno attraverso un gesto sullo schermo.
In questo modo possiamo controllare direttamente la nostra inquadratura mentre utilizziamo il sensore principale da 48 megapixel. Il vantaggio riguarda soprattutto la qualità dell'immagine, perché permette di sfruttare gli obiettivi posteriori senza dover procedere per tentativi.
I vantaggi del doppio schermo
Il display esterno può essere utilizzato anche attraverso Duo Preview, una funzione che mostra in tempo reale l'inquadratura alla persona che stiamo fotografando. Chi si trova davanti alla fotocamera può così correggere la propria posizione e controllare il risultato prima dello scatto. È una possibilità che un normale iPhone non offre con la stessa immediatezza.
Apple ha sviluppato anche Smart Take, una modalità basata su modelli di intelligenza artificiale eseguiti direttamente sul dispositivo. Il sistema analizza la scena e può scattare automaticamente quando riconosce che le persone sono pronte. Si può appoggiare il telefono su un tavolo e unirsi al gruppo senza dover correre per raggiungere la propria posizione prima della fine dell'autoscatto.
C'è anche Duo FaceTime, che permette a una persona presente accanto a noi di partecipare a una videochiamata utilizzando il display esterno e la relativa fotocamera frontale. È una soluzione interessante quando si vuole condividere una conversazione senza costringere tutti i partecipanti a raccogliersi davanti allo stesso pannello.
I video conservano molte delle funzioni dei modelli Pro
La fotocamera principale di iPhone Duo può registrare filmati 4K in Dolby Vision fino a 120 fotogrammi al secondo, consentendo di realizzare slow motion di alta qualità.
Apple ha aggiornato la modalità Cinema introducendo la possibilità di applicare l'effetto di sfocatura dello sfondo anche dopo aver registrato un video tradizionale, fino a 60 fps. Il sistema utilizza nuovi algoritmi per riconoscere i contorni e separare il soggetto dallo sfondo, prestando attenzione anche alle aree più difficili da elaborare, come gli spazi tra le dita.
La funzione Mix audio è stata estesa per distinguere meglio le voci dalla musica e dai rumori ambientali. Questo consente una maggiore libertà di intervento durante il montaggio, soprattutto nei video registrati in luoghi affollati.
Sono disponibili inoltre la registrazione simultanea con fotocamera anteriore e posteriore attraverso Dual Capture e nuovi controlli per personalizzare l'interfaccia dell'app Fotocamera. Chi modifica frequentemente l'esposizione può portare il relativo comando in una posizione più accessibile, evitando di doverlo cercare ogni volta.
Anche il time-lapse supporta ora la risoluzione 4K in Dolby Vision HDR. Il sistema prevede una modalità adattiva che può variare la velocità del filmato in base a ciò che accade nella scena. Grazie alla possibilità di mantenere il telefono stabile senza accessori, iPhone Duo ci è sembrato particolarmente adatto a questo tipo di riprese.
L'impressione complessiva che ci ha lasciato il comparto fotografico rimane positiva. Le immagini scattate durante la prova sono state convincenti e le possibilità introdotte dal design pieghevole aggiungono una flessibilità interessante.
Chi sceglie iPhone Duo, però, difficilmente lo farà per ottenere la fotocamera più versatile della gamma Apple. Da questo punto di vista, i modelli Pro mantengono un vantaggio, soprattutto quando serve fotografare da lontano.
Funzioni IA: Apple Intelligence sfrutta il grande display
iPhone Duo include le funzioni di Apple Intelligence previste per la nuova generazione di iPhone e per iOS 27. Il chip A20 Pro fornisce la potenza necessaria a eseguire numerose elaborazioni direttamente sul dispositivo, mentre il sistema può ricorrere a Private Cloud Compute per le operazioni che richiedono risorse aggiuntive.
Durante la prova abbiamo utilizzato soprattutto gli strumenti dedicati alla modifica delle fotografie, approfittando anche dello spazio aggiuntivo dello schermo interno. Il display da 7,6 pollici permette di controllare con maggiore comodità il risultato degli interventi e di distinguere i particolari che su uno smartphone tradizionale rischiano di passare inosservati.
Una delle funzioni più interessanti è Estendi, che consente di ampliare un'immagine oltre i suoi confini originali. Il software genera le aree mancanti cercando di mantenere una continuità con gli elementi già presenti nella fotografia.
Abbiamo utilizzato anche gli strumenti di reinquadratura spaziale, che permettono di modificare il punto di vista di una scena o di un ritratto dopo lo scatto. È una possibilità utile quando ci si accorge che la composizione originale avrebbe funzionato meglio con una prospettiva leggermente differente.
Con Ripulisci è possibile eliminare elementi indesiderati dalle fotografie. Si seleziona l'oggetto che disturba l'inquadratura e il sistema interviene per ricostruire la parte di immagine rimasta scoperta. Anche in questo caso il display più grande rende più agevole individuare la zona sulla quale intervenire.
Image Playground permette invece di creare immagini a partire da una descrizione testuale. La nuova versione supporta anche risultati dall'aspetto fotorealistico, ampliando le possibilità rispetto alle generazioni precedenti. Abbiamo trovato piacevole poter lavorare su queste immagini direttamente sul pannello interno, soprattutto quando era necessario confrontare il risultato con un riferimento aperto nell'altra metà dello schermo.
Le prestazioni ci sono sembrate più che adeguate anche durante l'editing fotografico. Le operazioni che abbiamo eseguito non hanno introdotto rallentamenti tali da compromettere l'esperienza. Il merito va alla nuova architettura del processore e alla disponibilità di memoria, che consente di mantenere aperte più applicazioni.
Batteria e ricarica: l'autonomia ci ha sorpreso
L'autonomia è stata una delle sorprese più piacevoli della nostra settimana con iPhone Duo. Prima della prova avevamo qualche dubbio sulla capacità di un dispositivo così sottile di alimentare un display interno da 7,6 pollici senza compromettere eccessivamente la durata della batteria.
Apple ha adottato una soluzione a doppia batteria, inserendo un accumulatore ad alta densità energetica in ciascuna metà del telefono. Le due unità vengono gestite attraverso circuiti dedicati e algoritmi che controllano continuamente la distribuzione dell'energia, facendole funzionare come un unico sistema.
Questa architettura permette di sfruttare meglio lo spazio disponibile all'interno del dispositivo. La decisione di eliminare completamente il vano per la SIM fisica, rendendo iPhone Duo compatibile esclusivamente con eSIM in tutto il mondo, contribuisce a recuperare volume per gli altri componenti.
Nei nostri sette giorni di utilizzo siamo riusciti a completare tranquillamente una giornata anche quando abbiamo sottoposto il telefono a un carico piuttosto impegnativo. Abbiamo guardato video per periodi prolungati e utilizzato frequentemente il multitasking per lavorare. Le sessioni di navigazione web sono state numerose, così come quelle dedicate alla posta elettronica.
Abbiamo scattato fotografie durante gli spostamenti e modificato immagini attraverso Apple Intelligence, alternando queste attività alla consultazione delle applicazioni di messaggistica. Non abbiamo quindi riservato al Duo un utilizzo particolarmente prudente, limitandoci alle operazioni più leggere.
La batteria ci ha convinto soprattutto perché non abbiamo avuto la sensazione di dover rinunciare al grande schermo per arrivare a fine giornata. Abbiamo aperto il telefono ogni volta che ci sembrava più comodo lavorare sul display interno, senza preoccuparci eccessivamente delle conseguenze sull'autonomia.
Naturalmente il consumo cambia in base al pannello utilizzato. Lo schermo esterno, essendo più piccolo, richiede meno energia durante molte attività. Quello interno aumenta la superficie da illuminare e può avere un impatto superiore soprattutto quando viene utilizzato a lungo con luminosità elevata.
Ci ha colpito anche il consumo estremamente contenuto della modalità StandBy. Abbiamo lasciato iPhone Duo aperto a tenda sulla scrivania per tre o quattro ore consecutive, mantenendo visibili le informazioni sul display esterno. Al termine, l'impatto sulla batteria ci è sembrato molto ridotto.
È un comportamento particolarmente interessante, perché questa modalità invita a lasciare il dispositivo acceso e visibile per lunghi periodi. Sapere che non richiede necessariamente un collegamento alla corrente e che non incide in maniera pesante sull'autonomia rende più facile inserirla nelle abitudini quotidiane.
La ricarica rapida via cavo permette di raggiungere, secondo Apple, fino al 50% della capacità in circa venti minuti, utilizzando un alimentatore USB-C e un cavo compatibili con le potenze richieste. Con appena cinque minuti di ricarica si possono ottenere fino a cinque ore di riproduzione video sul display esterno, sempre secondo le misurazioni dell'azienda. Sono valori coerenti con quelli che abbiamo riscontrato nella nostra prova.
È supportata anche la ricarica wireless attraverso MagSafe e i caricabatterie Qi2 compatibili. Con una configurazione adeguata, Apple dichiara la possibilità di raggiungere il 50% in circa trenta minuti.
Colori, prezzi e disponibilità in Italia
iPhone Duo arriva ufficialmente in Italia venerdì 23 ottobre 2026, dopo l'apertura dei preordini avvenuta il 16 ottobre scorso. Apple ha previsto due colorazioni: Bianco stellare e Cielo notturno.
Abbiamo utilizzato quest'ultima, caratterizzata da una tonalità blu scura che si abbina bene alla struttura in titanio lucidato. La finitura Bianco stellare offre invece un aspetto più luminoso, mantenendo la stessa costruzione.
Le configurazioni disponibili sono quattro e condividono tutte 12 GB di RAM. Il prezzo italiano parte da 2.369 euro per la versione con 256 GB di archiviazione. Il modello da 512 GB costa 2.619 euro, mentre per arrivare a 1 TB bisogna spendere 3.119 euro. Al vertice della gamma si trova la configurazione da 2 TB, proposta a 3.869 euro.
Sono cifre molto elevate, anche per gli standard Apple. Il modello di ingresso supera ampiamente il prezzo degli iPhone tradizionali di fascia alta, mentre la versione con maggiore capacità di archiviazione arriva a costare quanto un computer portatile professionale ben configurato.
L'accoglienza iniziale sembra essere stata particolarmente calorosa. I preordini hanno rapidamente superato la disponibilità prevista per il giorno del lancio e diversi clienti hanno visto comparire date di consegna molto lontane, in alcuni casi fino alla fine di gennaio 2027.
Non conosciamo i volumi complessivi degli ordini e sarebbe quindi scorretto interpretare i tempi di attesa come una misura precisa del successo commerciale. Le consegne dipendono anche dalle quantità prodotte e dalla disponibilità delle singole configurazioni.
Apple propone anche accessori progettati appositamente per questo formato. La custodia iPhone Duo costa 89 euro ed è disponibile nelle colorazioni blu marino e sabbia. La Folio con supporto integrato ha invece un prezzo di 149 euro ed è pensata per consentire diverse inclinazioni senza rinunciare alla protezione del dispositivo.
I costi di riparazione
Chi sceglie un pieghevole dovrebbe valutare anche le spese che potrebbero presentarsi dopo un danno accidentale, soprattutto quando il dispositivo non è più coperto dalla garanzia.
Per iPhone Duo le tariffe di riparazione fuori garanzia sono particolarmente impegnative. La sostituzione del display esterno costa 489 euro, una cifra già importante. Il pannello interno pieghevole, però, è molto più costoso: per sostituirlo servono 1.149 euro.
Si tratta di una spesa vicina al prezzo di un iPhone tradizionale e pari a quasi la metà del costo della configurazione base del Duo. Il problema assume un peso ancora maggiore considerando che il display interno è proprio la componente che caratterizza questo prodotto.
Una copertura AppleCare+ può ridurre il rischio economico legato ai danni accidentali, ma comporta un'ulteriore spesa da aggiungere al prezzo del telefono.
Conclusioni: vale davvero la pena comprare iPhone Duo?
Dopo una settimana con iPhone Duo, ci siamo ritrovati a utilizzare il display interno molto più frequentemente di quanto immaginassimo. Abbiamo lavorato con due applicazioni affiancate e consultato documenti senza dover continuamente cambiare schermata.
Durante i momenti di pausa abbiamo approfittato della superficie da 7,6 pollici per guardare contenuti video con una comodità decisamente superiore rispetto a quella di uno smartphone tradizionale.
La modalità a tenda è diventata rapidamente una delle nostre preferite. Lasciare il telefono sulla scrivania come un piccolo display informativo si è rivelato pratico, soprattutto quando avevamo bisogno di controllare le notifiche senza interrompere quello che stavamo facendo.
Abbiamo apprezzato anche l'esperienza di lettura, e la nuova veste delle app che consentono il montaggio di video o il fotoritocco. La possibilità di dividere lo schermo tra l'anteprima e gli strumenti di editing rende davvero meno faticose alcune operazioni che su un iPhone – o un qualsiasi smartphone tradizionale - richiedono molta pazienza.
La cerniera ci ha restituito una sensazione di solidità convincente fin dal primo contatto. Il sistema di apertura mantiene una resistenza ben calibrata e la chiusura magnetica è uno dei dettagli più piacevoli dell'esperienza quotidiana. A questo si aggiungono le qualità del display interno, sul quale la piega centrale risulta davvero poco visibile. La finitura nano-texture ci è piaciuta anche per il modo in cui limita le impronte e rende più confortevole la lettura.
Abbiamo trovato meno convincente il peso, che si avverte quando il dispositivo viene sostenuto a lungo. Ci è mancato Face ID, soprattutto nelle decine di piccoli sblocchi che effettuiamo ogni giorno. Anche la posizione dei tasti del volume avrebbe meritato una soluzione ergonomica migliore. Sul fronte fotografico, infine, l'assenza di un teleobiettivo dedicato costituisce una rinuncia concreta per chi è abituato alle possibilità offerte dagli iPhone Pro.
Sono compromessi che non cancellano quanto di buono abbiamo trovato nel Duo, e che possono sembrare difficili da accettare quando il prezzo di partenza è di 2.369 euro.
Ma quel prezzo, questo va detto, consente di mettere in tasca due dispositivi: uno smartphone e un piccolo tablet. È questa unione, sostenuta da software e app pensati appositamente per sfruttare in modo coerente e intelligente il display interno, che ci porta a dire: iPhone due costa quasi il doppio di un iPhone 18 Pro, ma vale anche il doppio in termini di tecnologia e di utilizzo.
Tuttavia chi sta pensando di acquistarlo deve farsi prima una domanda fondamentale, che esula dalle specifiche o dalla grandezza del display interno: quanto spesso avrà davvero bisogno di aprire lo smartphone?
È un interrogativo che riguarda tutti i pieghevoli di questo tipo. Molte persone tornano a utilizzare telefoni tradizionali dopo essersi accorte che, nella vita quotidiana, finiscono per lasciare quasi sempre chiuso il display interno.
E su iPhone Duo il rischio potrebbe essere ancora maggiore, perché lo schermo esterno è sufficientemente largo da permettere di svolgere comodamente gran parte delle operazioni abituali, soprattutto scrivere messaggi e consultare social, due degli usi più comuni tra i possessori di smartphone [oltre, ovviamente, alle telefonate].
Durante la nostra prova abbiamo aperto spesso il dispositivo, soprattutto perché lo utilizziamo molto per lavoro. Per chi scrive frequentemente email e consulta documenti, la possibilità di mantenere due applicazioni visibili contemporaneamente è una comodità a cui ci si abitua rapidamente.
C'è poi la questione della durata. Dopo sette giorni possiamo raccontare un'esperienza molto positiva e una costruzione che ci ha convinto.
La cerniera ha mantenuto inalterata la sua resistenza durante le numerose aperture e la piega centrale non ci ha creato fastidi. Rimane però impossibile prevedere come si comporteranno questi componenti dopo un anno, oppure quando il telefono avrà superato la copertura della garanzia.
Acquistare iPhone Duo oggi richiede quindi una certa fiducia nella capacità di Apple di aver progettato un meccanismo sufficientemente resistente per accompagnare il dispositivo durante diversi anni di utilizzo. È una fiducia che il marchio si è guadagnato grazie alla qualità dei prodotti realizzati nel tempo, ma che in questo caso dovrà essere confermata dall'esperienza degli utenti.
In definitiva iPhone Duo ci è piaciuto molto, ma lo consigliamo soprattutto a chi sa già di avere bisogno di uno schermo più grande durante la giornata. Chi sfrutterà frequentemente il display interno troverà nel nuovo dispositivo della Mela il meglio dell’esperienza iPhone su una superficie raddoppiata. Per tutti gli altri, un modello tradizionale continuerà probabilmente a essere la soluzione più ragionevole.
Cosa ci è piaciuto
- Cerniera e qualità costruttiva: il movimento è preciso e la chiusura magnetica restituisce un'ottima sensazione tattile.
- Display interno da 7,6 pollici: ampio, con una piega centrale poco visibile.
- Finitura nano-texture: pochissimi riflessi e impronte praticamente impercettibili sullo schermo interno.
- Multitasking con Split View: due applicazioni affiancate permettono finalmente di lavorare comodamente su iPhone.
- Modalità a tenda e StandBy: particolarmente utili sulla scrivania, con consumi energetici contenuti.
- Prestazioni del chip A20 Pro: sistema sempre fluido durante la nostra prova.
- Autonomia: una giornata di utilizzo intenso senza particolari rinunce.
Cosa non ci è piaciuto
- Peso cospicuo: si avverte durante l'uso prolungato, soprattutto con il dispositivo aperto.
- Assenza di Face ID: il ritorno a Touch ID richiede qualche compromesso nella comodità quotidiana.
- Pulsanti del volume: collocati in una posizione poco agevole quando il telefono è aperto.
- Mancanza di un teleobiettivo dedicato: limita la versatilità fotografica rispetto ai modelli Pro.
- Prezzo molto elevato: si parte da 2.369 euro e si arriva a 3.869 euro.
- Riparazioni costose: la sostituzione del solo display interno raggiunge 1.149 euro.