Il paradosso delle cuffie di fascia alta è che spendiamo centinaia di euro per un oggetto che indossiamo per ore, spesso anche fuori casa, mentre i produttori continuano a disegnarlo come se dovesse passare inosservato. I soliti padiglioni arrotondati, archetti discreti e colori che raramente si allontanano dal nero o dal grigio.
Nothing ha intrapreso una direzione diversa, e non poteva essere altrimenti vista la cifra estetica che contraddistingue il brand fin dalla sua nascita. Con le Headphone (1) Pro, l'azienda britannica non invita semplicemente all’ascolto. Fa venire voglia di indossare un accessorio che attira gli sguardi.
Le Headphone (1) Pro hanno qualcosa dei vecchi impianti hi-fi, con le loro superfici trasparenti che lasciano intravedere l'elettronica e una costruzione che sembra uscita da un laboratorio di design industriale. Eppure, indossate, appaiono sorprendentemente contemporanee.
Ci siamo ritrovati a osservarle spesso - nei primi giorni di test - anche quando erano appoggiate sulla scrivania, oppure mentre indossandole passavamo di fronte a uno specchio o a una vetrina, cercando nuove angolazioni da cui ammirarne i dettagli. Un interesse estetico che difficilmente abbiamo provato con altre cuffie della stessa categoria.
Siamo abituati a giudicare questi dispositivi soprattutto per quello che fanno arrivare alle nostre orecchie. Le Nothing Headphone (1) Pro aggiungono il piacere di indossare un oggetto bello, riconoscibile e anche un po' eccentrico. Tra le cuffie che abbiamo provato finora, sono certamente tra quelle che ci hanno colpito maggiormente per il design.
Parliamo di cuffie wireless over-ear con cancellazione attiva del rumore, quindi con grandi padiglioni che circondano completamente le orecchie, a differenza degli auricolari true wireless in-ear che si inseriscono nel condotto uditivo.
Le Headphone (1) Pro sono l'evoluzione premium delle Headphone (1), lanciate nel 2025, e portano con sé modifiche alla costruzione, un sistema audio completamente rivisto e nuove possibilità di personalizzazione.
Le abbiamo avute in prova per 15 giorni. E vi raccontiamo come sono e come vanno.
Design e materiali: la trasparenza è un segno distintivo
Nothing ha costruito buona parte della propria identità attorno alla trasparenza. Lo abbiamo visto negli smartphone, con le cover posteriori che lasciano intravedere alcuni componenti interni, e negli auricolari, dove il materiale trasparente è diventato una firma immediatamente riconoscibile. Con le Headphone (1) Pro questa filosofia raggiunge una delle sue interpretazioni più riuscite.
I padiglioni hanno una forma quasi quadrata, con angoli fortemente arrotondati e una cornice metallica che circonda un'ampia superficie trasparente.
Il vetro Panda Glass con durezza dichiarata 9H lascia intravedere parte dell'architettura acustica interna, dominata da geometrie circolari concentriche e piccoli dettagli che ricordano gli strumenti audio professionali. Il contrasto tra le linee squadrate della struttura esterna e quelle tonde dei componenti visibili sotto il vetro ci è piaciuto molto.
È proprio il vetro a dare carattere al progetto. A seconda di come la luce colpisce i padiglioni, i componenti sottostanti diventano più o meno visibili, modificando leggermente l'aspetto delle cuffie. Abbiamo apprezzato la scelta di mostrare l'elettronica senza trasformare il prodotto in un esercizio di trasparenza fine a sé stesso. C'è una certa cura nella disposizione dei dettagli, compreso il piccolo inserto colorato che interrompe la superficie scura del padiglione.
Il materiale, naturalmente, porta con sé qualche compromesso. Il vetro è piacevole da osservare, ma anche particolarmente predisposto a raccogliere impronte digitali e polvere. Ce ne siamo accorti soprattutto maneggiando ripetutamente le cuffie per riporle nella custodia. La superficie perde abbastanza rapidamente quell'aspetto perfettamente pulito che rende tanto bene nelle fotografie promozionali. Nothing dichiara una buona resistenza ai graffi e agli urti, ma questo non elimina la necessità di prestare qualche attenzione in più. È un piccolo prezzo che si accetta volentieri, se si tiene al risultato estetico.
Per il resto, la costruzione è quella che ci aspettiamo da un dispositivo premium. I padiglioni utilizzano alluminio lavorato da un unico blocco, mentre i bracci che li collegano all'archetto sono realizzati in lega di titanio. Rispetto alle Headphone (1), Nothing ha alleggerito proprio questi componenti, intervenendo anche sulla distribuzione della pressione sulla testa.
Il peso complessivo è di 327 grammi, appena due in meno rispetto al modello precedente. Non sono quindi cuffie particolarmente leggere, soprattutto se confrontate con alcune concorrenti realizzate prevalentemente in materiali plastici. La costruzione metallica trasmette però una sensazione di solidità che abbiamo apprezzato, anche nei punti di articolazione dei padiglioni.
L'archetto è stato allargato del 10% e dispone di un'imbottitura più spessa del 12%, mentre i cuscinetti auricolari a doppio strato sono stati resi più morbidi. Il rivestimento interno si adatta bene alla zona attorno alle orecchie e distribuisce la pressione su una superficie sufficientemente ampia.
La tenuta dei padiglioni è importante anche per la cancellazione del rumore, perché una buona aderenza impedisce ai suoni esterni di entrare attraverso gli spazi tra i cuscinetti e la pelle.
Ci ha convinto meno il sistema di regolazione della lunghezza dell'archetto. Le aste scorrono liberamente, senza scatti che identificano posizioni prestabilite. Sulla carta è un vantaggio, perché permette una personalizzazione più precisa. Nell'uso quotidiano, però, abbiamo trovato meno immediato individuare la posizione ideale.
Il meccanismo oppone giustamente una certa resistenza, necessaria a impedire che i padiglioni si spostino da soli. Questa stessa resistenza rende difficile dosare la forza durante la regolazione. Tirando troppo, ci siamo ritrovati ad allungare l'asta fino al limite; cercando di correggere il movimento nella direzione opposta, abbiamo rischiato di tornare alla posizione iniziale. Con un sistema a scatti sarebbe stato più semplice riprodurre rapidamente la stessa regolazione sui due lati. Non consideriamo questa scelta un difetto grave, ma ci è sembrata meno pratica di quanto la sua maggiore libertà di movimento lasciasse immaginare.
La certificazione IP52 garantisce una protezione limitata contro polvere e acqua, senza rendere le cuffie impermeabili. È una rassicurazione utile per gli spostamenti quotidiani, ma continueremmo a evitare di utilizzarle sotto la pioggia battente.
Comandi fisici e connessioni: ottime idee, con qualche incertezza sul volume
Abbiamo apprezzato la decisione di Nothing di mantenere una serie di controlli fisici, rinunciando alla tentazione di affidare ogni operazione a superfici sensibili al tocco. Le Headphone (1) Pro si comandano attraverso pulsanti, levette e una rotellina che possiamo individuare con le dita senza dover togliere le cuffie o cercare lo smartphone.
Sul padiglione destro troviamo il Roller, una piccola rotella che controlla il volume e che può essere premuta per mettere in pausa o riprendere la riproduzione. Una pressione prolungata permette di passare dalla cancellazione attiva del rumore alla modalità Trasparenza, che lascia entrare i suoni esterni.
Accanto troviamo il Paddle, una levetta che si muove nelle due direzioni per cambiare brano. Tenendola spostata possiamo avanzare o tornare indietro all'interno della traccia, mentre durante le telefonate permette di accettare o rifiutare una chiamata. Ci è sembrata una soluzione intelligente, perché separa fisicamente la gestione dei brani da quella del volume e riduce il rischio di confondere i comandi.
C'è poi un pulsante multifunzione programmabile attraverso l'app ufficiale. Può richiamare l'assistente vocale oppure eseguire altre azioni, come controllare a distanza l'otturatore della fotocamera dello smartphone, quando la funzione è supportata. Completano la dotazione l'interruttore fisico di accensione e spegnimento e un comando dedicato all'associazione Bluetooth.
La novità più interessante rispetto alle Headphone (1) è il piccolo interruttore Flat EQ, collocato nella parte interna superiore del padiglione sinistro. Serve ad attivare un profilo sonoro più neutro, sviluppato con Metropolis Studios, riducendo l'intervento delle equalizzazioni e dell'elaborazione spaziale. La posizione protegge dagli azionamenti involontari, anche se rende il comando meno facile da raggiungere mentre si indossano le cuffie.
Nel complesso ci siamo trovati bene con i controlli, ma il sistema di regolazione del volume ci ha convinto meno. La rotellina richiede un breve periodo di adattamento per comprendere il movimento e dosare correttamente le variazioni. Non è una vera e propria manopola da girare, piuttosto una superficie che si lascia scrollare verso destra o sinistra.
Avremmo preferito un feedback leggermente più marcato, capace di rendere ogni intervento più prevedibile. È l'unico comando che non abbiamo trovato immediatamente naturale, mentre la gestione dei brani e della riproduzione ci è sembrata riuscita.
Quanto alle connessioni, troviamo una porta USB-C e un ingresso audio jack da 3,5 millimetri. Quest'ultimo permette di collegare le cuffie tramite cavo a computer, lettori audio e altre sorgenti compatibili, una possibilità che continuiamo ad apprezzare soprattutto durante i viaggi.
La USB-C svolge una doppia funzione: ricarica la batteria e permette l'ascolto digitale cablato, con supporto alla riproduzione lossless fino a 24 bit e 192 kHz. Attraverso il jack analogico si arriva invece a 24 bit e 96 kHz, con una sorgente adeguata.
Nella confezione troviamo le cuffie, la custodia rigida, un cavo audio con connettori jack da 3,5 millimetri, un cavo USB-C e la guida rapida. Non è incluso un alimentatore da parete.
La custodia: originale ma pesante
Ci siamo soffermati parecchio sulla custodia, perché è probabilmente l'accessorio che meglio racconta il desiderio di Nothing di distinguersi anche attraverso le scelte meno convenzionali.
Da chiusa, sembra un piccolo stereo portatile vintage, con due grandi rilievi che ricordano gli altoparlanti di una vecchia radio. Le superfici arrotondate e il rivestimento esterno le conferiscono un aspetto quasi da accessorio di moda. Trasportandola a mano, si può avere l’impressione di trasportare una piccola borsetta piuttosto che una coppia di cuffie.
L'idea più curiosa riguarda il manico. Nothing ha progettato la custodia affinché protegga i due padiglioni, lasciando all'esterno l'archetto delle cuffie, che diventa così l'impugnatura con cui trasportare l'intero insieme. È una soluzione ingegnosa, anche perché trasforma una componente già presente in un elemento funzionale del trasporto. La custodia dispone inoltre di passanti ai quali agganciare eventuali tracolle o accessori.
Dal punto di vista estetico, il risultato ci ha convinto. Ci piace questa contaminazione tra tecnologia e moda, soprattutto quando nasce da una soluzione progettuale riconoscibile anziché da una semplice decorazione.
Abbiamo però qualche riserva sulla protezione. Lasciando scoperto l'archetto, resta esposto proprio il cuscinetto morbido che poggia sulla testa. È una delle parti maggiormente soggette all'usura e ci saremmo aspettati che una custodia rigida la proteggesse da abrasioni e possibili lacerazioni, soprattutto durante il trasporto in valigia o quando le cuffie vengono appoggiate su superfici poco delicate.
Ancora più discutibile ci è sembrato il peso. La custodia vuota pesa 383,5 grammi, contro i 327 grammi delle cuffie. In altre parole, il contenitore pesa più del dispositivo che dovrebbe proteggere. Mettendo insieme i due elementi si superano i 710 grammi, una quantità che comincia a farsi sentire quando si viaggia con uno zaino già pieno.
Il peso sarebbe stato più facile da giustificare se la custodia avesse integrato una batteria per la ricarica aggiuntiva, come accade normalmente con gli auricolari true wireless. Qui invece svolge esclusivamente una funzione protettiva, peraltro parziale, e non dispone nemmeno di uno spazio dedicato per conservare i due cavi forniti in confezione.
Ci è sembrata una scelta un po' eccessiva. Materiali più leggeri avrebbero probabilmente garantito una protezione adeguata, riducendo l'ingombro e rendendo il trasporto più pratico. Siamo d'accordo, però, sul fatto che difficilmente il risultato sarebbe stato altrettanto scenografico. E sospettiamo che Nothing abbia accettato consapevolmente questo compromesso.
Qualità audio: un ascolto coinvolgente, con tre driver per padiglione
Il cambiamento tecnico più importante rispetto alle Headphone (1) riguarda la struttura degli altoparlanti interni. Il modello precedente utilizzava un singolo driver dinamico da 40 millimetri per ciascun padiglione. Le nuove Headphone (1) Pro passano invece a un'architettura con tre driver indipendenti per lato, ciascuno dedicato a una specifica porzione delle frequenze sonore.
Il driver dinamico da 40 millimetri si occupa dei bassi, affiancato da un secondo trasduttore dinamico dedicato alle frequenze medie. La riproduzione degli alti è affidata a un driver xMEMS a stato solido, che utilizza una membrana in silicio e promette una risposta più rapida sui suoni ad alta frequenza.
Questa suddivisione permette di trattare separatamente le diverse componenti del segnale audio. Il risultato ci ha convinto soprattutto per la capacità di mantenere una buona distinzione tra gli strumenti, anche nei passaggi musicali particolarmente ricchi.
Abbiamo trovato il suono pieno, con bassi profondi e una gamma media sufficientemente presente da restituire alle voci una buona naturalezza. Le frequenze alte aggiungono dettaglio e una certa brillantezza, anche se con alcune registrazioni abbiamo preferito intervenire leggermente sull'equalizzazione per smorzarne la vivacità.
La qualità audio complessiva ci è sembrata ottima, soprattutto considerando quanto queste cuffie siano capaci di valorizzare le registrazioni più elaborate. La scena sonora appare ampia per un modello chiuso e gli strumenti riescono a conservare una posizione abbastanza riconoscibile, evitando quella sensazione di compressione che talvolta abbiamo riscontrato su cuffie wireless meno raffinate.
Ci ha colpito anche la capacità di restituire energia senza rendere l'ascolto eccessivamente aggressivo. Il profilo predefinito ha una certa enfasi sui bassi e sugli alti, ma rimane piacevole con molti generi musicali. Per chi preferisce una resa più controllata, le possibilità di personalizzazione offerte dal software sono ampie.
Abbiamo apprezzato anche il supporto al codec LDAC, che permette di trasmettere audio Bluetooth ad alta risoluzione con i dispositivi compatibili.
La connessione utilizza Bluetooth 6.1 e sono supportati anche AAC e SBC. Chi desidera evitare le limitazioni della trasmissione wireless può utilizzare la connessione USB-C, che resta la scelta preferibile per sfruttare la massima risoluzione dichiarata.
Cancellazione del rumore: un isolamento che in aereo fa la differenza
La cancellazione attiva del rumore è uno dei punti di forza delle Nothing Headphone (1) Pro, anche se il suo comportamento merita qualche distinzione.
Il sistema utilizza dieci microfoni, cinque per ciascun padiglione, per analizzare i rumori dell'ambiente e generare un segnale capace di attenuarli. Nothing dichiara una riduzione massima teorica fino a 46 decibel, mentre la modalità adattiva modifica automaticamente il funzionamento in base alle condizioni esterne e all'aderenza dei cuscinetti.
Nella nostra esperienza, con la cancellazione attiva ma senza musica in riproduzione, il risultato ci è sembrato vicino a quello ottenibile con alcuni dei migliori auricolari in-ear in circolazione, come i Galaxy Buds4 Pro di Samsung e gli AirPods Pro 3 di Apple. I rumori più costanti vengono ridotti in maniera efficace, mentre quelli improvvisi o caratterizzati da frequenze più elevate possono continuare a filtrare.
Il confronto con le cuffie over-ear di Sony e Bose rimane impegnativo. I modelli più evoluti di questi produttori riescono ancora ad avere un vantaggio nell'attenuazione di determinate frequenze, soprattutto dei rumori continui molto profondi. Anche la qualità dell'aderenza dei cuscinetti influenza parecchio il risultato e chi indossa occhiali con aste spesse potrebbe perdere una parte dell'isolamento.
Quando parte la musica, però, l'esperienza cambia sensibilmente. L'isolamento fisico assicurato dai grandi padiglioni si somma alla cancellazione elettronica e al suono riprodotto, creando una separazione dall'ambiente esterno che abbiamo trovato molto efficace.
Ce ne siamo accorti soprattutto in aereo, dove il rumore continuo dei motori e il brusio della cabina possono interferire con l'ascolto e la ricerca di quiete. Con le Headphone (1) Pro indossate e la riproduzione avviata, abbiamo avuto la sensazione di trovarci in un ambiente completamente diverso.
Sappiamo che l'isolamento assoluto rimane irraggiungibile e che una parte del risultato dipende anche dal mascheramento dei rumori prodotto dalla musica stessa. Non abbiamo però avuto bisogno di alzare eccessivamente il volume per ottenere un ascolto coinvolgente, ed è una caratteristica che abbiamo apprezzato.
È disponibile anche la modalità Trasparenza, che utilizza i microfoni per far rientrare nell'ascolto i suoni dell'ambiente. Torna utile quando dobbiamo parlare con qualcuno o ascoltare un annuncio senza togliere continuamente le cuffie. La resa delle voci ci è sembrata sufficientemente naturale da rendere questa funzione una buona alternativa alla rimozione dei padiglioni.
App Nothing X: il suono si può personalizzare nei dettagli
Le Headphone (1) Pro sono accompagnate dall'applicazione ufficiale Nothing X, disponibile per Android e iOS.
Sugli smartphone Nothing, molte delle stesse impostazioni sono integrate direttamente nel sistema operativo.
L'applicazione permette di controllare le modalità di cancellazione del rumore, verificare la batteria e personalizzare alcune funzioni dei pulsanti. La parte più interessante riguarda però l'equalizzazione.
Oltre a un equalizzatore semplificato, pensato per modificare rapidamente il comportamento dei bassi e delle voci, troviamo un sistema avanzato che permette di intervenire sulle frequenze e sul guadagno, con regolazioni specifiche per l'architettura a tre driver. È una possibilità di intervento decisamente superiore a quella concessa da molte cuffie consumer, dove ci si deve spesso accontentare di pochi cursori o profili predefiniti.
Abbiamo apprezzato questa libertà, perché permette di correggere alcuni tratti del suono senza rinunciare al carattere complessivo delle cuffie. Per chi non desidera addentrarsi nelle impostazioni più tecniche, Nothing mette a disposizione anche profili pronti all'uso, compresi quelli sviluppati con Metropolis Studios e condivisi attraverso la libreria di equalizzazioni.
La funzione Personal Sound crea invece un profilo individuale attraverso una breve procedura di ascolto, adattando la risposta delle cuffie alla sensibilità uditiva dell'utilizzatore.
Troviamo poi l'audio spaziale dinamico con rilevamento dei movimenti della testa, che modifica la percezione della scena sonora quando ci spostiamo. Tra i profili disponibili c'è anche Studio B, sviluppato per richiamare le caratteristiche acustiche dell'omonima sala di Metropolis Studios. L'effetto può piacere soprattutto durante l'ascolto di brani orchestrali o la visione di contenuti cinematografici, anche se non lo consideriamo indispensabile con ogni genere musicale.
Una funzione meno comune è Auracast, che permette di trasmettere o ricevere audio attraverso dispositivi compatibili con questa tecnologia. Le cuffie possono inoltre mantenere il collegamento con due sorgenti Bluetooth e dispongono del rilevamento automatico dell'indossamento, utile per interrompere la riproduzione quando vengono rimosse.
Nothing X è quindi un software molto completo. Ci è piaciuta la quantità di opzioni disponibili, anche se chi cerca soltanto qualche regolazione immediata potrebbe trovare la sezione avanzata più impegnativa del necessario. La ricchezza delle funzioni richiede un po' di familiarità, soprattutto per sfruttare davvero le potenzialità dell'equalizzatore.
Batteria e autonomia
Le Nothing Headphone (1) Pro integrano una batteria da 1.060 mAh e promettono - stando a quanto dichiara Nothing - fino a 68 ore di riproduzione con cancellazione del rumore disattivata, utilizzando il codec AAC. Attivando l'ANC si scende a 30 ore.
Con LDAC, che richiede una maggiore quantità di dati durante la trasmissione, i valori dichiarati diventano 53 ore senza cancellazione del rumore e 28 ore con ANC attiva. Sono numeri che collocano le cuffie in una posizione competitiva, anche se non raggiungono il primato di autonomia di alcuni concorrenti.
C'è un dettaglio curioso nel confronto con le Headphone (1). Il modello originale dichiarava fino a 80 ore di riproduzione senza ANC, quindi le nuove Pro perdono dodici ore rispetto alla generazione precedente. Una riduzione che probabilmente risente della maggiore complessità dell'architettura audio e delle nuove funzioni, ma che non possiamo ignorare nel valutare il passaggio da un modello all'altro.
Nelle nostre prove le Headphone (1) Pro si sono avvicinate molto, effettivamente, alle 30 ore dichiarate con ANC attiva: è un’autonomia comunque sufficiente per affrontare lunghi viaggi e numerose sessioni di ascolto prima di dover cercare una presa di corrente.
La ricarica avviene esclusivamente attraverso la porta USB-C, utilizzando il cavo in dotazione e un alimentatore compatibile. Sono necessarie circa due ore per passare da una batteria completamente scarica alla carica completa.
Abbiamo apprezzato la presenza della ricarica rapida, che in cinque minuti può restituire fino a quattro ore di riproduzione senza ANC oppure due ore mantenendo attiva la cancellazione del rumore. È una funzione particolarmente comoda quando ci si accorge di avere poca batteria poco prima di uscire.
La custodia, come abbiamo già osservato, non partecipa alla ricarica e non aggiunge autonomia. Una scelta che rende ancora più evidente il suo ruolo prevalentemente estetico e protettivo.
Colori, disponibilità e prezzo in Italia
Le Nothing Headphone (1) Pro sono disponibili sul mercato italiano a un prezzo ufficiale di 349 euro. Le colorazioni disponibili sono due, Black e White, entrambe caratterizzate dai padiglioni trasparenti che rendono immediatamente riconoscibile il prodotto.
La versione bianca enfatizza il contrasto tra i materiali chiari della struttura e gli elementi scuri visibili attraverso il vetro. Quella nera ha invece un carattere più tecnico, con un aspetto che richiama maggiormente le apparecchiature audio professionali. In entrambe le configurazioni, le superfici trasparenti rimangono il dettaglio estetico dominante.
Rispetto ai 299 euro del prezzo di lancio delle Headphone (1), l'aumento è di 50 euro. Una differenza relativamente contenuta considerando il passaggio da un singolo driver a tre trasduttori per padiglione e l'introduzione di materiali più ricercati, anche se bisogna considerare che il modello precedente è ormai reperibile a prezzi inferiori rispetto a quelli iniziali.
Conclusioni: il design conquista, il suono convince
Le Nothing Headphone (1) Pro ci hanno lasciato soprattutto una sensazione piacevole: quella di aver provato un prodotto che possiede una personalità ben definita. In una categoria dove molti dispositivi finiscono per somigliarsi, abbiamo apprezzato il coraggio di lavorare sull'estetica con tanta attenzione, senza sacrificare la qualità dei materiali.
Il vetro trasparente dei padiglioni rimane una delle soluzioni più belle che abbiamo visto su un paio di cuffie over-ear. È un dettaglio capace di renderle immediatamente riconoscibili e che abbiamo continuato ad apprezzare anche dopo aver superato la curiosità iniziale. Le impronte e la polvere richiederanno qualche pulizia in più, ma ci sembrano compromessi accettabili per un risultato così particolare.
La qualità audio ci ha convinto, soprattutto per la ricchezza della riproduzione e la capacità di restituire una scena sonora coinvolgente. L'architettura a tre driver porta un cambiamento concreto rispetto alle Headphone (1) e la cancellazione del rumore, pur senza raggiungere sempre i migliori risultati della categoria, riesce a creare un isolamento ottimo quando ascoltiamo musica. Le nostre prove in aereo sono state particolarmente soddisfacenti.
Abbiamo qualche riserva sulle scelte più scenografiche. La custodia è bella da vedere e intelligente nel modo in cui sfrutta l'archetto come manico, ma pesa più delle cuffie e lascia scoperta una parte che avremmo preferito proteggere. Anche la regolazione continua della lunghezza dei padiglioni ci ha richiesto più pazienza del previsto, mentre il Roller del volume non ci è sembrato intuitivo quanto gli altri comandi fisici.
A 349 euro, le Nothing Headphone (1) Pro si confrontano con prodotti molto maturi, come le Sony WH-1000XM6 e le Bose QuietComfort Ultra, che conservano un vantaggio in alcuni ambiti, soprattutto nella cancellazione del rumore. Nothing risponde con un'estetica difficilmente replicabile e con funzioni di personalizzazione sonora molto avanzate.
Alla fine, ci siamo ritrovati a considerarle tra le cuffie più affascinanti che abbiamo indossato negli ultimi tempi, apprezzando che dietro quel design così insolito ci sia anche un prodotto capace di suonare davvero bene.
Cosa ci è piaciuto
- Design originale e immediatamente riconoscibile, tra i più belli che abbiamo provato su cuffie over-ear.
- Superfici esterne in vetro trasparente che valorizzano i componenti interni.
- Qualità audio ottima, con una riproduzione ricca e coinvolgente.
- Isolamento dal rumore eccellente durante l'ascolto musicale, soprattutto in aereo.
- Applicazione Nothing X molto completa, con equalizzazione avanzata.
- La ricarica rapida: con cinque minuti si ottengono un paio d’ore di autonomia
- Possibilità di utilizzare collegamenti cablati USB-C e jack da 3,5 millimetri.
Cosa non ci è piaciuto
- Custodia rigida troppo pesante, addirittura più delle cuffie, e priva di ricarica aggiuntiva.
- Regolazione della lunghezza dei padiglioni senza scatti, poco immediata.
- Controllo del volume meno intuitivo rispetto agli altri comandi fisici.
- Superfici in vetro facilmente soggette a impronte e accumuli di polvere.
- Autonomia massima inferiore a quella delle precedenti Headphone (1).