✕

Le truffe telefoniche più diffuse del 2026: ecco come riconoscerle subito

Le truffe telefoniche continuano a mietere vittime: scopriamo quali sono le più diffuse del 2026 e come riconoscerle immediatamente.

4 minuti di lettura

Perché è importante non sottovalutare le truffe telefoniche

Anche se gli strumenti di comunicazione del mondo online sembrano essere la nuova frontiera per promuovere attività criminali di ogni tipo a danno degli utenti, in realtà, anche il vecchio canale del telefono continua ad essere sfruttato per intenti truffaldini.

Oltre alle e-mail truffa per il rinnovo di ChatGPT, infatti, le chiamate telefoniche che annunciano qualche nuova (e imperdibile) opportunità di investimento, oppure, qualche disgrazia accaduta a una familiare, continuano a tenere banco e a far fruttare parecchi soldi ai criminali.

Nel nostro paese, infatti, le ultime cifre relative alle truffe telefoniche mettono in evidenza ben 3.9 milioni di persone colpite in un anno. Se guardiamo all’impatto economico di queste iniziative criminali, si parla di circa 628 milioni di euro, per un danno medio pro-capite di 157 euro.

I truffatori sfruttano in modo particolare la presunta maggior affidabilità percepita dalle persone quando ricevono una richiesta a voce, talvolta conoscendo già il nome dell’interlocutore, oppure, quello di parenti (o sfruttando altre informazioni rassicuranti).

Vediamo quindi quali sono le truffe telefoniche più diffuse ed attuali di quest’anno e, soprattutto, a quali «segnali» dobbiamo prestare attenzione per neutralizzarle sul nascere.

Le truffe più comuni del 2026: ecco come riconoscerle subito

Ecco quali sono le truffe telefoniche più tentate nel nostro paese nel corso di quest’anno e quali sono i tipici tratti che le contraddistinguono.

La truffa ping call o wangiri

Dietro questa definizione esotica si nasconde un meccanismo semplicissimo, ma al tempo stesso molto efficace: fare uno squillo (molto breve) usando un numero estero sconosciuto all’utente. Chi riceve la telefonata non fa in tempo a rispondere e i truffatori fanno leva sul desiderio, da parte del destinatario della chiamata, di sapere chi c’era dall’altro capo del telefono.

Tra i tanti prefissi telefonici internazionali usati dai criminali per la truffa wangiri (o ping call), ci sono quello francese (+33), inglese (+44), portoghese (+351), moldavo (+373), kossovaro (+383), bielorusso (+375) ed olandese (+31).

Se notiamo una chiamata insolita con un prefisso estero, a prescindere dallo specifico prefisso, ricordiamoci di non richiamiare: nella maggior parte dei casi, eviteremo di consumare (inutilmente) parecchio credito telefonico.

La truffa della chiamata persa (ping call) o wangiri 

La truffa “robocall”

Come suggerisce il nome stesso, si tratta delle chiamate automatizzate che vengono effettuate da sistemi informatici, durante le quali si ricevono messaggi standard che sono stati registrati. Non sono quindi delle conversazioni telefoniche: chi riceve la telefonata, non ha modo di interagire (subito) con una persona reale.

Se il destinatario della chiamata asseconda le istruzioni, ad esempio selezionando tramite la tastiera un’opzione per restare in linea, la conversazione è reindirizzata verso un altro numero. I truffatori a questo punto inducono la persona a fornire dei dati personali, oppure, altre informazioni per eseguire pagamenti o altre operazioni che danneggiano il malcapitato.

Per le robocall, i truffatori spesso usurpano i ruoli di Europol, polizia postale o altre autorità, facendo leva sulle potenziali conseguenze se si disattendono le richieste ricevute.

La truffa del vishing

Ecco un altro esempio di truffa telefonica molto diffusa nel 2026 che fa leva sul cosiddetto bias dell’autorità: di solito si tratta di un interlocutore che si qualifica come collaboratore di una banca, che sta chiamando per effettuare delle verifiche sugli ultimi movimenti di denaro.

I criminali sottolineano come siano state effettuate delle transazioni insolite sospette e, per rendere ancor più verosimile il tentativo di truffa, fanno ricorso allo spoofing, cioè alterano il numero telefonico che compare al destinatario della telefonata.

Per completare il disegno criminale, i malintenzionati di solito domandano dettagli che riguardano il proprio account bancario (come il nome utente e la password), oppure, i codici univoci della doppia autenticazione o, infine, i dati riportati sulle carte di credito/addebito. L’obiettivo dei criminali è sempre quello di far trasferire del denaro o autorizzare degli addebiti da parte del malcapitato.

La truffa telefonica del vishing: il finto interlocutore della banca che chiede dettagli sul conto. 

La truffa delle conferme col “sì”

In questo caso, i criminali effettuano delle chiamate sfruttando uno “script” ben strutturato, con una serie di domande alle quali il destinatario della telefonata risponde con un (all’apparenza) innocuo “sì”.

Ciò che il destinatario della chiamata non sa è che quella conversazione viene registrata. In seguito, la registrazione viene abilmente modificata e sfruttata per dimostrare che la persona ha fornito il consenso per sottoscrivere abbonamenti o contratti in realtà mai sollecitati.

La truffa del brushing

Questo schema truffaldino sfrutta l’abitudine di fare acquisti online: i criminali, infatti, effettuano delle chiamate per comunicare che non è stato possibile consegnare un pacco, spesso spacciandosi per corrieri partner di grosse piattaforme (come Amazon).

A differenza dei veri operatori logistici, i criminali informatici sottolineano sin da subito come sia imprescindibile effettuare il pagamento anticipato di un importo esiguo (di solito, circa 2 euro) per far sì che la consegna vada a buon fine.

La truffa telefonica del brushing: la «mancata consegna» di un pacco. 

La truffa delle utenze energetiche

I criminali effettuano chiamate fingendo di essere operatori di fornitori di gas o elettricità, comunicando che bisogna aggiornare subito il proprio contratto, oppure, verificare la veridicità dei consumi o, infine, il costo mensile del piano subirà un repentino aumento.

In seguito, ai malcapitati vengono richiesti il codice POD, il PDR (usati per le utenze energetiche) e la trasmissione di una carta d’identità. Con queste informazioni, viene poi richiesto il cambio del fornitore energetico.

In altri casi, i malintenzionati sottolineano che ci sono delle bollette non saldate e invitano i propri interlocutori a pagarle senza indugio, per evitare che i servizi vengano sospesi. Qui, lo scopo è ottenere un pagamento non dovuto, oppure, i dati di accesso all’account bancario della persona truffata.

La truffa dei disservizi alle utenze telefoniche

In questo caso, i truffatori dichiarano di lavorare per una compagnia telefonica e al proprio interlocutore comunicano che si stanno verificando dei disservizi sulle linee telefoniche e che, anche a causa di ciò, serve sottoscrivere un nuovo (e più conveniente) piano tariffario.

Per completare l’operazione, il malintenzionato si fa comunicare il codice per la migrazione del proprio utente, talvolta domandando anche di trasmettere la copia di un documento. Se il malcapitato ci casca, viene attivato un nuovo piano tariffario.

La truffa telefonica dell'utenza del cellulare: i disservizi (inesistenti) per cambiare il piano tariffario 

La truffa del consulente porta a porta

I malintenzionati si qualificano come collaboratori di una compagnia telefonica o di un gestore di servizi energetici, richiedendo con insistenza che si fissi un appuntamento presso l’abitazione del destinatario della chiamata, per una consulenza personale.

Se la persona cade nella trappola, il falso consulente si presenta con documenti falsi per carpire la buona fede del truffato, che può essere distratto con una scusa per commettere dei furti di oggetti o di denaro nell’abitazione. In altri casi, l’obiettivo può essere il pagamento in contanti di qualche servizio o la fornitura delle credenziali di accesso ai servizi online (per sottrarre denaro o compiere altre operazioni indesiderate).

La truffa telefonica del consulente porta a porta: l'appuntamento per ottenere denaro contante o le credenziali di accesso ai servizi. 

Le considerazioni conclusive e il consiglio

In questo breve tutorial dedicato a come riconoscere subito le truffe telefoniche più diffuse del 2026 abbiamo visto quali sono le strategie maggiormente sfruttate dai criminali per tentare di portare a compimento con successo i loro raggiri e a quali segnali prestare attenzione.

Se da una parte abbiamo un’autorità come l’AGCOM che introduce novità contro le truffe, dall’altra, i truffatori approfittano delle ultime soluzioni tecnologiche disponibili per rendere sempre più raffinati i loro tentativi di carpire la buona fede delle persone.

Dall’intelligenza artificiale (ab)usata per clonare le voci e i volti allo spoofing per falsificare l’identità del numero telefonico, non mancano gli esempi di evoluzione delle tecniche per far cadere in errore le persone, sfruttando le tipiche leve della persuasione (come l’urgenza).

Per non perdere tutti i nostri aggiornamenti su questo tema, nonché le nostre guide pratiche per affrontare efficacemente queste attività criminali, consigliamo di salvare la rubrica tra i preferiti del browser e di inserire il sito repubblica.it tra le fonti di ricerca preferite su Google.

Leggi le altre guide tech