After School, il social anonimo per adolescenti che fa paura ai genitori
di SABRINA PELLEGRINI
Un calderone digitale nel quale ogni utente può gettare messaggi di ogni tipo senza che venga individuato. La piattaforma sta spopolando negli Stati Uniti e si è già diffusa in più di 22.300 scuole superiori
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SEGRETI, dubbi, paure nascoste ma anche messaggi di violenza e pensieri offensivi, il tutto in forma anonima in un sistema, inoltre, progettato in modo che sia accessibile solo agli adolescenti. Queste le caratteristiche di After School, l'app che sta spopolando negli Stati Uniti e che si è già diffusa in più di 22.300 scuole superiori. Un calderone digitale nel quale ogni utente può gettare messaggi di ogni tipo senza che venga individuato o rintracciato. Una libertà d'azione potenzialmente letale con un elevato pericolo di derive violente, come dimostrano i casi di suicidio di adolescenti proprio a causa delle ricadute sociali delle offese e delle minacce diffuse. Insulti e messaggi subdoli che vanno ad agire su malesseri e insicurezze, mortificando la vittima e spingendola talvolta a gesti estremi. Basta pensare alla quindicenne candese Amanda , ad Andrea il ventisettenne di Vercelli o ancora alla britannica Hannah Smith; sono solo alcuni esempi delle conseguenze devastanti del cyberbullismo.
Già da qualche tempo si sono diffusi social network e piattaforme improntati sulla logica dell'anonimato: Whisper, Wut, Whispero, Social Number e Secret, quest'ultimo molto diffuso anche in Italia, oltre che Ask.fm, il social dal quale sono arrivati gli insulti che hanno portato al suicidio Aurora, una quattordicenne della provincia di Torino. La nuova app sta avendo un boom enorme tra i più giovani, una community chiusa alla quale gli adulti non possono accedere: al momento dell'iscrizione viene verificato se l'utente sia iscritto al liceo attraverso le pagine Facebook e vengono create bacheche riservate per ogni campus di scuola superiore. L'applicazione è molto popolare nei campus delle scuole superiori in tutta l'area di Washington; la scuola privata Sidwell Friends conta 119 iscritti, la Robinson Secondary School in Fairfax, in Virginia, ha 700 studenti che usano l'applicazione e altri 245 della Walter Johnson High in Bethesda.
Secret, quel social così privato
Cory Levy, uno dei fondatori di After School, ha definito l'app una possibilità per i ragazzi di esprimersi senza preoccuparsi di alcuna reazione o di eventuali ripercussioni. Un nuovo modo per discutere di argomenti delicati, per confrontarsi su problemi complessi che spesso non riescono ad essere affrontati di persona, in particolare nella fase adolescenziale. Un'alternativa necessaria a Facebook e Instagram, secondo Levy, dove esiste un'identità digitale che non rende gli utenti liberi di essere loro stessi e di esporre apertamente ansie e paure. Michael Callahan, l'altro fondatore, parla addirittura di "potenziale terapeutico" riferendosi alla possibilità di parlare liberamente senza il pericolo di essere giudicati. I dati però parlano chiaro e sono numerosi i casi di cyberbullismo generati dall'applicazione: numerose le denuncie per minacce anonime tanto che gli studenti hanno aperto petizioni online per chiedere ad Apple di rimuovere After School dal suo App Store. I fondatori cercano di tranquillizzare le famiglie spiegando che ci sarebbe un algoritmo in grado di bloccare automaticamente i messaggi violenti, che esistono moderatori che monitorano il flusso e che gli utenti possono anche segnalare singoli post in modo che vengano rimossi.