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DJ Patil: dalla Silicon Valley un guru dei dati per Obama

L'analisi dei big data sbarca alla Casa Bianca con la nomina dello scienziato e matematico indo-statunitense. L'amministrazione Usa conferma la volontà di affidare l'azione politica anche alla scienza e all'esperienza dei giganti della web economy di CRISTINA CUCCINIELLO
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Dalla Silicon Valley a Washington: DJ Patil, scienziato e matematico indo-statunitense, con un lungo curriculum in note aziende 2.0, sarà il primo responsabile dell'analisi dei big data della Casa Bianca.

Selezionato e assunto dal presidente degli Stati Uniti Barack Obama in persona, DJ Patil andrà a ricoprire un incarico creato appositamente per lui e mai esistito prima della sua nomina, il cui acronimo sembra uno scioglilingua. Il titolo esatto di Patil, infatti, sarà CDSaDCTODT  -  Chief Data Scientist and Deputy Chief Technology Officer for Data Policy.

L'annuncio arriva dal blog della Casa Bianca dove Megan Smith, la responsabile del Technology Office, ha ufficializzato l'entrata di Patil nel team di scienziati di cui già da qualche anno Obama si avvale.

Che il presidente fosse affascinato dalla scienza dei numeri era apparso chiaro già dalla sua campagna elettorale, nel 2012. Per conquistare il suo secondo mandato alla Casa Bianca aveva voluto un apposito dipartimento di analisi matematica ben cinque volte più ampio rispetto al 2008: Jim Messina, il responsabile della campagna, aveva volontariamente impostato le attività di promozione del candidato non con una modalità emozionale, diretta alla pancia degli elettori, ma con un piglio scientifico. "Misureremo ogni aspetto possibile" aveva dichiarato all'epoca a "Time" Messina, affidando a Rayid Ghani la responsabilità del dipartimento analisi big data, entro la sede nazionale del comitato elettorale. Ghani, come Patil, prima di entrare nel team di Obama lavorava come ricercatore nella Silicon Valley, presso gli Accenture Labs, e oggi dirige il Center for Data Science frutto della collaborazione fra l'Argonne National Laboratory e l'Università di Chicago.

Le elezioni presidenziali del 2012 sono state le prime in cui ha avuto un peso notevole l'analisi dei big data: i grandi numeri non furono solo fondamentali per la riconferma di Barack Obama, ma anche per la previsione della vittoria: il blogger Nate Silver sbaragliò le previsioni dei sondaggisti azzeccando i risultati poi effettivamente realizzatisi in 50 Stati. Come? Analizzando i dati numerici di affluenza al voto. Ma sono state anche un punto di svolta nell'applicazione della scienza dei dati: come già lo stesso Rayid Ghani ha dichiarato, in seguito alla campagna elettorale di Obama, quell'esperienza ha dimostrato che non solo aziende private potevano e possono affidarsi ai data scientist, ma anche enti no profit e istituzioni governative.

Big data, insomma, non solo per trarne profitti: ed è appunto questo il compito di DJ Patil alla Casa Bianca. Patil - che ha già lavorato per colossi come LinkedIn, eBay, Skype, ma anche per il Dipartimento della Difesa, presso il quale ha analizzatoi social network al fine di prevenire minacce alla sicurezza del territorio federale  -  per l'amministrazione Obama si occuperà di aiutare il governo statunitense a ottimizzare i suoi investimenti sui big data. La consulenza di Patil servirà, insomma, a indirizzare le politiche sociali attraverso i responsi forniti dall'analisi matematica. Un occhio di riguardo, come annuncia la stessa Megan Smith, andrà a tutto ciò che riguarda la sanità: sarà compito di Patil individuare quali cure sono più efficaci per determinati pazienti, in modo da garantire migliori prestazioni di assistenza e terapia.

Per quanto la figura di Patil sia una novità, un ruolo che non ha eguali in altri governi, l'ultimo quinquennio ha visto crescere la tendenza delle amministrazioni nazionali ad affidarsi al metodo scientifico per indirizzare l'azione politica. Anticipatore di tendenza, ancora una volta, era stato Barack Obama, nel 2012, con la nomina di Cass R. Sunstein  -  ricercatore proveniente dall'Università di Chicago, esperto in economia comportamentale - a responsabile dell'OIRA, l'Office of Information and Regulatory Affairs, con il compito di razionalizzare l'azione di riforma governativa.

Ma è anche il caso del BIT, il Behavioural Insight Team, voluto da David Cameron per assistere l'operato del governo inglese: i componenti del BIT utilizzano l'analisi matematica e l'analisi del comportamento dei cittadini per dare dritte all'amministrazione centrale. La loro azione - simile a quella del francese SGMAP, il Segretariato di Stato per la Modernizzazione del governo Hollande - con un mix di analisi di big data, pubblicazione di open data, analisi del comportamento ed economia comportamentale, indirizza i politici verso riforme che abbiano effetti concreti, misurabili, prevedibili.

Quella messa in atto da Obama e dai governi citati è una modalità di azione politica, insomma, che si affida alla scienza per prendere decisioni che vanno a impattare sulla collettività: le riforme non provengono dall'ideologia che guida la parte al governo, ma da numeri, dati, statistiche. In due parole, dal metodo scientifico.