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Censura, il governo del Vietnam apre un profilo Facebook

Il web è soggetto a restrizioni e censure nel Paese del sudest asiatico che vanta, però, una popolazione giovanissima (due terzi ha meno di 40 anni) e 30 milioni di profili personali sul social network
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FINO a poco tempo fa il governo del Vietnam, dove il Partito comunista non ammette rivali, bloccava Facebook: da pochi giorni le autorità di Hanoi hanno iniziato un cambio di rotta sull'approccio al social network, aprendo una propria pagina per fornire alla popolazione informazioni sull'attività del governo e del primo ministro. Siamo ben lungi dalla libertà di navigazione in internet e potrebbe essere solo un'operazione di propaganda, ma al momento la pagina registra già 37mila 'like'. I post e le fotografie documentano l'attività del governo e dei suoi rappresentanti, come questo che riguarda un accordo governativo nel settore dell'information technology per sperimentare un servizio di trasporto dei cittadini in taxi che sia usufruibile tramite un'applicazione su smartphone. 
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In un'intervista al quotidiano nazionale Tuoi Tre, il responsabile del portale governativo ha spiegato che la pagina Facebook - intitolata semplicemente 'Informazioni governative' - al momento è ancora un progetto sperimentale, ma che l'esecutivo sta considerando l'idea di promuoverla a suo profilo ufficiale. I "mi piace" stanno aumentando esponenzialmente col passare dei giorni. Nel Paese, il Partito comunista monitora scrupolosamente le attività politiche e la copertura dei media. In passato, sebbene un blocco ufficiale non fosse mai stato annunciato, accedere a Facebook da un computer in Vietnam richiedeva un cambiamento nei parametri di connessione che solo una mano esperta sapeva effettuare. Nonostante le difficoltà, in un Paese dall'età media molto bassa (due terzi della popolazione ha meno di 40 anni), Facebook si è diffuso rapidamente e conta oggi su circa 30 milioni di profili personali in Vietnam, ossia circa il 30% della popolazione.