Italian Tech

"Non siamo angeli senza sesso": un video racconta l'amore dalla parte delle persone disabili

Il comico e attore Daniele Gattano dà voce ai disabili LGBT: migliaia di visualizzazioni al video che racconta con leggerezza la sessualità delle persone con disabilità
3 minuti di lettura
Sì, anche le persone con disabilità fanno sesso. Sembra un’affermazione scontata, ma non lo è: nel 2017 il tema della sessualità delle persone con disabilità è ancora un tabù. Un tabù che alcuni, però, stanno provando ad abbattere e tra loro c’è Daniele Gattano, attore noto per gli sketch sugli stereotipi legati all’omosessualità che porta su Colorado, il programma comico di Italia 1. Un ragazzo, che – come molte altre persone senza disabilità – non si era mai fermato a riflettere su questo tema. Finché Giuseppe non lo ha contattato su Facebook: “Perché in uno dei tuoi sketch non inserisci anche delle persone LGBT con disabilità?”. Alcune associazioni, come Arcigay, parlano da anni di "omodisabilità". Sul vocabolario non si trova, perché finora di questa parola non c’era mai stato bisogno. Un disabile diventa – agli occhi della società – la sua malattia. Non è niente più di questo: raramente si considera che abbia anche un lavoro, una famiglia, figuriamoci una vita sessuale.

A Gattano è bastato poco per desiderare di dare voce a questa minoranza. È andato a Bologna dove ha incontrato Giuseppe e gli altri ragazzi di Jump, un gruppo LGBT che ha sede al Cassero e “organizza occasioni di incontro e scambio di esperienze sui temi dell’affettività e dei diritti delle persone con disabilità”. Qualcuno ha portato le luci, qualcun altro i microfoni e così è nato il video breve ma incisivo che Daniele Gattano ha scritto, diretto e poi pubblicato su Facebook. Le storie di sesso e amore di ragazzi con disabilità fisiche sono diventati virali: il filmato è stato condiviso da più di 4mila persone e ricevuto oltre 5mila like.

“Disabile, strabico e gay”, così viene presentato Giuseppe che ha 22 anni, ama viaggiare, andare al cinema e fare sesso. Ci tiene a sottolineare quest’ultimo punto perché “la società pensa che le persone con disabilità siano asessuali” e le tratta come fossero bambini. È lo stesso motivo che spinge – secondo Giuseppe – a dare loro sempre ragione. Un “politically correct” controproducente che diventa soltanto un’altra forma di discriminazione: con chi ha una disabilità si può scherzare, discutere, litigare, flirtare. “Non siamo fatti di ceramica, non dovete avere sempre paura che possiamo romperci da un momento all’altro. Anche nel sesso. Toccateci come fareste con chiunque altro”, aveva spiegato Giuseppe a Gattano.

"Non siamo angeli": in un video virale la sessualità delle persone disabili LGBT

"Non siamo angeli senza sesso": un video racconta l'amore dalla parte delle persone disabili


Un messaggio che il regista ha colto al volo, lasciando molto spazio all’ironia nel suo video e dando voce anche a chi ha saputo seguire il consiglio di Giuseppe. Federica non ha alcuna disabilità ed è fidanzata da cinque anni con Maria, una ragazza costretta in carrozzina da una malattia che rende le sue ossa più fragili e i suoi arti più corti. “Non staremmo insieme da così tanto tempo – spiega nel video sostenuto dall'associazione culturale Nahìa - se il sesso non andasse bene. Ci sono cose che non può fare, ma alla fine tutti abbiamo cose che non facciamo, no?”. Federica e Maria si sono conosciute su Internet: si sono scritte per un po’ su una chat e poi hanno deciso di incontrarsi. Un inizio comune a molte coppie, per quanto riguarda sia il sesso occasionale sia le relazioni stabili: sulla rete si può parlare più o meno a lungo e scoprire interessi in comune già prima di vedersi di persona. Ma l’aiuto che negli ultimi anni è arrivato dal mondo virtuale non è abbasta. I luoghi in cui una persona con disabilità può socializzare scarseggiano. E non perché ci sia bisogno di aree apposite, ma perché la maggior parte dei luoghi di svago non è accessibile: dai ristoranti ai cinema, dai pub ai locali notturni, entrate troppo piccole o rampe di scale costringono a chi è in carrozzina a restare fuori.

“Sarebbe auspicabile che aumentassero i locali in cui persone con e persone senza disabilità possano conoscersi. Dal confronto nasce sempre qualcosa. Amore, amicizia o antipatia poco importa. Conta solo la meraviglia della nascita”, a dirlo è Pierluigi Lenzi, portavoce di Jump Oltre, gruppo LGBT “oltre tutte le barriere”. E infatti è aperto a tutti: ne fanno parte persone eterosessuali e LGBT, con disabilità o meno, proprio perché la persona viene prima di qualsiasi “etichetta”. Il gruppo è impegnato nella sensibilizzazione sulle tematiche relative all’identità LGBT di chi ha una disabilità, ma anche nel diffondere la convinzione che vivere la propria affettività sia un diritto. Per questo chiedono – come diverse altre associazioni – una legge per l'assistenza sessuale che assicuri a chi ha disabilità gravi la possibilità di vivere la propria sfera intima. In altri Paesi europei, come la Svizzera, il Belgio o la Danimarca, la figura dell'assistente sessuale esiste già e aiuta – ad esempio – chi non è in grado di usare le proprie mani per praticare dell’autoerotismo. “Per andare oltre e fare un vero salto, - si legge sulla pagina Facebook di Jump Oltre - bisogna uscire dai luoghi comuni, dai pregiudizi e dagli stereotipi. Il disabile non è un angelo senza sesso, ma una persona fatta di carne e desideri”.