Vaticano

Il Papa ad Assisi, centinaia di fedeli ad accoglierlo. Città blindata. "Il mondo ha bisogno di perdono"

Francesco è atterrato in elicottero. Ha visitato la basilica di Santa Maria degli Angeli per l'ottocentesimo anniversario del Perdono

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Papa Francesco oggi è andato in visita alla basilica di Santa Maria degli Angeli di Assisi, dove ha incontrato religiosi e fedeli, che lo hanno accolto in una giornata infuocata. Bergoglio si è raccolto in una preghiera silenziosa davanti alla Porziuncola - su una sedia come ha fatto ad Auschwitz -  per celebrare l'ottocentesimo anniversario del "Perdono di Assisi", ottenuto da San Francesco per tutti coloro che, da allora, dal mezzogiorno del primo agosto alla mezzanotte del 2 agosto visitino questo luogo.

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L'accesso al sagrato era permesso solo ai possessori di pass, così come in chiesa. Le forze di polizia hanno operato un attento ma discreto filtraggio ai varchi di accesso, anche con l'uso di metal detector, cui si sono sottoposti anche preti, frati e suore. Intorno alla basilica è stata creata una "zona rossa" all'interno di un'area pedonale.

"Voglio mandarvi tutti in paradiso". Papa Francesco ha aperto la meditazione in basilica ricordando le parole del Santo di Assisi: "Mi piace ricordare oggi, prima di tutto, le parole che, secondo un'antica tradizione, san Francesco pronunciò proprio qui, davanti a tutto il popolo e ai vescovi: 'Voglio mandarvi tutti in paradiso!'. Cosa poteva chiedere di più bello il Poverello di Assisi, se non il dono della salvezza, della vita eterna con Dio e della gioia senza fine, che Gesù ci ha acquistato con la sua morte e risurrezione?".

Il mondo ha bisogno di perdono.  Papa Francesco si è soffermato sul significato del perdono. "E' difficile perdonare, eh? Quanto ci costa perdonare gli altri? E qui alla Porziuncola tutto parla di perdono. Che grande regalo ci ha fatto il Signore insegnandoci a perdonare. O almeno farci avere la voglia di perdonare. Per farci toccare con mano la misericordia del Padre. Abbiamo ascoltato poco fa la parabola con la quale Gesù ci insegna a perdonare. Perché dovremmo perdonare una persona che ci ha fatto del male? Perché noi per primi siamo stati perdonati, e infinitamente di più. Pensiamo in silenzio alle cose brutte che abbiamo fatto, e a come il Signore ci ha perdonato. La parabola ci dice proprio questo: come Dio perdona noi, così anche noi dobbiamo perdonare chi ci fa del male", come nel Padre Nostro. "Avete pensato qualche volta - ha proseguito Bergoglio - alla pazienza di Dio? Ne ha, eh? Sappiamo bene, infatti, che siamo pieni di difetti e ricadiamo spesso negli stessi peccati. Eppure, Dio non si stanca di offrire sempre il suo perdono ogni volta che lo chiediamo". E ha sottolineato: "Il mondo ha bisogno di perdono; troppe persone vivono rinchiuse nel rancore e covano odio, perché incapaci di perdono, rovinando la vita propria e altrui piuttosto che trovare la gioia della serenità e della pace".

Nel confessionale.  Alla fine della meditazione il Papa è entrato in un confessionale dopo aver invitato a farlo vescovi e frati. "Invito tutti i vescovi e i frati adesso ad andare nei confessionali. Io farò lo stesso". Accompagnato dal prefetto della Casa Pontificia, padre Leonardo Sapienza, Bergoglio ha raggiunto anche lui uno dei confessionali, ha indossato la stola viola e ha confessato alcuni fedeli.