Vaticano

Funerali più ‘snelli’ per i Papi, Bergoglio approva la liturgia. “Non come i potenti del mondo”

Funerali più ‘snelli’ per i Papi, Bergoglio approva la liturgia. “Non come i potenti del mondo”
(afp)

Niente esposizione ai fedeli con la bara aperta, niente catafalco, la possibilità di essere sepolto fuori dal Vaticano. Francesco lo aveva annunciato: “Voglio essere seppellito a Santa Maria Maggiore”

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Lo aveva annunciato e lo ha fatto. Papa Francesco ha approvato il nuovo libro liturgico per le esequie pontificie, che saranno più snelle che in passato. “Il rito rinnovato”, spiega all’Osservatore Romano il maestro delle celebrazioni papali, monsignor Diego Ravelli, “evidenzia che le esequie del Romano Pontefice sono quelle di un pastore e discepolo di Cristo e non di un potente di questo mondo”.

Funerali semplificati

Già nei mesi scorsi Francesco aveva espresso l’intenzione di semplificare la liturgia dei suoi funerali, e dei suoi successori, dopo aver celebrato quelli del Papa emerito Benedetto XVI, e di essere sepolto non in Vaticano ma nella basilica di Santa Maria Maggiore.

Il nuovo libro liturgico

Ora, spiega il quotidiano vaticano, “l’Ufficio delle Celebrazioni Liturgiche del Sommo Pontefice ha curato la redazione e la pubblicazione della seconda edizione tipica dell’Ordo Exsequiarum Romani Pontificis, approvata il 29 aprile 2024 da Papa Francesco, che ha ricevuto la prima copia del volume stampato lo scorso 4 novembre. Tra le novità introdotte vi è la constatazione della morte non più nella camera del defunto ma nella cappella, la deposizione immediata dentro la bara, l’esposizione alla venerazione dei fedeli del corpo del Papa già dentro la bara aperta, l’eliminazione delle tradizionali tre bare di cipresso, piombo e rovere. Il libro liturgico viene presentato come nuova edizione del precedente, l’editio typica dell’Ordo Exsequiarum Romani Pontificis approvata nel 1998 da san Giovanni Paolo II e pubblicata nel 2000, che è stata utilizzata nelle esequie dello stesso Pontefice nel 2005 e, con adattamenti, in quelle del Papa emerito Benedetto XVI nel 2023. “Una seconda edizione si è resa necessaria – ha spiegato l’arcivescovo Diego Ravelli, Maestro delle Celebrazioni Liturgiche di Pontefici - anzitutto perché Papa Francesco ha chiesto, come dichiarato da lui stesso in diverse occasioni, di semplificare e adattare alcuni riti in modo che la celebrazione delle esequie del Vescovo di Roma esprimesse meglio la fede della Chiesa in Cristo Risorto... Il rito rinnovato, inoltre, doveva evidenziare ancora di più che le esequie del Romano Pontefice sono quelle di un pastore e discepolo di Cristo e non di un potente di questo mondo”.

Niente catafalco, bara chiusa

La prima stazione “nella casa del defunto” prevede le novità della constatazione della morte nella sua cappella privata, anziché nella camera, e la deposizione della salma nell’unica bara di legno e in quella interna di zinco, prima di essere traslato in Basilica. È stata eliminata la prima traslazione nel Palazzo Apostolico. Sono stati meglio precisati alcuni passaggi rimodulando anche la seconda stazione: poiché la deposizione nella bara è già avvenuta dopo la constatazione della morte, la sera prima della Messa esequiale si procede alla sua chiusura. La seconda stazione “nella Basilica Vaticana” considera un’unica traslazione in San Pietro, la chiusura della bara e la Messa esequiale. Nella Basilica Vaticana il corpo del Papa defunto è esposto direttamente nella bara e “non più su un alto cataletto”, ossia un catafalco, inoltre, in conformità con quanto stabilisce il Caeremoniale Episcoporum per le esequie del vescovo diocesano, durante questa esposizione non sarà posto accanto alla bara il pastorale papale. Infine, la terza stazione «nel luogo della sepoltura» include la traslazione del feretro al sepolcro e la tumulazione. “Questa stazione – spiega Ravelli - ha subito un significativo snellimento a causa dell’eliminazione della deposizione e chiusura della bara di cipresso in una seconda di piombo e in una terza di rovere o di altro legno”. Un altro elemento di novità consiste nell’introduzione delle indicazioni necessarie per l’eventuale sepoltura in un luogo diverso dalla Basilica Vaticana.

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