Vaticano

Santa Sede, il Papa crea nuovo dicastero: si occuperà personalmente di migranti

Francesco: "L'organismo sarà competente nelle questioni che riguardano migrazioni, bisognosi, ammalati e esclusi, emarginati, vittime di conflitti armati e catastrofi naturali, carcerati, disoccupati e persone la cui dignità è a rischio". Non era mai successo che un pontefice dirigesse una sezione

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CITTA' DEL VATICANO - Con una decisione che non ha precedenti, papa Francesco ha deciso di assumere direttamente "ad tempus" la responsabilità della sezione per la pastorale dei migranti del nuovo dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale, costituito con il motu proprio "Humanam progressionem" pubblicato oggi.

Non era mai successo che un pontefice dirigesse una sezione, anche se fino alla riforma di Paolo VI il Papa poteva guidare direttamente alcuni dicasteri, in particolare la Segretria di Stato con Pio XII e quello dei vescovi e delle cause dei santi, che furono guidati da Giovanni XXIII e da Pio XII fino alla riforma.

Francesco ha nominato prefetto dell'organismo il cardinale Peter Kodwo AppiahTurkson, originario del Ghana e finora presidente del Pontifico Consiglio della Giustizia e della Pace. Il Motu Proprio e il relativo Statuto, approvato ad experimentum, sono stati approvati dal Santo Padre il 17 agosto scorso, su proposta del Consiglio dei Cardinali. L'organismo è presieduto da un prefetto, coadiuvato da un segretario e almeno un sotto-segretario, che possono anche essere fedeli laici.

Nel nuovo dicastero confluiranno, dal primo gennaio 2017, quattro Pontifici Consigli: Giustizia e Pace, Cor Unum (coordina e organizza le azioni umanitarie e di aiuto della Santa Sede in caso di catastrofi o di crisi nonché l'attività caritativa della Chiesa cattolica), Pastorale migranti e Operatori Sanitari. In quella data, questi dicasteri verranno soppressi. "In tutto il suo essere e il suo agire - scrive il Papa nel Motu Proprio - la Chiesa è chiamata a promuovere lo sviluppo integrale dell'uomo alla luce del Vangelo. Tale sviluppo si attua mediante la cura per i beni incommensurabili della giustizia, della pace e della salvaguardia del creato".

Il nuovo dicastero "sarà particolarmente competente nelle questioni che riguardano le migrazioni, i bisognosi, gli ammalati e gli esclusi, gli emarginati e le vittime dei conflitti armati e delle catastrofi naturali, i carcerati, i disoccupati e le vittime di qualunque forma di schiavitù e di tortura e le altre persone la cui dignità è a rischio". Si occuperà inoltre di diritti umani, specialmente quelli attinenti il lavoro, incluso quello minorile, del commercio di vite umane, della pena di morte e del disarmo.

A questo scopo - si legge nello Statuto - il nuovo dicastero offrirà la sua collaborazione alle Chiese locali, favorirà e coordinerà le iniziative delle istituzioni cattoliche e potrà intrattenere relazioni "con associazioni, istituti e organizzazioni non governative, anche al di fuori della Chiesa cattolica, impegnate nella promozione della giustizia e della pace". Servirà anche ad approfondire la dottrina sociale della Chiesa, adoperandosi "affinché essa sia largamente diffusa e tradotta in pratica e i rapporti sociali, economici e politici siano sempre più permeati dallo spirito del Vangelo".

Vengono, quindi, costituite presso il dicastero la Commissione per la Carità, la Commissione per l'ecologia e la Commissione per gli operatori sanitari, presiedute dal prefetto che è anche competente nei confronti della Caritas Internationalis secondo i suoi statuti. Il nuovo organismo assume anche le competenze della Santa Sede circa l'erezione e la vigilanza di associazioni internazionali di carità e dei fondi istituiti agli stessi fini.