Non era mai successo che un pontefice dirigesse una sezione, anche se fino alla riforma di Paolo VI il Papa poteva guidare direttamente alcuni dicasteri, in particolare la Segretria di Stato con Pio XII e quello dei vescovi e delle cause dei santi, che furono guidati da Giovanni XXIII e da Pio XII fino alla riforma.
Francesco ha nominato prefetto dell'organismo il cardinale Peter Kodwo AppiahTurkson, originario del Ghana e finora presidente del Pontifico Consiglio della Giustizia e della Pace. Il Motu Proprio e il relativo Statuto, approvato ad experimentum, sono stati approvati dal Santo Padre il 17 agosto scorso, su proposta del Consiglio dei Cardinali. L'organismo è presieduto da un prefetto, coadiuvato da un segretario e almeno un sotto-segretario, che possono anche essere fedeli laici.
Nel nuovo dicastero confluiranno, dal primo gennaio 2017, quattro Pontifici Consigli: Giustizia e Pace, Cor Unum (coordina e organizza le azioni umanitarie e di aiuto della Santa Sede in caso di catastrofi o di crisi nonché l'attività caritativa della Chiesa cattolica), Pastorale migranti e Operatori Sanitari. In quella data, questi dicasteri verranno soppressi.
Papa Francesco nel viaggio da Lesbo mostra i disegni dei bambini migranti
"I bambini mi hanno regalato tanti disegni", ha raccontato papa Francesco nel volo di rientro da Lesbo dopo l'incontro con i migranti nel campo profughi. Il pontefice ha fatto raccogliere i fogli che i bimbi gli hanno allungato e li mostrati in volo ai giornalisti aggiungendo che i piccoli in quelle immagini fanno capire che "vogliono la pace, perché soffrono". "Guardate questo", ha aggiunto mostrando un disegno di un bimbo che annega in mare. "Davvero, oggi c'era da piangere", ha detto poi sollevando un altro disegno di un barcone pieno di profughi sotto un sole che piange. "Questi bambini hanno in memoria questo e ci vorrà tempo per lavorarci su. Anche a noi, come per quel sole, farà bene versare una lacrima"
Il nuovo dicastero "sarà particolarmente competente nelle questioni che riguardano le migrazioni, i bisognosi, gli ammalati e gli esclusi, gli emarginati e le vittime dei conflitti armati e delle catastrofi naturali, i carcerati, i disoccupati e le vittime di qualunque forma di schiavitù e di tortura e le altre persone la cui dignità è a rischio". Si occuperà inoltre di diritti umani, specialmente quelli attinenti il lavoro, incluso quello minorile, del commercio di vite umane, della pena di morte e del disarmo.
A questo scopo - si legge nello Statuto - il nuovo dicastero offrirà la sua collaborazione alle Chiese locali, favorirà e coordinerà le iniziative delle istituzioni cattoliche e potrà intrattenere relazioni "con associazioni, istituti e organizzazioni non governative, anche al di fuori della Chiesa cattolica, impegnate nella promozione della giustizia e della pace". Servirà anche ad approfondire la dottrina sociale della Chiesa, adoperandosi "affinché essa sia largamente diffusa e tradotta in pratica e i rapporti sociali, economici e politici siano sempre più permeati dallo spirito del Vangelo".
Vengono, quindi, costituite presso il dicastero la Commissione per la Carità, la Commissione per l'ecologia e la Commissione per gli operatori sanitari, presiedute dal prefetto che è anche competente nei confronti della Caritas Internationalis secondo i suoi statuti. Il nuovo organismo assume anche le competenze della Santa Sede circa l'erezione e la vigilanza di associazioni internazionali di carità e dei fondi istituiti agli stessi fini.