CITTÀ DEL VATICANO - Ennesimo colpo di scena ai vertici dell'Ordine di Malta. ll Gran Maestro Matthew Festing ha rassegnato le dimissioni. "Ieri pomeriggio ha incontrato il Papa che gli ha chiesto di rinunciare all'incarico e ha accettato", ha spiegato il portavoce.
Festing si dimette dopo che lo scorso dicembre l'Ordine aveva defenestrato, non senza polemiche, il Gran Cacelliere Albrecht Freiherr von Boeselager con l'accusa di non aver bloccato la distribuzione di preservativi in Africa e in Asia da parte di una Ong che collaborava con l'Ordine stesso. Boeselager si era difeso spiegando che non era a conoscenza dell'iniziativa e di averla fermata non appena ne aveva avuto notizia. Ma Festing, col beneplacito del cardinale Raymond Leo Burke, patrono dell'Ordine di Malta, avevano voluto il suo allontanamento.
Per fare luce sul defenestramento di von Boeselager il Vaticano aveva istituito una commissione d'inchiesta. L'Ordine aveva reagito duramente a questa decisione, spiegando in un comunicato che la Santa Sede non aveva alcuna autorità per indagare: "Il Gran Magistero del Sovrano Ordine di Malta - spiegava il comunicato -, in relazione all'attività che sta svolgendo il Gruppo nominato dalla Segreteria di Stato vaticana, ritiene opportuno ribadire che la sostituzione del Gran Cancelliere è stato atto interno del governo dell'Ordine. Pertanto, attesa l'irrilevanza giuridica del Gruppo e dei suoi atti nell'ambito dell'ordinamento giuridico melitense, l'Ordine ha ritenuto di non dover collaborare, anche al fine di tutelare la propria sfera di sovranità rispetto a iniziative che si atteggiano quali forme volte obiettivamente (e quindi al di là delle intenzioni, che sono giuridicamente irrilevanti) a porre in discussione o comunque a limitare detta sfera".
La risposta della Santa Sede non si era fatta attendere. E all'Ordine di Malta aveva successivamente intimato con una nota ufficiale di "portare obbedienza al Papa". Quello che la Santa Sede contesta all'Ordine, infatti, è la modalità con cui i vertici dell'Ordine hanno gestito il proprio potere all'interno. Come una successiva nota della segreteria di Stato vaticana raccontava, non è mai stato messo in discussione il prezioso operato dell'Ordine soprattutto a livello sociale prestato in diverse aree del mondo, semmai la modalità con la quale certe situazioni sono state portate avanti negli ultimi mesi.
Festing si dimette dopo che lo scorso dicembre l'Ordine aveva defenestrato, non senza polemiche, il Gran Cacelliere Albrecht Freiherr von Boeselager con l'accusa di non aver bloccato la distribuzione di preservativi in Africa e in Asia da parte di una Ong che collaborava con l'Ordine stesso. Boeselager si era difeso spiegando che non era a conoscenza dell'iniziativa e di averla fermata non appena ne aveva avuto notizia. Ma Festing, col beneplacito del cardinale Raymond Leo Burke, patrono dell'Ordine di Malta, avevano voluto il suo allontanamento.
Per fare luce sul defenestramento di von Boeselager il Vaticano aveva istituito una commissione d'inchiesta. L'Ordine aveva reagito duramente a questa decisione, spiegando in un comunicato che la Santa Sede non aveva alcuna autorità per indagare: "Il Gran Magistero del Sovrano Ordine di Malta - spiegava il comunicato -, in relazione all'attività che sta svolgendo il Gruppo nominato dalla Segreteria di Stato vaticana, ritiene opportuno ribadire che la sostituzione del Gran Cancelliere è stato atto interno del governo dell'Ordine. Pertanto, attesa l'irrilevanza giuridica del Gruppo e dei suoi atti nell'ambito dell'ordinamento giuridico melitense, l'Ordine ha ritenuto di non dover collaborare, anche al fine di tutelare la propria sfera di sovranità rispetto a iniziative che si atteggiano quali forme volte obiettivamente (e quindi al di là delle intenzioni, che sono giuridicamente irrilevanti) a porre in discussione o comunque a limitare detta sfera".
La risposta della Santa Sede non si era fatta attendere. E all'Ordine di Malta aveva successivamente intimato con una nota ufficiale di "portare obbedienza al Papa". Quello che la Santa Sede contesta all'Ordine, infatti, è la modalità con cui i vertici dell'Ordine hanno gestito il proprio potere all'interno. Come una successiva nota della segreteria di Stato vaticana raccontava, non è mai stato messo in discussione il prezioso operato dell'Ordine soprattutto a livello sociale prestato in diverse aree del mondo, semmai la modalità con la quale certe situazioni sono state portate avanti negli ultimi mesi.