Papa in Colombia: "Riconciliazione non sia vendetta". Due beati contro odio e violenza
dal nostro inviato PAOLO RODARI
Papa Francesco durante la messa di beatificazione a Villavicencio, Colombia. Nel quadro Jesus Jaramillo (afp)
Francesco a Villavicencio di fronte a un milione di persone ha beatificato mons. Jesus Emilio Jaramillo Monsalve, vescovo di Arauca, e padre Pedro Maria Ramirez Ramos, parroco di Armero: il primo sequestrato e ucciso nel 1989, il secondo massacrato dai rivoltosi nel 1948
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ROMA - È il giorno più suggestivo del viaggio papale in Colombia. Francesco a Villavicencio partecipa in serata al Grande incontro per la riconciliazione nazionale. Con lui diversi rappresentanti di vittime di violenza, militari e agenti di polizia, ex guerriglieri. Sono in particolare le vittime a chiedere che il processo di pace in Colombia si apra con un'operazione "verità", che Farc e paramilitari insieme svelino che fine hanno fatto i tanti dispersi in 54 anni di violenze e sangue.
E sono state le vittime a essere in cima ai pensieri di Francesco questa mattina mentre celebrava la Messa per la beatificazione di due prelati colombiani vittime proprio della violenza davanti ad almeno un milione di persone: monsignor Jesus Emilio Jaramillo Monsalve (1916-1989), vescovo di Arauca, e il sacerdote Pedro Maria Ramirez Ramos (1899-1948), martire di Armero. "Espressione di un popolo che vuole uscire dal pantano della violenza e del rancore", ha detto di loro il Papa. Il ritratto di Pedro Ramirez (ap)
Quando era vescovo di Arauca, monsignor Jaramillo prese pubblicamente posizione contro la guerriglia portata avanti dall'Esercito di Liberazione Nazionale, d'impronta comunista: per questo motivo, il 2 ottobre 1989, fu sequestrato insieme a un seminarista, alla propria segretaria e a tre sacerdoti. Uno di questi ultimi, a cui i guerriglieri dissero di tornare il martedì seguente sul luogo dove era stato separato dal vescovo, lo ritrovò ucciso a colpi di arma da fuoco e senza i segni della sua dignità vescovile, ossia l'anello e la croce pettorale. L'inchiesta diocesana si è conclusa ad Arauca il 29 giugno 2006. Il 7 luglio 2017 Francesco ha approvato il decreto che sancisce la sua uccisione in odio alla fede cattolica, autorizzando quindi la sua beatificazione.
Colombia, oltre 6mila vittime di violenza incontrano il Papa: "Riconciliazione non sia vendetta"
Il terzo giorno di papa Francesco in Colombia si è aperto con una Messa per la beatificazione di due prelati vittime della violenza: il vescovo di Arauca Jesus Emilio Jaramillo Monsalve e il sacerdote Pedro Maria Ramirez Ramos. Migliaia di persone hanno assistito alla cerimonia cui è seguito l'incontro per la Riconciliazione nazionale. Davanti al pontefice hanno sfilato circa 6mila persone vittime della violenza che ha sconvolto il Paese negli ultimi decenni. Tra loro anche molti ex guerriglieri, ex paramilitari e poliziotti. "Cari colombiani, non abbiate timore di chiedere e di offrire il perdono. Non fate resistenza alla riconciliazione che vi fa avvicinare, ritrovare come fratelli e superare le inimicizie", ha affermato il Papa. Ecco alcuni dei momenti più importanti di questa giornata
Padre Ramirez nel 1948 era parroco di Armero-Tolima quando giunse la notizia dell'uccisione di Pedro Eliecer Gaitan, candidato presidente del partito liberale. Un'ondata di violenza esplose in tutta la Colombia e lo stesso padre Pedro ne fece le spese: circolava infatti la voce che fosse dalla parte dei conservatori. Si rifugiò allora nella chiesa delle suore Mercedarie Eucaristiche e volontariamente decise di non scappare nottetempo. Dopo che alcuni rivoltosi ebbero profanato la chiesa e il convento delle suore, la folla iniziò a gridare di consegnare il sacerdote: le suore scapparono e lui, rimasto solo, fu trascinato fuori, linciato e massacrato a colpi di machete. Poco prima aveva scritto il suo testamento spirituale, dove dichiarava di voler versare il suo sangue per il popolo di Armero. Il 7 luglio 2017 papa Francesco ha approvato il decreto che sancisce la sua uccisione in odio alla fede cattolica, autorizzando quindi la sua beatificazione.
"Riconciliarsi è aprire una porta a tutte e ciascuna delle persone che hanno vissuto la drammatica realtà del conflitto", ha ricordato Francesco. E ancora: "Quando le vittime vincono la comprensibile tentazione della vendetta, diventano i protagonisti più credibili dei processi di costruzione della pace. Bisogna che alcuni abbiano il coraggio di fare il primo passo in questa direzione, senza aspettare che lo facciano gli altri". Secondo Francesco, "basta una persona buona perché ci sia speranza! E ognuno di noi può essere questa persona!". "Ciò non significa - ha spiegato il Papa - disconoscere o dissimulare le differenze e i conflitti. Non è legittimare le ingiustizie personali o strutturali. Il ricorso alla riconciliazione non può servire per adattarsi a situazioni di ingiustizia".