“Le disuguaglianze crescono e l’economia penalizza i più deboli”: così papa Francesco in un passaggio dell’omelia che ha pronunciato a San Pietro in occasione dell’odierna Giornata mondiale dei poveri. Jorge Mario Bergoglio, che come ogni anno ha pranzato con 1300 poveri, ha rivolto una preghiera "alla Chiesa, ai Governi degli Stati e alle Organizzazioni internazionali, a ciascuno e a tutti: per favore, non dimentichiamoci dei poveri”.
“Non voltarsi dall’altra parte”
“Se il nostro sguardo si ferma soltanto alla cronaca dei fatti, dentro di noi l’angoscia ha il sopravvento”, ha detto il Papa. “Anche oggi, infatti, vediamo il sole oscurarsi e la luna spegnersi, vediamo la fame e la carestia che opprimono tanti fratelli e sorelle che non hanno da mangiare, vediamo gli orrori della guerra e le morti innocenti; e, davanti a questo scenario, corriamo il rischio di sprofondare nello scoraggiamento e di non accorgerci della presenza di Dio dentro il dramma della storia. Così, ci condanniamo a…
“Le disuguaglianze crescono e l’economia penalizza i più deboli”: così papa Francesco in un passaggio dell’omelia che ha pronunciato a San Pietro in occasione dell’odierna Giornata mondiale dei poveri. Jorge Mario Bergoglio, che come ogni anno ha pranzato con 1300 poveri, ha rivolto una preghiera "alla Chiesa, ai Governi degli Stati e alle Organizzazioni internazionali, a ciascuno e a tutti: per favore, non dimentichiamoci dei poveri”.
“Non voltarsi dall’altra parte”
“Se il nostro sguardo si ferma soltanto alla cronaca dei fatti, dentro di noi l’angoscia ha il sopravvento”, ha detto il Papa. “Anche oggi, infatti, vediamo il sole oscurarsi e la luna spegnersi, vediamo la fame e la carestia che opprimono tanti fratelli e sorelle che non hanno da mangiare, vediamo gli orrori della guerra e le morti innocenti; e, davanti a questo scenario, corriamo il rischio di sprofondare nello scoraggiamento e di non accorgerci della presenza di Dio dentro il dramma della storia. Così, ci condanniamo all’impotenza; vediamo crescere attorno a noi l’ingiustizia che provoca il dolore dei poveri, ma ci accodiamo alla corrente rassegnata di coloro che, per comodità o per pigrizia, pensano che il mondo va così e io non posso farci niente. Allora anche la stessa fede cristiana si riduce a una devozione innocua, che non disturba le potenze di questo mondo e non genera un impegno concreto nella carità. E mentre una parte del mondo è condannata a vivere nei bassifondi della storia, mentre le disuguaglianze crescono e l’economia penalizza i più deboli, mentre la società si consacra all’idolatria del denaro e del consumo, succede che i poveri e gli esclusi non possono fare altro che continuare ad aspettare. Ma ecco che Gesù, in mezzo a quel quadro apocalittico, accende la speranza”. Una speranza che “ha bisogno di noi e del nostro impegno, di una fede operosa nella carità, di cristiani che non si girano dall’altra parte”, ha detto il Papa, che ha ricordato la foto, che cita spesso, di una signora impellicciata che esce da un ristorante di Roma ignorando il mendicante che le chiede l’elemosina sulla soglia: “Io guardo dall’altra parte quando vedo la povertà, la necessità, il dolore degli altri?”.
“Il poco che tutti possiamo fare”
In questo senso, ha proseguito il Papa, “non dobbiamo guardare solo ai grandi problemi della povertà mondiale, ma al poco che tutti possiamo fare ogni giorno: con i nostri stili di vita, con l’attenzione e la cura per l’ambiente in cui viviamo, con la ricerca tenace della giustizia, con la condivisione dei nostri beni con chi è più povero, con l’impegno sociale e politico per migliorare la realtà che ci circonda. Potrà sembrarci poca cosa, ma il nostro poco sarà come le prime foglie che spuntano sull’albero di fico: un anticipo dell’estate ormai vicina”, ha detto il Papa, che ha concluso l’omelia con una preghiera rivolta a tutti: “Lo dico alla Chiesa, lo dico ai Governi degli Stati e alle Organizzazioni internazionali, lo dico a ciascuno e a tutti: per favore, non dimentichiamoci dei poveri”.
Il pranzo con 1300 poveri
La Giornata mondiale dei poveri, proposta per la prima volta nel 2017, è stata voluta fortemente da papa Francesco per sollecitare la Chiesa a "uscire" dalle proprie mura per incontrare la povertà nelle molteplici accezioni in cui essa si manifesta nel mondo di oggi. Il Papa presiede la messa con quasi 200 tra cardinali, vescovi e sacerdoti. All’altare, concelebra monsignor Rino Fisichella. Nella navata della basilica poveri, rifugiati, senzatetto accompagnati dalle varie associazioni di volontariato. Prima della celebrazione, simbolicamente il Pontefice ha benedetto 13 chiavi, che rappresentano i 13 Paesi in cui la Famvin Homeless Alliance (Fha), della Famiglia Vincenziana, con il Progetto "13 case" per il Giubileo, costruirà nuove abitazioni per persone disagiate. Tra questi Paesi c'è anche la Siria, le cui 13 case saranno finanziate direttamente dalla Santa Sede come gesto di carità per l'Anno Santo. Questo atto di solidarietà è stato reso possibile grazie alla donazione di UnipolSai. A seguire, nell'aula Paolo VI il Papa ha pranzato insieme a 1.300 poveri. Il pranzo, organizzato dal Dicastero per il Servizio della Carità, è offerto quest'anno dalla Croce Rossa Italiana e allietato dalla sua Fanfara Nazionale. Al termine a ciascuno sarà distribuito uno zaino offerto dai Padri Vincenziani (Congregazione della Missione), contenente viveri e prodotti per l'igiene personale. In occasione della Giornata Mondiale dei Poveri, il Dicastero per l'Evangelizzazione provvede alle esigenze dei più bisognosi con diverse iniziative benefiche, tra cui, ad esempio, sempre con la collaborazione di UnopolSai, il pagamento delle bollette per le famiglie meno abbienti attraverso i contatti con le parrocchie.