Il Venerdì

Ritorno al cinema in sala con "Tenet". E non c'è Nolan da capire

Il regista inglese ha mantenuto le sue promesse: spiegare il meno possibile Dalla nostra newsletter gratuita: abbonatevi qui
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Mi dispiace tanto, ma non ho capito quasi niente. Stimo davvero Christopher Nolan, apprezzo i suoi film, gli avevo fatto l’unica (e brevissima) intervista esclusiva per l’Italia, e mi aspettavo di essere incantata, rapita, stupefatta da Tenet, il suo attesissimo e costosissimo film incaricato di risollevare le sorti del cinema, quello vero, davanti al grande schermo, dopo il Covid-19. Invece, in una sala quasi vuota (però era lo spettacolo delle sei di un mercoledì), mi sono ritrovata a gracchiare: ma questo chi è? Ma questo è un tempo normale o invertito? Ma che brutta parola invertito!

Ho letto che lo spettacolarissimo Tenet chiede molto allo spettatore, ho letto anche teorie assai balzane secondo cui la distribuzione punterebbe su almeno due visioni del film, necessarie per una piena comprensione, ma sono stata così cretina da non leggermi il dossier Tenet con tanto di spiegazione del finale che mi era arrivato dal sito cinematographe.it (anche quello è un po' lunare, però aiuta). E invece, seguendo le volontà di Nolan, che spiega poco o niente per preservare la sorpresa, sono sprofondata prima nell’ignoranza e poi nella poltrona per farmi sorprendere. Ma stavolta, se mi fossi documentata un po’, avrei anche potuto capirla, la sorpresa.

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