Il Venerdì

Sognare con il meteo delle città lontane

Il colonnello Edmondo Bernacca, conduttore del meteo in tv negli anni Settanta 
VIAGGI DA FERMO La pubblica utilità di un "inutile" programma radio Dalla nostra newsletter: iscrivetevi qui
1 minuti di lettura

Succede per caso. Sei lì che lavori o guidi o fai sport con la radio accesa, ascoltando come sempre con un orecchio solo, quando all’improvviso la speaker del meteo smette di parlare di perturbazioni e zone di bassa pressione e si mette a raccontare. E racconta che a Lisbona c’è il sole ma un po’ di vento, che a Oslo si prevedono nuvole ma non dovrebbe piovere, che ad Atene fa un caldo pazzesco mentre a Varsavia l’inverno non è ancora finito, o non è ancora cominciato. Ecco un esempio registrato qualche giorno fa.


È il Meteoradio internazionale che segue il Gr3 Rai delle 16.45 (o almeno io l'ho ascoltato a quell'ora: forse va in onda anche su altre reti e in altri orari, ma nei siti e sull'app Rai saggiamente non se ne parla, per non rovinare la sorpresa). Pur essendo curato dal servizio Rai Pubblica Utilità, la sua utilità pratica è praticamente nulla: dovessi davvero partire, avresti altre mille risorse online, più rapide e accurate, per sapere se portarti il costume da bagno o la maglia di lana. Tanto più che invece di recitare lunghe liste di temperature minime e massime, come ai tempi del colonnello Bernacca, il programma dà solo brevi informazioni su una manciata di località europee, ruotandole di giorno in giorno secondo criteri misteriosi.

Ma allora a che serve quella voce che, mentre stai pensando a tutt'altro, ti dice che tempo farà in una città straniera dove, a meno di coincidenze straordinarie, non stai per andare? Beh, vediamo. Serve a ripensare a quel vecchio amico che non senti da quando si è trasferito a Berlino, e che era tanto preoccupato di soffrire il freddo. A farti immaginare come sarebbe la tua vita se invece di accompagnare tuo figlio a calcetto a Roma lo stessi portando a hockey a Helsinki o a cricket a Londra. A farti venir voglia di salire sul primo aereo, anzi no, sul primo treno, sulla prima nave mercantile, per andare a vedere se davvero ad Amsterdam ci saranno schiarite nella tarda mattinata o se nel golfo di Ajaccio il moto ondoso si attenuerà nel pomeriggio. Un viaggio da fermo analogico, un sogno a occhi aperti di un minuto gentilmente offerto ogni pomeriggio dall’Aeronautica militare. Se non è pubblica utilità questa.

P.s.: ai "Signori del tempo" e alle loro app sempre più accurate abbiamo dedicato la copertina qualche mese fa. Ecco l'inchiesta di Riccardo Staglianò sul centro di previsioni meteo più avanzato del mondo

Leggi gli altri Viaggi da fermo