Il Venerdì

Una donna al Quirinale

Michele Serra (illustrazione di Gipi) 
PER POSTA Circolano molti nomi per l'elezione del 2022. Tutti di uomini. Non è ora di cambiare?  
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«Caro Michele, cadono le braccia quando leggo di un’ipotesi Mattarella bis o di altri papabili per l’elezione al Quirinale del 2022. Gentiloni, Casini, Veltroni, Prodi, Draghi. Persone che hanno già avuto e fatto tutto. E tutti uomini. Vorrei che il prossimo presidente della Repubblica fosse una donna. Porterebbe uno sguardo inedito e un approccio diverso alla salvaguardia della Costituzione e dei suoi principi. Sarebbe importante anche per avere una sentinella sensibile sul tema del femminicidio e sulle discriminazioni sul lavoro. Ti propongo un nome: Marta Cartabia. L’ex presidente della Consulta ha mostrato equilibrio e saggezza anche promuovendo iniziative importanti come la visita dei membri della Corte nelle carceri. Ha competenza e preparazione. È giovane e finirebbe il suo settennato (nel 2029) a nemmeno settant’anni, che è l’età in cui salirebbero al Colle i più giovani tra i suindicati signori. Il capello bianco non è obbligatorio. Mi sembra dotata anche di una buona comunicativa e ha modi eleganti. È lombarda, moderata e cattolica, dopo tre presidenti di Centro Sud e orientati a sinistra. Ha contratto il coronavirus vivendolo con molta sobrietà e zero esposizione mediatica. Potrebbe essere la ciliegina sulla torta di una legislatura che per tante ragioni entrerà nelle Storia».
Gianluca 

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Caro Gianluca, quasi trent’anni fa lanciammo su Cuore la campagna Tina Anselmi for president. Pareva – appunto – un azzardo da giornale satirico, tanto remota appariva, per il senso comune, l’ipotesi di una donna al Quirinale. I tempi, per fortuna, sono cambiati. Non che le donne in politica abbondino (ce ne sono comunque di più nel centrodestra…), ma è decisamente cambiata la “messa a fuoco” di una questione che un tempo era assai meno visibile, e adesso è sotto gli occhi di tutti, tranne di chi proprio non vuol vedere. Bene, dunque, l’idea di lanciare la candidatura di Cartabia, anche se ti confesso che un Mattarella bis non mi dispiacerebbe affatto, alla luce di un mandato che mi è sembrato di grande equilibrio, nonché ferreo nella difesa dei princìpi costituzionali e della sensibilità democratica. In più, dal suo impeccabile aplomb di gentiluomo meridionale, trapela un tratto di profonda umanità che non tutti i presidenti hanno avuto in dote.

E dunque, visto che in questa sede si chiacchiera liberamente, ti dirò che nella mia piccola classifica presidenziale Mattarella viene subito dopo Pertini, anzi forse è un ex aequo. Quanto all’istituzione in sé, dev’essere evidentemente ben robusta e prestigiosa se sopravvisse a Cossiga, che fu tra gli indiscussi ispiratori di intere annate di Tango e di Cuore. La saga quirinalizia Cossiga Francesco (un uomo solo, sperduto tra tendaggi enormi e oscuri, ostaggio del potere) mi permette di ricordare con grande affetto il suo autore, Roberto Perini, che se n’è andato l’anno scorso ed era un grandissimo disegnatore, non solo di satira.

Sul Venerdì del 23 ottobre 2020