Il Venerdì

In Spagna, la "guerra civile dello stradario"

La statua di Francisco Largo Caballero a Madrid. Da Google Maps 
VIAGGI DA FERMO L'estrema destra usa una legge di sinistra per cancellare i nomi di due antifranchisti Dalla nostra newsletter: iscriviti qui
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Il Venerdì  del 30 ottobre dedicava la copertina ai nomi delle strade, alla visione della storia di un Paese che comunicano, alle battaglie politiche che suscitano. La questione è particolarmente sentita in Spagna, dove nel 2007 il governo socialista di José Maria Zapatero ha approvato una Ley de Memoria Histórica che consente di eliminare i segni «di esaltazione personale o collettiva della sollevazione militare, della guerra civile e della repressione della dittatura». Doveva servire a dare giustizia alle vittime del franchismo ma ora, racconta Laura Cardia nel numero in edicola oggi, il partito di estrema destra Vox sta usando quella stessa legge contro la memoria di due oppositori della dittatura: Francisco Largo Caballero (detto "il Lenin spagnolo") e Indalecio Prieto, rispettivamente presidente e membro del governo della Repubblica spagnola alla vigilia della guerra civile degli anni Trenta.
Accusando i due leader socialisti di complicità nelle atrocità commesse dalle milizie illegali repubblicane durante la guerra, Vox – che governa il Comune di Madrid assieme alle destre "moderate" del Partido Popular e di Ciudadanos – ha fatto approvare una mozione per cambiare i nomi delle strade a loro dedicate; e punta anche a buttare giù la statua di Largo Caballero, limitandosi per ora a vandalizzarla regolarmente. Obiettivo finale: abolire del tutto la legge zapaterista e tornare a riaffermare l'orgoglio di quella parte di Spagna che Franco e il franchismo non li ha mai rinnegati. E il giornale online El Español parla, un po' scherzando un po' no, di una guerra civil del callejero.

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