La scorsa settimana l'irruzione su tutte le mappe del mondo reale e immaginario del meme di Bernie Sanders (a proposito: vendendo merchandising con la sua immagine inguantata il senatore ha raccolto in pochi giorni 1,8 milioni di dollari da dare in beneficenza) mi ha fatto perdere di vista una storia che sarebbe stata bene con il tema della copertina di quel numero, gli scacchi. La racconto adesso, perché è una storia abbastanza incredibile e perché un po' c'entra anche con il giornale che è in edicola oggi.
La Calmucchia è una povera, isolata repubblica autonoma russa (autonoma per modo di dire: il presidente lo nomina il Cremlino) nella steppa sulle rive del mar Caspio. Ha due particolarità: è l'unico Paese europeo a maggioranza buddhista ed è l'unico Paese al mondo in cui gli scacchi sono obbligatori a scuola, fin dalle elementari. Merito di Kirsan Ilyumzhinov, miliardario, presidente della Calmucchia dal 1993 al 2010 e fanatico del nobile gioco. Anche nel panorama abbastanza variopinto dei leader post-sovietici, questo Ilyumzhinov spicca per le sue bizzarrie. Per esempio giura di essere stato rapito da (amichevoli) alieni che l'hanno portato a fare un giro sul loro Ufo. E pensa che, nella sua perfezione spirituale, il gioco degli scacchi debba necessariamente essere di origine extraterrestre se non proprio divina, e che lui ha il compito di diffonderlo in tutto il mondo e soprattutto nel suo Paese.
Forte di queste convinzioni, Ilyumzhinov è riuscito a "comprarsi gli scacchi", come scriveva in un magnifico ritratto Ed Vulliamy sull'Observer, il settimanale del Guardian. È stato per 23 anni presidente della Fide, la Federazione scacchistica internazionale, fino al 2018, quando una serie di scandali l'ha costretto alle dimissioni. Ha ottenuto per Elista, la capitale calmucca, le Olimpiadi degli scacchi del 1998. E per l'occasione ha fatto costruire un intero quartiere, Siti-Chess (nel senso di città degli scacchi), con un museo e un palazzetto di cinque piani per gli incontri. Tutto a spese proprie, garantiva lui. Saccheggiando le già magrissime risorse pubbliche, replicava l'opposizione, tra cui una giornalista, Larisa Yudina, che fu uccisa pochi mesi prima dell'inaugurazione. All'epoca Putin era ancora l'oscuro capo dei servizi segreti russi, ma evidentemente stava prendendo appunti (o passava i suoi).
Per l'omicidio sono stati condannati due uomini vicini al presidente ma, come si dice in questi casi, i mandanti non sono mai stati trovati. Ilyumzhinov ha continuato la sua brillante carriera in patria e all'estero, documentata ancor oggi giorno per giorno dal sito che si chiama Kirsan.today. Quanto a Siti-Chess, i rari visitatori la danno più o meno in rovina.
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