Google Maps e le guide di viaggio del Giappone lo chiamano il Miracle Pine Tree e lo propongono come "attrazione turistica". Si trova a Rikuzentakata, nel nord dell'isola giapponese di Honshu, e faceva parte di una foresta costiera di 70 mila alberi che era l'orgoglio della cittadina. Poi venne lo tsunami dell'11 marzo 2011, che spazzò via cittadina e pineta: tranne questo albero, che rimase, appunto miracolosamente, in piedi. Nei mesi successivi morì ma le sue spoglie sono state restaurate e ripiantate in un parco che ricorda le vittime della più grande tragedia che abbia colpito il Giappone negli ultimi anni.
Tragedia che noi (un po' sbagliando, perché la stragrande maggioranza delle vittime la fece proprio il maremoto) ricordiamo soprattutto per l'incidente alla centrale nucleare di Fukushima , che si trova 240 chilometri più a sud. Cristian Martini Grimaldi è tornato in quei luoghi a dieci anni di distanza e lo racconta sul Venerdì di oggi: il lungo e difficile smantellamento della centrale, la radioattività ancora alta, la diffidenza della popolazione che ancora non se la sente di tornare. Il suo reportage è anche online per gli abbonati.
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