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Gentile Serra, ha sentito che Letta ha lanciato l’idea di un minierasmus in Europa per i teenager? Addio servizio civile! Addio ai nostri giovani che avrebbero saputo dove stava Cosenza o Cuneo, che avrebbero visto gli ulivi malati in Puglia e i pini tagliati a Roma, che avrebbero festeggiato la Madonna a Mondragone e mangiato i canederli a Bolzano, dal Nord al Sud e viceversa! Quanta esperienza, quanto lavoro! Non so lei, ma io avrei dato in mano l’organizzazione a generali e insegnanti in pensione volontari, un ufficio in Regione, un computer e una brava impiegata. Stanziamento per le paghette? 1.000.000 di euro? Invece, pensi un po’, i nostri giovani teenager saranno attesi festosamente nelle capitali europee. Stanziamento per l’organizzazione? 00000000000, e quale numero metteranno davanti? Non so lei, ma io attendo con ansia i giovani africani, sperando che si rimbocchino le maniche.
Fausta Molinari
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Gentile Fausta, suvvia, non sia così drastica. Perché dobbiamo mettere in contrapposizione l’Erasmus per i teenager e l’idea di un servizio civile (di leva, e obbligatorio) a me tanto cara, come sanno gli affezionati di questa rubrica? Speriamo che Enrico Letta ci legga e si faccia un nodo al fazzoletto. Magari facendo due chiacchiere con Roberta Pinotti, che nel Pd, a quanto io ne sappia, è la persona che ha creduto con più convinzione nel servizio civile esteso a tutti gli italiani giovani (e con ausiliari di qualunque età, volendo: ho passato i sessanta ma con un badile in mano posso ancora fare una discreta figura…). Anche sui costi, non facciamo confusione. Un vero servizio civile di leva costerebbe sicuramente ben più dell’Erasmus, altro che “paghette”. Ma sono sicuro che avrebbe, in termini di beneficio per il territorio, di coesione sociale, di educazione civile, ricadute molto positive, e strutturali: nel senso che cambierebbe davvero nel profondo la vita sociale degli italiani, e il concetto stesso di comunità. È importante conoscere Cuneo e Cosenza, i canederli e gli ulivi, e anche a questo serviva, con tutti i suoi limiti, il servizio militare di leva. Ma è importante, oggi ben più di ieri, anche conoscere Amsterdam, Parigi, Siviglia… Riuscire a essere local e global al tempo stesso è la grande scommessa culturale e politica che ci sta di fronte, anche per disarmare l’ottuso provincialismo della nuova destra nazionalista. Infine: non credo proprio che i ragazzi italiani non abbiamo voglia di rimboccarsi le maniche. Credo che abbiano poche occasioni per farlo con costrutto, e per scopi intelligenti e a loro ben chiari. Piccola nota a margine: se lei fosse un maschio, avere suggerito “un generale in pensione e un’impiegata” come nucleo organizzativo del servizio civile le avrebbe attirato inevitabili accuse di sessismo. Suggerisco dunque: una preside in pensione e un impiegato.
Sul Venerdì del 9 aprile 2021