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Eutanasia, il referendum spiegato da Filomena Gallo

Irene con il marito Andrea.Romana, malata di tumore,
è morta prima di arrivare
in Svizzera, nel 2017    
Dopo le sentenze di assoluzione sul caso Dj Fabo, inizia la raccolta delle firme per il referendum. Come finirà? Intervista a un'avvocata molto militante   
3 minuti di lettura

ROMA. "Fine pena mai" si dice degli ergastolani, ma questa strana espressione viene in mente anche al cospetto di certi malati senza più speranze, come fu per oltre vent'anni Eluana Englaro, diventata il simbolo del diritto alla libera scelta di porre fine a una vita che non è più vita. Dal 2017 il Testamento biologico è una legge dello Stato. Adesso l'associazione Luca Coscioni prova a introdurre l'eutanasia nel nostro ordinamento con l'antica via del referendum cara alla tradizione radicale. Cinquecentomila firme da trovare fra il 30 giugno e il 30 settembre 2021 perché si cancelli dal codice penale il reato di assistenza al suicidio, dando seguito alle sentenze della Consulta e del tribunale sul caso Marco Cappato, l'attivista che aveva accompagnato Dj Fabo a morire in Svizzera.

ROMA. "Fine pena mai" si dice degli ergastolani, ma questa strana espressione viene in mente anche al cospetto di certi malati senza più speranze, come fu per oltre vent'anni Eluana Englaro, diventata il simbolo del diritto alla libera scelta di porre fine a una vita che non è più vita. Dal 2017 il Testamento biologico è una legge dello Stato. Adesso l'associazione Luca Coscioni prova a introdurre l'eutanasia nel nostro ordinamento con l'antica via del referendum cara alla tradizione radicale. Cinquecentomila firme da trovare fra il 30 giugno e il 30 settembre 2021 perché si cancelli dal codice penale il reato di assistenza al suicidio, dando seguito alle sentenze della Consulta e del tribunale sul caso Marco Cappato, l'attivista che aveva accompagnato Dj Fabo a morire in Svizzera.

Tante battaglie giudiziarie, un'udienza via l'altra, condotte grazie a uno staff di giuristi. E alla passione di Filomena Gallo, avvocata cassazionista, che intervistiamo nella sede romana dell'associazione sotto la foto in cui Marco Pannella con la sua zazzera bianca abbraccia per sempre Luca Coscioni.

La parola eutanasia è forte, fa pensare a un gesto che non contempla il consenso del paziente.
"Al contrario. Il referendum legalizzerà l'eutanasia nel momento in cui il malato avrà espresso la sua scelta con chiarezza".

In Vaticano non saranno contenti. I partiti tacciono. In più la materia è complicata, e delicata.
"Ma si può spiegare. Intanto oggi possiamo già rifiutare il trattamento sanitario, grazie al testamento biologico. Poi, con il caso Cappato-Dj Fabo, la Corte costituzionale lo ha detto chiaramente: un malato capace di autodeterminarsi, con una patologia irreversibile (sottolineo irreversibile) che produce sofferenze, se sopravvive solo grazie a trattamenti di sostegno vitale può fare richiesta di procedere con il suicidio assistito. Quindi già ora prescrivergli il farmaco letale non è più un reato, tanto che l'Ordine dei medici ha cambiato il codice deontologico. Però la Corte sottolinea che serve la norma".

Ma a cosa serve se ormai la Consulta ha dato l'ok?
"Tante persone con patologie irreversibili, ma che non ricevono trattamenti di sostegno vitale, non hanno il diritto di dire basta. Un caso frequente è quello del malato di cancro con prognosi infausta a breve: finché non ha un sostegno vitale, e la chemioterapia certo non lo è, non ha nessun diritto. E guardi che in Belgio il 65 per cento di coloro che scelgono l'eutanasia sono proprio malati oncologici. Poi ci sono i malati che avrebbero tutti i requisiti ma non sono in grado di assumere il farmaco letale: Dj Fabo ha potuto mordere il pulsante che avviava l'iniezione, ma c'è chi è completamente immobilizzato e non riesce a fare neanche questo".

Tanti medici una mano la danno comunque, a chiudere la partita.
"A lei sembra sufficiente? La possibilità di scegliere è una libertà fondamentale: nessuno vuole imporre l'eutanasia, ma se la voglio, devo essere libera. Invece è come se gli italiani non raggiungessero mai la maggiore età. L'atteggiamento della politica è paternalista, va dal 'decido io per te' al 'non puoi scegliere'. Aggiungo che nel 2013 abbiamo depositato alla Camera una proposta di legge di iniziativa popolare: mai discussa neanche un minuto". (vedi il videoappello rivolto al Parlamento da Andrea, marito di Irene).

A Catania è in corso un processo per il suicidio assistito di una signora cui era stata diagnosticata una forte depressione. Come la mettiamo?
"La depressione non è tra i requisti: devono esserci piena capacità di intendere e una prognosi senza speranza".

Tra le tante persone che vi chiedono aiuto, chi le viene in mente così, senza pensarci troppo?
"Una signora in stato vegetativo. Sono venuti da noi i figli, fratello e sorella, dicendo che la mamma non avrebbe mai voluto quella condizione".

L'avete spuntata?
"Avevamo portato in tribunale la sua volontà, e il giudice tutelare aveva emesso l'ordinanza; se ne è andata qualche giorno prima che si interrompessero i trattamenti di sostegno vitale. Oppure Irene, malata oncologica: doveva partire per la Svizzera, un video sul nostro sito racconta la sua storia. E un signore toscano non vedente: gli avevano diagnosticato un tumore fulminante, voleva andare via prima di perdere coscienza, ma c'era il lockdown, gli uffici funzionavano male, non si riusciva a fare neanche il testamento biologico. Morto prima che lo si potesse aiutare. Ora seguo un papà con una figlia quarantenne in stato vegetativo per i postumi di un intervento. La cosa più triste è quando i genitori ti dicono: devo rispettare la volontà di mia figlia. Che coraggio. Poi, ecco, c'è il caso di Mario, marchigiano, 43 anni, tetraplegico per un incidente: immagini il catetere, l'evacuazione manuale, lui legato al letto alcune ore del giorno per via degli spasmi. Nonostante i requisiti ci fossero tutti, la Asl aveva negato il consenso. Abbiamo fatto ricorso e il tribunale ora verificherà il suo stato. Grande vittoria".

E grande sofferenza. Lei come fa?
"Non è facile. Sono stata a casa sua, ho conosciuto la madre, il suo migliore amico. 'È una battaglia che devo vincere' sono le sue parole. Poi però... Guardi questa foto. La bambina che vede è Martina. Nata grazie alle sentenze che hanno cambiato la legge 40 sulla fecondazione assistita e alle battaglie per consentire l'accesso alla diagnosi dell'embrione prima dell'impianto. Questa invece è Viola, nata grazie alla eterologa, che prima era vietata. Conquiste che mi rendono felice".

È vero che riceve minacce di morte?
"Però sono di più i ringraziamenti".

Cosa fa Filomena Gallo per distrarsi?
"Sto vedendo la serie New Amsterdam su Netflix. È ambientata in un ospedale americano che accoglie i malati privi di assicurazione sanitaria. Trama interessante".

Effettivamente. E cosa succederà dopo la raccolta firme?
"Se tutto va bene, nel 2022 si terrà il referendum. Sono fiduciosa".

Sul Venerdì del 25 giugno 2021