La politica nazionale discute di Claudio Durigon, il sottosegretario leghista che vuole cambiare nome ai giardinetti della sua città, Latina, sottraendoli a Falcone e Borsellino e restituendoli ad Arnaldo Mussolini, fratello minore del duce. Intanto i bambini di Filettino (Frosinone), paesino di montagna poco lontano, vanno a giocare su scivoli e altalene passando sotto l'inamovibile insegna "parco Rodolfo Graziani". Rispetto a Mussolini jr, che di mestiere faceva l'insegnante e il giornalista e soprattutto morì già nel 1931, il generale Graziani occupò ruoli ben più rilevanti nell'Italia fascista, e soprattutto fu uno dei peggiori criminali di guerra della nostra storia, macchiandosi di stragi efferate dovunque agì: Libia, Africa orientale, Repubblica di Salò. In più, alla ferocia (uso del gas in battaglia, massacro dei monaci del convento di Debra Libanòs per piegare la classe dirigente etiope devota al Negus) univa comportamenti che lo facevano disprezzare anche dai suoi sodali fascisti: dopo essere stato ferito in un attentato ad Addis Abeba spedì ai vertici del governo e dell'esercito un plico pieno di sue foto dettagliate per dimostrare di non aver subito danni irreversibili. Soprattutto alle parti intime.
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