Il Venerdì

Lasciate che i bambini vengano al boia

Il generale Graziani in una delle foto che spedì ai vertici del fascismo per dimostrare di essere in salute dopo un attentato. Foto dal sito Giap della Wu Ming Foundation 
VIAGGI DA FERMO Il parco giochi dedicato a un criminale fascista Dalla nostra newsletter: iscriviti qui
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La politica nazionale discute di Claudio Durigon, il sottosegretario leghista che vuole cambiare nome ai giardinetti della sua città, Latina, sottraendoli a Falcone e Borsellino e restituendoli ad Arnaldo Mussolini, fratello minore del duce. Intanto i bambini di Filettino (Frosinone), paesino di montagna poco lontano, vanno a giocare su scivoli e altalene passando sotto l'inamovibile insegna "parco Rodolfo Graziani". Rispetto a Mussolini jr, che di mestiere faceva l'insegnante e il giornalista e soprattutto morì già nel 1931, il generale Graziani occupò ruoli ben più rilevanti nell'Italia fascista, e soprattutto fu uno dei peggiori criminali di guerra della nostra storia, macchiandosi di stragi efferate dovunque agì: Libia, Africa orientale, Repubblica di Salò. In più, alla ferocia (uso del gas in battaglia, massacro dei monaci del convento di Debra Libanòs per piegare la classe dirigente etiope devota al Negus) univa comportamenti che lo facevano disprezzare anche dai suoi sodali fascisti: dopo essere stato ferito in un attentato ad Addis Abeba spedì ai vertici del governo e dell'esercito un plico pieno di sue foto dettagliate per dimostrare di non aver subito danni irreversibili. Soprattutto alle parti intime.

Tutto ciò non gli impedì, a guerra finita, di uscire di galera dopo pochi mesi anche se era stato condannato a 19 anni, di non essere mai estradato in Etiopia, e di essere nominato presidente onorario del Movimento sociale italiano. E tuttora non gli impedisce di dare il suo nome al parco pubblico del suo paesino natale, Filettino appunto (l'ultima volta che si è posto il problema, gli amministratori locali hanno detto che il parco si è sempre chiamato così e che era inutile farne una questione politica). Per non parlare del mausoleo che a Graziani ha dedicato un altro paesello laziale, Affile, solo pochi anni fa. Di recente la Cassazione ha annullato la condanna inflitta a sindaco e assessori per apologia del fascismo, perché, pare, "commemorazione non significa esaltazione". Che è un po' quello che sostiene anche il sottosegretario Durigon.

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