C'era una volta l’isola di Arturo, il protagonista del romanzo di Elsa Morante. Negli stretti vicoli delle sue celebri scorribande, su cui affacciano case colorate che celano giardini e limoneti, prende forma una mostra diffusa con più di 50 opere, un itinerario che aiuterà a scoprire, con una chiave inedita, il territorio di Procida, appena 4 chilometri quadrati, nella lunga vigilia dell’anno da Capitale italiana della Cultura 2022. L’evento si chiama Panorama ed è ideato da Italics, il consorzio che riunisce oltre 60 tra le più autorevoli gallerie italiane d’arte antica, moderna e contemporanea.
Si passeggia tra le opere di Daniel Buren e Fortunato Depero, Luigi Ontani e Mimmo Paladino, Giuseppe Penone e Andy Warhol, ospitate nel ventre di chiese e palazzi storici e negli angoli open air di un percorso che dal porto di Marina Grande conduce al borgo di Terra Murata, fino al monumentale complesso di Palazzo d’Avalos, già carcere fino al 1988. Grazie a Tornabuoni Arte, nella suggestiva Cappella Santa Maria Regina della Purità, nel complesso dell’ex Conservatorio delle Orfane a Terra Murata, viene esposta, per la prima volta nel contesto di un'architettura a vocazione sacra, una tela del ciclo La fine Di Dio di Lucio Fontana, in dialogo con la seicentesca Adorazione dei pastori di Matthias Stomer.
In calendario anche conferenze e perfomance: Igor Grubic realizzerà un’opera a parete ispirata a un verso di Dante; percorrendo l’isola su un’Ape Car, Elisabetta Benassi declamerà i titoli di alcune opere di Alighiero Boetti come fossero slogan politici. «Sarà un’anteprima delle atmosfere del prossimo anno» spiega il direttore di Procida 2022, Agostino Riitano, che ha dialogato con Italics nell’ideazione di Panorama: «L’isola non diverrà una Disneyland degli eventi, ma un modello delle culture contemporanee del Paese, che iniziano a rivolgersi ai borghi e alle isole». Perché piccolo è prezioso, innegabilmente.
Sul Venerdì del 27 agosto 2021