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In Austria c'è chi dice Graz ai comunisti

Elke Kahr, futura prima cittadina comunista di Graz (Simon Gostentschnigg) 
Nel resto del Paese il partito quasi non esiste. Ma nella seconda città ha conquistato il 30 per cento dei voti. Merito di una donna, la nuova sindaca Elke Kahr. Ma non solo
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GRAZ (Austria). "Dunque lei è comunista?" chiedo a Robert Krotzer, assessore all'Assistenza e alla salute del Comune di Graz. Siamo nella seconda città austriaca dopo Vienna, e dalle finestre del municipio si inseguono le volute barocche del centro storico patrimonio dell'umanità. "Certo che sono comunista" ci risponde Krotzer, un vispo trentenne vestito con il gusto sportivo e ricercato di tanti giovani austriaci. Alle sue spalle campeggia una citazione di Rosa Luxemburg, sulla scrivania un piccolo busto di Lenin, accanto alla libreria la ballata di Brecht che Strehler affidò alla voce di Milva: "La notte più lunga, eterna non è...". Bei momenti, niente da dire, ma siamo nel 2021: "Cosa vuol dire per lei oggi essere comunista?".  

Elke Kahr festeggia la vittoria del Partito comunista d’Austria; il giovane che la …

GRAZ (Austria). "Dunque lei è comunista?" chiedo a Robert Krotzer, assessore all'Assistenza e alla salute del Comune di Graz. Siamo nella seconda città austriaca dopo Vienna, e dalle finestre del municipio si inseguono le volute barocche del centro storico patrimonio dell'umanità. "Certo che sono comunista" ci risponde Krotzer, un vispo trentenne vestito con il gusto sportivo e ricercato di tanti giovani austriaci. Alle sue spalle campeggia una citazione di Rosa Luxemburg, sulla scrivania un piccolo busto di Lenin, accanto alla libreria la ballata di Brecht che Strehler affidò alla voce di Milva: "La notte più lunga, eterna non è...". Bei momenti, niente da dire, ma siamo nel 2021: "Cosa vuol dire per lei oggi essere comunista?".  

Elke Kahr festeggia la vittoria del Partito comunista d’Austria; il giovane che la indica è l’assessore Robert Krotzer (Simon Gostentschnigg) 
Krotzer sospira, ma risponde con una sola frase: "A ogni bivio, scegliere sempre i lavoratori rispetto al capitale". Dovevamo venire fino a Graz per ricordare com'era semplice. O com'è tornato a essere: Krotzer è assessore dal 2017, perché in molte città austriache vige il cosiddetto Proporz, un sistema che assegna responsabilità di governo a tutti i principali partiti rappresentati in Consiglio comunale. Ma lo scorso 26 settembre è accaduto l'impossibile: il Partito comunista d'Austria (Kpö, 103 anni, mai un cambio di nome) ha conquistato quasi il 30 per cento dei voti, sgominando la concorrenza di destra, centro e sinistra - compreso il Partito popolare dell'ex cancelliere Sebastian Kurz, dimessosi dopo le accuse di corruzione - e candidandosi a guidare la città con la compagna Elke Kahr, pasionaria rossa e futura prima donna sindaco del ricco, elegante e popoloso capoluogo della Stiria. Robert Krotzer sorride: "Il primato ha sorpreso anche noi, ma questo successo viene da lontano".

L’ex cancelliere Sebastian Kurz con l’ex sindaco di Graz Siegfred Nagl, entrambi del Partito popolare d’Austria 
Graz è una città agiata, al centro di una regione tutt'altro che male amministrata: in Stiria il reddito è superiore, il benessere meglio distribuito e la disoccupazione più bassa che in qualsiasi regione italiana. Ma anche qui c'è chi fatica più degli altri: se dal centro santificato dall'Unesco ci si muove verso la riva destra della Mur, le boutique cedono il passo ai discount, i lounge bar sono sostituiti dalle sale giochi, gli show room si trasformano in negozietti di seconda mano. La strana riscossa comunista è partita da questi quartieri operai dove di barocco non c'è traccia ma lo scorcio espressionista è sempre dietro l'angolo e, da ben prima della pandemia, la gente sa apprezzare chi prova a dare una mano: "Loro ci sono sempre" dice una pensionata mentre accosta la bici al Lidl di Griesplatz. Loro sarebbe lei: "È il mio angelo custode" mormora una signora bionda che è venuta a parlare con la futura sindaca dell'affitto che non riesce più a saldare.

A pochi isolati da Lidl sorge il Volkshaus, ovvero la Casa del popolo dove Elke Kahr ha il suo quartier generale, e una squadra di anacronistici militanti non ha mai smesso di applicare la formula magica di ogni successo a sinistra: se vuoi cambiare il mondo, rimboccati le maniche.

Un meme circolato in Rete a commento del risultato del voto 

La signora in rosso

In questi giorni Frau Kahr è impegnata nelle trattative per la prossima giunta, ma ci permette di starle accanto in un pomeriggio qualsiasi di una giornata come le altre: fuori dal suo ufficio c'è la fila, una dopo l'altra stanno per entrare a colloquio le tante storie malconce dell'altra Graz. La signora bionda riceve i 200 euro necessari per tirare innanzi fino alla tredicesima di dicembre, un'altra signora si guadagna da vivere tenendo discorsi ai funerali ma vorrebbe che il Comune la assumesse come consolatrice ufficiale: "Come sa, non ho posti da distribuire, ma posso informarmi se è il caso che faccia domanda". Una giovane mamma curda non sa come conciliare le venti ore di lavoro part time con il posto al nido che non le hanno ancora assegnato: "Intanto le do questi 200 euro per la baby sitter, poi vedo di sollecitare l'assegnazione". C'è un papà ceceno che ha appena ricevuto un decreto di espulsione, ma ha tre figli senza la mamma che qui vanno a scuola da anni: "Il suo caso è molto difficile, domattina la faccio chiamare dal nostro avvocato che si occupa di rifugiati".

Anche quando non c'è soluzione si abbracciano e si baciano alla faccia di ogni distanziamento. Ma è così che si ribalta la storia? Elke Kahr può dare una mano perché ha pazienza, esperienza, contatti, e perché come tutti i suoi colleghi di partito rinuncia a due terzi dello stipendio: "In Austria i politici guadagnano molto, ma a me per vivere bastano duemila euro al mese, gli altri quattromila sono da sempre a disposizione". Più di un analista ha scritto che a Graz si sono sbagliati: hanno votato un fac simile della Caritas invece di un partito politico. Glielo riferisco, ma Kahr non si scompone: "Sono comunista, per me conta solo la felicità della povera gente".

Un wc per tutti 

Ma davvero si sono sbagliati? Trent'anni fa a Graz i comunisti erano in rotta come ovunque nel mondo, poi un mitico assessore di nome Ernest Kaltenegger inventò la formula del partito utile appiccicato ai bisogni del popolo. Si concentra sulla casa, e quando nel 2003 Graz viene scelta come capitale europea della cultura, fa inserire nel programma ufficiale l'iniziativa "Neanche un alloggio senza bagno & wc": "In sei anni costruimmo più di duemila bagni negli appartamenti popolari che ne erano sprovvisti" ricorda ora al telefono con il Venerdì. 

Le piastrelle con il logo di Graz 2003 sono diventate le insegne della lunga marcia che lo scorso 26 settembre ha portato il Partito comunista d'Austria (che a livello nazionale conta per lo 0,69 percento) a conquistare quasi un terzo dei voti alle elezioni comunali: "La parola chiave di questo successo è credibilità" spiega Manès Weisskircher, politologo che ha studiato a fondo l'ascesa del partito di Kaltenegger e Kahr. "I comunisti di Graz si sono conquistati una stima che va ben oltre la fetta di popolazione direttamente coinvolta dalla loro azione".

La Casa del Popolo di Graz durante la Yugofest del 2018 
Mentre altri erano impegnati a cambiare nome, faccia, temi, colori, qui si è continuato a praticare la politica come valore aggiunto per le persone in difficoltà: "Hanno capito presto che non si vincono le elezioni con gli appelli per Cuba o il Venezuela" continua Weisskircher. "A premiarli è stato l'impegno su temi quotidiani come la casa, e soprattutto la continuità nel tempo, la fatica di esserci sempre, non solo in campagna elettorale". Sembra facile, ma ci vuole il fisico: "I classici militanti di sinistra con educazione universitaria e professione intellettuale non sono abbastanza motivati per questo umile lavoro di tutti i giorni".

Le paure degli industriali

L'ultimo report interno certifica che nel 2020 gli assessori comunisti hanno aiutato finanziariamente 693 cittadini, non tutti austriaci, non tutti elettori. Il 26 settembre 2021 la stessa squadra ha raccolto 34.283 voti: a funzionare è stato il lavoro, il messaggio, la politica, non la clientela. La Confindustria locale ha già avvertito che lo sviluppo della città è in pericolo, e che gli investimenti esteri potrebbero presto risentire della sbornia elettorale rosso fuoco. Non è escluso. Ma sulla riva sbagliata della Mur, nell'oasi di buonumore che avvolge la Casa del popolo, per il momento e sinceramente se ne infischiano: "Sono felice, mi sento come ubriaca per questo successo" dice una ragazza intirizzita di freddo che attende di parlare con la futura sindaca. Nelle ultime settimane pare che abbiano brindato in tanti, e non solo con Sauvignon stiriano: "Ho la casella di posta intasata da migliaia di mail" sorride Elke Kahr "Ricevo congratulazioni da compagni di tutto il mondo". Magari è l'ultimo colpo di coda. O l'inizio di una nuova storia.

Sul Venerdì del 22 ottobre 2021