Ululone & C: cinque animali italiani da salvare
di Silvia Bencivelli , di Silvia BencivelliUno si chiama ululone, ed è un rospetto dalla pancia gialla. Un'altra è una farfalla che svolazza su Ponza e Palmarola. Poi la lucertola delle Eolie, lo storione dell'Adriatico, e il mite orso marsicano. Formano una squadra di cinque animali da lista rossa: se si sommano i numeri di esemplari in vita di ciascuno di loro non si arriva alla popolazione di un piccolo comune, e l'estinzione sembra tristemente vicina. Ma per loro adesso c'è una novità: a difenderli sono scesi in campo i genetisti
Trovare il partner giusto
Il progetto si chiama EndemixIT: è finanziato dal Miur (Ministero dell'Istruzione, Università e Ricerca), coinvolge scienziati di più università italiane, ed è il primo nel suo genere. A coordinarlo, è Giorgio Bertorelle dell'Universit&agrav…
Uno si chiama ululone, ed è un rospetto dalla pancia gialla. Un'altra è una farfalla che svolazza su Ponza e Palmarola. Poi la lucertola delle Eolie, lo storione dell'Adriatico, e il mite orso marsicano. Formano una squadra di cinque animali da lista rossa: se si sommano i numeri di esemplari in vita di ciascuno di loro non si arriva alla popolazione di un piccolo comune, e l'estinzione sembra tristemente vicina. Ma per loro adesso c'è una novità: a difenderli sono scesi in campo i genetisti
Trovare il partner giusto
Il progetto si chiama EndemixIT: è finanziato dal Miur (Ministero dell'Istruzione, Università e Ricerca), coinvolge scienziati di più università italiane, ed è il primo nel suo genere. A coordinarlo, è Giorgio Bertorelle dell'Università di Ferrara, che spiega: "la genetica contribuisce alla conservazione delle specie da quando si è cominciato a capire che la perdita di variabilità può rendere più difficile l'adattamento ai cambiamenti". Cioè: in popolazioni piccole gli individui si accoppiano tra consanguinei, quindi a ogni generazione si assomigliano sempre di più. Il risultato è che in situazioni come l'arrivo di un virus o di una specie invasiva, un evento climatico estremo o una carestia, è sempre meno probabile che nella popolazione esistano varianti geniche vantaggiose, che permettono di sopravvivere alla calamità. Inoltre, in una popolazione geneticamente omogenea è più facile che due portatori sani della stessa malattia si incontrino e generino prole malata. Ecco perché, complessivamente, meno variabilità significa maggiore vulnerabilità, e in questi casi gli scienziati parlano di "vortice dell'estinzione". Vale per tutti: orsi, farfalle e storioni, e in passato è valso probabilmente per i mammut, ormai estinti.
Esami del Dna
Miliardi di dati, un lavoro complicatissimo e minuzioso di analisi, confronti e previsioni, che servirà per capire se le specie della squadra di EndemixIT siano già nel vortice dell'estinzione. Se così fosse, non basterà occuparsi di loro proteggendo l'habitat. Bisognerà pensare ad aggiungere a quella popolazione nuovi individui scelti sulla base del Dna. Le cinque specie di EndemixIT sono molto diverse tra loro. "Sono quattro vertebrati di classi diverse e un insetto. Ma sono tutte endemiche, cioè presenti solo in Italia". Ed eccole da vicino. L'ululone si chiama così perché nella stagione degli amori è molto rumoroso: vive lungo l'Appennino in piccolissime popolazioni isolate e "sembra un rospetto da niente, ma ha un genoma tre volte più grande del nostro" sorride Bertorelle. Lo storione vive sui fondali sabbiosi dell'Adriatico e risale i fiumi in primavera: è minacciato da dighe, inquinamento, altri pesci e, in passato, dalla pesca intensiva. L'orso marsicano è una sottospecie dell'orso bruno ed è il simbolo del Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise: ne restano poco più di cinquanta esemplari.
In volo su Ponza
L'unico insetto, nonché animale più piccolo, è la farfalla di Ponza o Hipparchia sbordonii, dal nome del suo scopritore, lo zoologo Valerio Sbordoni di Tor Vergata (Roma): è diurna e ha ali brune screziate con cui si mimetizza tra le rocce. Su di lei, Emiliano Trucchi, dell'Università Politecnica delle Marche, ha già qualche risultato: "in effetti, anche se su scala diversa, stiamo osservando gli stessi processi di deperimento genetico dell'orso marsicano. È interessante: le popolazioni di piccoli invertebrati sono solitamente più numerose rispetto a quelle dei grandi vertebrati. Ma questo non cambia le cose".
La scalata di Filicudi
Infine c'è la lucertola delle Eolie. "Uno dei vertebrati europei a maggior rischio di estinzione al mondo, che sopravvive su tre microisolotti e un promontorio dell'isola di Vulcano" spiega Daniele Salvi, zoologo dell'Università dell'Aquila. La popolazione più piccola vive a La Canna, un faraglione basaltico alto 70 metri che si trova un chilometro al largo di Filicudi: un paradiso per gli scalatori, che infatti finora erano stati gli unici a dare agli scienziati informazioni sul piccolo rettile.
Così anche Salvi si è infilato un caschetto, e con l'aiuto della guida alpina Lorenzo Inzigneri è andato di persona a prelevare un pezzettino di coda dalle lucertole. Una scalata all'alba "perché le rocce basaltiche al sole diventano presto roventi. E difficile, per via di umidità e salsedine. Ma bellissima: appena ci siamo messi in sicurezza, sopra di noi si è involato un falco della regina". Dai campioni di coda, in un laboratorio dell'Università di Firenze è stato estratto e sequenziato l'intero genoma dal quale sarà possibile capire l'impatto di migliaia di generazioni in isolamento in un habitat così ristretto.
A che punto siamo? EndemixIT ha sequenziato quasi tutti i genomi che ha raccolto, per un totale di circa settemila miliardi di basi nucleotidiche in 120 esemplari delle sue cinque specie. Ma l'obiettivo è più ambizioso, ed è costruire "un modello per una conservazione più raffinata". Non solo orso, farfalla e storione da allontanare dal vortice dell'estinzione, cioè, ma un pensiero più complesso per la difesa della biodiversità.
Sul Venerdì del 19 novembre 2021