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Da Katrina al Mardi Gras: provaci ancora New Orleans

Dopo gli uragani e la pandemia, viaggio nella città del jazz che sta provando con orgoglio a risorgere. Il primo passo è il ritorno fra pochi giorni delle celebri sfilate di Carnevale
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NEW ORLEANS - La resistenza a New Orleans ha i colori del viola, del verde e dell'oro: giustizia, fede, potere. Sono i simboli del Carnevale, che in questa città del profondo Sud americano, nello stato della Louisiana, non è solo una sfilata di maschere, ma ne rappresenta l'identità. Cancellata nel 2021, la parata del Mardi Gras ritornerà quest'anno il primo marzo, nonostante l'incertezza dovuta alla coda lunga della pandemia e alle difficoltà economiche di una regione piegata non solo da due anni di Covid, ma anche da alluvioni e uragani. L'ultimo, Ida, lo scorso agosto ha portato distruzione, morti e danni per miliardi di dollari.

Una delle orchestre jazz di New Orleans: molti musicisti sono andati via (Manuela Cavalieri
e Donatella Mulvoni)

  

A dicembre, quando Omicron ha fatto registrare un'impennata di casi in tutto il mon…

NEW ORLEANS - La resistenza a New Orleans ha i colori del viola, del verde e dell'oro: giustizia, fede, potere. Sono i simboli del Carnevale, che in questa città del profondo Sud americano, nello stato della Louisiana, non è solo una sfilata di maschere, ma ne rappresenta l'identità. Cancellata nel 2021, la parata del Mardi Gras ritornerà quest'anno il primo marzo, nonostante l'incertezza dovuta alla coda lunga della pandemia e alle difficoltà economiche di una regione piegata non solo da due anni di Covid, ma anche da alluvioni e uragani. L'ultimo, Ida, lo scorso agosto ha portato distruzione, morti e danni per miliardi di dollari.

Una delle orchestre jazz di New Orleans: molti musicisti sono andati via (Manuela Cavalieri
e Donatella Mulvoni)

  

A dicembre, quando Omicron ha fatto registrare un'impennata di casi in tutto il mondo, la città ha dibattuto a lungo sul rischio di attivare una macchina capace di fruttare cifre da capogiro, ma che avrebbe potuto spegnere i motori prima del traguardo, se la situazione fosse peggiorata. Nel 2020 un grave focolaio di Covid scoppiò proprio in seguito agli assembramenti durante il Carnevale.

 


A fine anno, però, la sindaca democratica LaToya Cantrell ha annunciato che la parata più famosa degli Stati Uniti si sarebbe fatta.  "Questo è il giorno che stavate aspettando", ha detto, forte di un tasso di vaccinazione tra i più alti nel Paese (oltre il 90 per cento degli adulti). Il passo più importante e simbolico per dire al mondo che New Orleans is back, che la città è tornata a vivere della sua essenza: l'arte, la festa, la musica, la danza, le maschere, il cibo. In una parola: l'ospitalità.
un mucchio di soldi


Questa città leggenda, una delle più antiche degli Usa, crocevia di culture (come quella francese, africana, spagnola, americana), culla del jazz e delle lotte per i diritti civili, fonda infatti sul suo ritmo unico il segreto che ha attirato quasi 20 milioni di persone solo nel 2019. Il Mardi Gras è fondamentale per oleare l'ingranaggio del turismo e riempire le casse di New Orleans, ricca certo di cultura, ma povera economicamente. Due anni fa ha generato quasi un miliardo di introiti. "Fino a prima della pandemia, c'era l'esigenza di far vivere il Carnevale ai visitatori anche fuori stagione. Per cui, durante tutto l'anno, c'erano sempre state feste e sfilate a tema", ci racconta l'artista Jonathan Bertuccelli. Suo padre ha portato a New Orleans le tecniche utilizzate nella costruzione dei carri di Viareggio. "Raramente avevo momenti di stop. New Orleans è nota per celebrare la vita, per divertirsi anche con poco", spiega mentre visitiamo il suo laboratorio sul fiume Mississippi.

 


"Le immagini della parata faranno il giro del mondo, comunicando un messaggio importante: New Orleans non solo è sopravvissuta, ma sta festeggiando", gli fa eco Stephen Hales, storico e archivista di Rex, la più importante associazione del Mardi Gras, impegnata ormai da 150 anni ad organizzare una delle più spettacolari parate (ce ne sono decine, sparse nella città). Lo andiamo a trovare nel capannone dove gli artisti stanno finendo di decorare i carri. Vederli spennellare è una festa nella festa, dopo un anno di inattività.

Un artista al lavoro nei locali di Rex, la principale associazione del Mardi Gras (Manuela Cavalieri e Donatella Mulvoni) 


"Sarà un'edizione circoscritta, ma comunque speciale - ci spiega Hales - Il Mardi Gras è da sempre simbolo di rinascita. Il Carnevale del 2022, dopo due anni di pandemia, sarà significativo come lo fu quello post-Katrina (l'uragano che distrusse la città nel 2005, provocando oltre 1500 morti in Louisiana). È importante non solo a livello economico, ma anche spirituale", conclude.


"Il lockdown è stato duro; perdere la parata nel 2021 ha appesantito psicologicamente la città" ci dice con il viso sporco di tempera Caroline Thomas mentre finisce di decorare un carro. "Ho avuto paura di perdere il lavoro". Però grazie a una sua idea è successo qualcosa di incredibile. "Siamo riusciti a raccogliere trentamila dollari per mantenere attivi gli artisti. Così sono nate le "house floats", case decorate come se fossero carri. La forza di New Orleans è il suo senso di comunità".  


E che il Carnevale sia una medicina importante per la salute mentale dei cittadini, e non solo delle loro tasche, è forse il messaggio che più rappresenta le persone che incontriamo lungo i viali del Quartiere francese, su cui si affacciano le iconiche balconate di ferro battuto e le maestose querce. Qui tutto è avvolto dal ritmo del jazz degli artisti che suonano per strada o nei locali e dai profumi della cucina creola.

Uno scorcio del Quartiere francese (Manuela Cavalieri e Donatella Mulvoni) 

"Il Mardi Gras è la rappresentazione più pubblica della cultura di New Orleans. È qualcosa che facciamo insieme come comunità. Abbraccia tanti aspetti diversi della nostra vita, come la musica, il cibo e il senso di celebrazione comune", ci spiega Ian McNulty, noto critico gastronomico che per il quotidiano New Orleans Advocate racconta tendenze e ristoranti della "Big Easy", chiamata così proprio per la sua natura "facile", disinvolta, amichevole. "Quest'anno sarà la dichiarazione che lo spirito di New Orleans è vivo".
Ma nonostante la normalità cerchi di farsi strada, la gente fatica a dire che sia tutto passato.  Sebbene i musicisti abbiano ripreso a dare aria agli ottoni, gli artisti a lavorare per il Carnevale, i bar a servire il famoso cocktail "sazerac", e i ristoranti i piatti tipici, molte saracinesche rimangono abbassate. "Non è ancora finita", si sfoga Colin Myers, musicista e leader della Jumbo Shrimp Jazz Band. "Tanti musicisti hanno lasciato la città. Bar e ristoranti sono falliti. La pandemia non è archiviata solo perché  torna il Mardi Gras". Per lui "ripresa" è una parola sbagliata. "Sopravviviamo a modo nostro. Ma accanto a gioia e divertimento, c'è una lotta silenziosa".