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Aiutamo i coguari ad attraversare l'autostrada

Il coguaro (Puma concolor) (Alamy / Ipa) 
Il primo “Ponte verde” della California sarà finito nel 2024. Altri sorgeranno in Canada e Tanzania. Servono al transito delle specie selvatiche. E a evitare i troppi incidenti
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È rarissimo incontrare un lupo in California. Nella contea di Los Angeles l'ultimo esemplare è stato ucciso nel 1922. Per questo l'anno scorso l'avvistamento di un giovane lupo grigio a soli quaranta chilometri dai grattacieli di Downtown ha appassionato ambientalisti, ricercatori e giornalisti che da mesi ne monitoravano gli spostamenti attraverso un collare Gps applicatogli alla nascita in un parco dell'Oregon, dove era nato un anno prima. L'epico viaggio verso Ovest di 1500 chilometri in novanta giorni di OR-93, così era stato ribattezzato, si è però fermato sull'autostrada I-5, dove poche settimane dopo è stato trovato senza vita.

A minacciare tante specie animali in stati come la California, dove le legislazioni ambientali sono tra le più rigide al mondo, oggi non è più la caccia, ma gli incidenti sulle autostrade che ne frammentano il territorio. "Una morte assurda se si considera c…

È rarissimo incontrare un lupo in California. Nella contea di Los Angeles l'ultimo esemplare è stato ucciso nel 1922. Per questo l'anno scorso l'avvistamento di un giovane lupo grigio a soli quaranta chilometri dai grattacieli di Downtown ha appassionato ambientalisti, ricercatori e giornalisti che da mesi ne monitoravano gli spostamenti attraverso un collare Gps applicatogli alla nascita in un parco dell'Oregon, dove era nato un anno prima. L'epico viaggio verso Ovest di 1500 chilometri in novanta giorni di OR-93, così era stato ribattezzato, si è però fermato sull'autostrada I-5, dove poche settimane dopo è stato trovato senza vita.

A minacciare tante specie animali in stati come la California, dove le legislazioni ambientali sono tra le più rigide al mondo, oggi non è più la caccia, ma gli incidenti sulle autostrade che ne frammentano il territorio. "Una morte assurda se si considera che dall'altra parte di quell'autostrada c'è una riserva naturale di centomila ettari" dice Beth Pratt, direttrice esecutiva per la California della National Wildlife Federation, la più grande organizzazione di conservazione degli Stati Uniti fondata nel 1936 da Franklin D. Roosevelt. È grazie alla sua organizzazione se tra due anni un'altra grande (e pericolosa) autostrada californiana, la Route 101, avrà il suo primo ecoviadotto dedicato agli animali.
"Si chiamerà Wallis Annenberg Wildlife Crossing e svetterà per 80 metri sopra il Liberty Canyon. Ingegneria e design paesaggistico fonderanno la struttura con l'habitat montano circostante, permettendo agli animali di attraversare le otto corsie sottostanti e di accedere ai 63 mila ettari del parco nazionale delle Santa Monica Mountains".

Il tasso europeo (Meles meles) (Getty images) 

Protetti da luci e rumori

Il ponte verrà piantumato e avrà ai lati barriere di materiali opachi per deviare i fari luminosi e acusticamente isolanti per attutire il rombo delle auto. A beneficiarne saranno molte specie, ma l'attenzione degli scienziati è rivolta a un felino iconico diventato rarissimo in California: il coguaro, o leone di montagna, un tempo diffuso in tutta l'America del Nord, poi quasi sterminato, e oggi presente tra California, Colorado e Kentucky, in un numero tra i quattromila e i seimila esemplari. Ma a trovare la loro strada sul Wallis Annenberg ci saranno anche coyote, linci rosse, ratti canguro di San Quintín, scoiattoli terricoli come il citello della Baja California, volpi e cervi muli, serpenti, rospi e naturalmente insetti impollinatori.

Un altro ponte verde sarà realizzato nello stato di Washington, al confine con il Canada, per cervi e caribù nella valle di Okanogan, cui seguiranno sei sottopassaggi lungo l'autostrada 97. "Ne beneficiano, tra gli altri, il ghiottone (o volverina), il mammifero carnivoro della famiglia dei mustelidi diffuso nelle zone artiche" dice Andrea Wolf-Buck portavoce di Conservation Northwest, l'organizzazione che si occupa di connettere i territori occidentali al confine tra Usa e Canada. "Con l'aiuto dello stato vogliamo realizzare anche ecoviadotti sulla trafficatissima I-5, che taglia la Catena montuosa delle Cascate, dalla Columbia britannica fino alla Penisola Olimpica, nello Stato di Washington occidentale".

A spiegare come avviene la scelta delle aree dove costruire questi attraversamenti è la dottoressa Jodi Hilty, presidentessa della Yellowstone Yukon Conservation Initiative (Y2Y), l'organizzazione che lavora per connettere degli ecosistemi tra Canada e Stati Uniti dove, tra Wyoming e Idaho (Usa) e il territorio dello Yukon (Canada), ha realizzato già 117 cavalcavia e nuovi ne sta progettando nella provincia dell'Alberta e in Montana, essenziali soprattutto per la diffusione degli orsi.

Chi preferisce le gallerie

"Prima di tutto studiamo l'intensità del traffico e il territorio circostante e individuiamo dove e come gli animali sono abituati a muoversi. Ora sappiamo che grizzly, alci e cervi preferiscono passaggi alti, larghi e corti, come i cavalcavia. Orsi neri e piccoli felini invece prediligono attraversamenti bassi, stretti e lunghi, come i sottopassaggi". Le autostrade sono barriere che non solo causano incidenti, ma limitando la dispersione delle specie ne diminuiscono anche la varietà genetica. "Territori spezzettati non permettono agli animali il movimento necessario all'incontro con altre popolazioni e quindi allo scambio genetico. Un aumento della consanguineità porta anomalie fisiche, problemi riproduttivi e alla fine l'estinzione". Per Hilty gli attraversamenti faunistici sono il futuro della conservazione e, fa notare, stanno fortunatamente nascendo anche in altre parti del mondo. Sull'isola di Natale, Australia, esiste una rete di sopraelevate per i grandi granchi rossi migratori.  In Europa, in prima linea sono i Paesi Bassi che nella regione della Veluwe, la più grande area di pianura naturale dell'Europa nord-occidentale, hanno realizzato 66 passaggi per tassi europei, una specie in pericolo, cervi rossi, caprioli, volpi e cinghiali. Anche in Africa ci sono realtà all'avanguardia come in Tanzania, dove l'Agenzia statunitense per lo sviluppo internazionale (Usaid) ha lanciato un progetto di ecocorridoi per preservare la ricchissima biodiversità del Paese.

Il caribù (Rangifer tarandus caribou) (Getty images) 

 

Un investimento di 340 milioni

Nel 2020 l'Unione Internazionale per la Conservazione della natura ha pubblicato linee guida per l'implementazione dei corridoi ecologici. Per ora gli Stati Uniti stanno facendo investimenti in linea con quelle direttive e hanno stanziato 340 milioni di dollari grazie alla legge federale sulle infrastrutture del presidente Biden. Come ha osservato il segretario Usa ai Trasporti, Pete Buttigieg, "serviranno per prevenire collisioni e ridare mobilità a tante specie, ma anche a rendere le strade più sicure per gli esseri umani". Secondo la Federal Highway Administration, l'agenzia che sovrintende alle autostrade statunitensi, ogni anno sono 300 mila le collisioni tra animali selvatici e automobilisti sulle strade d'America.

Sul Venerdì del 18 febbraio 2022