"Qual è la cosa più assurda che avete dovuto fare a casa di qualcun altro per via della sua cultura o della sua religione?"
"Mi ricordo che una volta sono andato a casa di un amichetto svedese. Mentre giochiamo in camera sua, la madre gli urla che la cena è pronta. E, non ci crederete, lui mi dice di ASPETTARLO nella stanza mentre loro finiscono di mangiare. Una cosa pazzesca".
Poteva essere un semplice aneddoto raccontato da un utente di Reddit particolarmente sfortunato. E invece questo post, poi tracimato su Twitter e su altri social network, ha dato il via a migliaia di racconti dell'orrore da parte di stranieri incappati nella gelida ospitalità delle famiglie svedesi. C'è chi racconta di non aver potuto nemmeno fare colazione dopo aver dormito a casa di un amico; chi si è sentito dire "non eri previsto a cena, non abbiamo abbastanza da mangiare"; chi ha visto una madre far scendere dalla macchina uno degli amichetti del figlio che stava riaccompagnando a casa perché non aveva i soldi per rimborsare la sua quota di benzina. Qualcuno ha tentato una timida difesa di questi comportamenti, appellandosi al ricordo dell'atavica povertà degli scandinavi ("e allora noi europei del Sud/africani/sudamericani?" è la facile risposta), o alla loro avversione per gli imprevisti (tra cui rientrerebbero i bambini affamati), o alla generosità che gli svedesi dimostrano in altri settori, per esempio nell'accoglienza ai rifugiati. Niente da fare, per una volta greci e marocchini, cinesi ghanesi e peruviani si sono ritrovati tutti uniti a dare addosso (con toni, c'è da dire, perlopiù divertiti e nonviolenti) alla micragnosità nordica. E contemporaneamente a fare a gara a chi abboffa di più l'ospite non appena mette piede oltre la soglia.
Potete trovare tracce del "dibattito" (arrivato anche in Italia) seguendo l'hashtag #swedengate. È un istruttivo, e spesso esilarante, giro del mondo sull'onda di insospettabili affinità e divergenze culturali. Alla fine l'account Instagram @LoverofGeography se n'è uscito con la mappa d'Europa in alto, che mostrerebbe la probabilità di ricevere generi di conforto in casa altrui. È un po' stereotipata, ma insomma, per parafrasare una vecchia battuta: non siamo noi che siamo prevenuti, sono loro che sono svedesi.
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