Dal 1945, l'anno dei primi test americani nel deserto del New Mexico, fino al 2017, le esplosioni nucleari nel mondo sono state oltre 2.000. Due – dobbiamo aggiungere "soltanto", o "fortunatamente"? – sono quelle di Hiroshima e Nagasaki, 6 e 9 agosto 1945, le uniche avvenute in tempo di guerra, con gli orrori che conosciamo. Ma anche le altre 1998 e più, tutti test atomici, prove tecniche di distruzione, hanno lasciato una scia sinistra: terre contaminate, epidemie di cancro e di altre malattie, intere popolazioni deportate o costrette a emigrare. Il sito www.nucleartestimpacts.org, curato dall'ICAN, l'International Campaign to Abolish Nuclear Weapons – una coalizione di organizzazioni non governative premiata nel 2017 con il Nobel per la Pace – offre la mappa interattiva di tutti i test nucleari conosciuti (e anche di qualcuno solo "sospetto"). Il sito dedica ampio spazio alle conseguenze ambientali di ciascuna esplosione, alle battaglie di chi ha cercato di impedirla o di ottenere giustizia per i danni, alle testimonianze video di vittime, attivisti, militari coinvolti.
Chi è cresciuto in tempi di Guerra Fredda – la prima, quella originale – ricorda che incubo fosse la Bomba, quanto l'idea di una possibile distruzione nucleare dell'umanità fosse presente nei pensieri, nella vita quotidiana, nella cultura pop: persino due dei tormentoni più estivi dei primi anni 80 – Vamos a la playa dei Righeira e Tropicana del Gruppo italiano – a riascoltarle bene parlano di esplosioni atomiche. Caduto il Muro, abbiamo quasi rimosso quell'incubo, e forse anche qui dovrei aggiungere "fortunatamente". Però la Bomba esiste ancora – sempre l'Ican calcola che i nove Paesi atomici possiedano in totale oltre 13 mila testate nucleari. La mappa dei test può essere un sinistro ma utile promemoria su quello che succede quando le bombe scoppiano davvero.
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