Hola Letizia, regina di cuore e di potere
di Alessandro Oppes , di Alessandro OppesIl cammino, bisogna ammetterlo, è stato lungo e tortuoso. Ma ora, arrivata al traguardo dei 50 anni - li compie il 15 settembre - Letizia si sente davvero regina, finalmente sicura di sé. E non è più quella sicurezza di facciata dei primi tempi - ostentata per celare a fatica un profondo tormento interiore - quando piombò come un corpo estraneo nell'ambiente ovattato della Casa Reale spagnola. Lei, la giornalista che fino alla sera prima aveva condotto il tg leader di ascolti sulla rete pubblica Tve, presentata all'improvviso, per la sorpresa generale, come futura sposa dell'erede al trono.
E la sorpresa si ripeté cinque giorni dopo - era il 6 novembre 2003 - durante la solenne cerimonia della pedida de mano, …
Il cammino, bisogna ammetterlo, è stato lungo e tortuoso. Ma ora, arrivata al traguardo dei 50 anni - li compie il 15 settembre - Letizia si sente davvero regina, finalmente sicura di sé. E non è più quella sicurezza di facciata dei primi tempi - ostentata per celare a fatica un profondo tormento interiore - quando piombò come un corpo estraneo nell'ambiente ovattato della Casa Reale spagnola. Lei, la giornalista che fino alla sera prima aveva condotto il tg leader di ascolti sulla rete pubblica Tve, presentata all'improvviso, per la sorpresa generale, come futura sposa dell'erede al trono.
E la sorpresa si ripeté cinque giorni dopo - era il 6 novembre 2003 - durante la solenne cerimonia della pedida de mano, la proposta formale di matrimonio, quando si lasciò scappare un "déjame hablar", lasciami parlare, all'indirizzo del principe Felipe, che fu il segnale definitivo che da quel momento nulla sarebbe stato più come prima nella casa dei Borbone. Addio all'etichetta, trasmessa con immutabile sacralità per generazioni, e addio soprattutto alla regola secondo cui ci si sposa solo tra persone di sangue blu. Felipe, come già aveva lasciato intendere con le sue relazioni precedenti - Isabel Sartorius, Eva Sannum - osteggiate dal re Juan Carlos, si sarebbe sposato per amore. E così ha fatto. Con una giornalista, atea e divorziata. Peggio impossibile, per quella che un tempo era la famiglia dei "reyes católicos".
Un libro in uscita proprio in questi giorni - Letizia, una mujer real (HarperCollins Ibérica), della giornalista Carmen Duerto - rivela che l'allora monarca non le perdonò mai che, durante i loro incontri al palazzo della Zarzuela, lei non facesse la riverenza. E meno ancora, in realtà, le perdonava di essere "una plebea" (poco importa che le altre famiglie reali europee avessero già tracciato la strada rompendo il tabù, semplicemente considerando che ormai siamo nel XXI secolo).
Le origini umili
Una plebea a Palazzo. Questo è con ogni probabilità l'inconfessabile motivo per cui Letizia Ortiz Rocasolano, figlia di un giornalista e di una sindacalista e nipote di un tassista, non è mai stata accettata dalle due sorelle di Felipe, le infantas Elena e Cristina. Gelo peraltro ricambiato. Allora la principessa consorte ne soffriva, perché non riusciva a trovare una collocazione solida all'interno di una famiglia così poco accogliente, ma col tempo si è presa abbondantemente la rivincita.
Ora è la padrona della scena. E un termometro infallibile per valutarne gli umori è l'andamento delle vacanze d'agosto a Palma di Maiorca, dove i reali di Spagna hanno la residenza estiva di Palacio Marivent. Scene di un mese fa: lei che fa gli onori di casa agli ospiti nei ricevimenti ufficiali, lei che organizza una passeggiata per le vie del centro (tra lo stupore di turisti e residenti), insieme alle figlie Leonor, principessa delle Asturie ed erede al trono, e Sofia. In compagnia anche dell'altra Sofia, la regina emerita, ormai in un ruolo da comprimaria. Il contrasto è abissale rispetto alle sue prime, forzate presenze nel capoluogo delle Baleari, dopo il matrimonio celebrato il 22 maggio 2004, nella cattedrale madrilena della Almudena, in una città ancora in lutto per la strage alla stazione di Atocha, con i suoi 192 morti e gli oltre duemila feriti. Pioveva a dirotto quel giorno, e a lungo si è detto - vedendo in seguito la principessa triste e malinconica - che il proverbio "sposa bagnata, sposa fortunata" non calzava per niente per l'occasione.
In quei primi anni Letizia arrivava a Palma per accompagnare il marito e poi scappava appena possibile, in vacanza privata con le amiche. Soprattutto lontano dal burbero Juan Carlos e dalle poco socievoli infantas.
Parenti serpenti
Se c'è un giorno chiave nella svolta, è il 19 giugno 2014, data dell'incoronazione di Felipe VI come re di Spagna. "In quel momento - scrive la giornalista Duerto - Letizia si rese conto che non c'era più nessuno al di sopra di lei". Ma non solo perché il marito aveva finalmente assunto il ruolo di monarca, e lei poteva chiamarsi regina. Il fatto è che in quelle settimane, in quei mesi, il panorama era cambiato completamente. L'abdicazione, il 2 giugno, di Juan Carlos non era frutto di una decisione volontaria ma il risultato di forti pressioni a seguito degli scandali che cominciavano a emergere: allora si parlava molto dell'imbarazzante caccia all'elefante in Botswana, il viaggio nel quale fu accompagnato dall'amante Corinna Larsen, nome tornato poi ad emergere nello scandalo dei fondi neri sauditi, che alla fine ha costretto l'ex sovrano all'esilio dorato negli Emirati Arabi. Ma anche le due infantas sono uscite dalla scena, con grande sollievo di Letizia: rottura del matrimonio per entrambe e, nel caso di Cristina, addirittura il carcere per il marito Iñaki Urdangarin, condannato per lo scandalo finanziario Nóos nel quale la stessa sorella minore del re è stata coinvolta.
Per tutto questo Felipe ha deciso di restringere il perimetro della Famiglia reale, escludendo le sorelle e i loro figli. Pensieri in meno per Letizia che, ai tempi in cui era principessa consorte, soffriva il fatto di essere sottoposta costantemente a un'analisi minuziosa di ogni gesto e comportamento. Ora, da regina è lei a imporre le sue scelte. E a marcare la distanza con gli inquilini precedenti del Palazzo. A cominciare dalla regina Sofia, con la quale si dice abbia una relazione niente affatto buona. La prova più evidente della tensione tra le due arrivò, ripresa dalle telecamere, quattro anni fa, quando con un gesto di stizza impedì alla suocera di farsi una foto con le nipoti al termine della messa di Pasqua a Maiorca.
Il coraggio delle idee
Ma non è solo questo. Letizia ha imposto uno stile diverso nello svolgere il ruolo di regina consorte: la sua regola è separare il lavoro istituzionale dalla vita privata, mentre Sofia si sentiva regina a tempo pieno, anche a costo di ingoiare più di un boccone amaro per i comportamenti del marito, un inguaribile donnaiolo. "Letizia deve provar pena per la regina Sofia come donna e sicuramente non capisce come può aver sopportato tutto tacendo", ha detto Pilar Eyre, una delle maggiori esperte di Casa Reale, convinta che l'attuale regina non accetterebbe mai un'infedeltà del marito.
La sua impronta sull'istituzione monarchica, la cui stabilità è stata più volte in discussione in questi anni, comincia ad apparire sempre più chiara. La stampa rosa, del corazón come la chiamano in Spagna, analizza sempre in modo ossessivo il look della regina. E così non passa inosservato che, oltre a vestire spesso Zara, marchio per eccellenza del low-cost iberico, indossa i suoi abiti più e più volte, come la gente comune. E poi, anche a costo di finire bersaglio delle critiche (ma anche oggetto di molti like sui social), il coraggio delle proprie convinzioni.
A luglio, nella Cattedrale di Santiago di Compostela, a differenza del marito e delle figlie, non si è fatta il segno della croce. Del resto, tutti sapevano che la regina è atea. Di formazione è anche repubblicana. Ma si è innamorata di un principe e ha deciso di svolgere il suo lavoro in modo professionale. Cercando persino di salvare una monarchia in affanno.
Sul Venerdì del 9 settembre 2022