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Il racconto dell'anguilla: verso la soluzione del mistero dei Sargassi

Il racconto dell'anguilla: verso la soluzione del mistero dei Sargassi
VIAGGI DA FERMO Provata per la prima volta la migrazione dei pesci nel leggendario mare
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Esiste un nome geografico più bello ed evocativo di "Mar dei Sargassi"? Ed esiste un animale più straordinario dell'anguilla? Vediamo. I sargassi sono delle alghe, e danno il nome a un vasto tratto di oceano Atlantico compreso grosso modo tra le Grandi Antille, le Bermuda e le Azzorre. Tutte le anguille europee (Anguilla anguilla) nascono lì; poi compiono una lunga migrazione fino alle coste d'Europa, risalgono fiumi e torrenti e vanno a vivere nell'acqua dolce, in laghi, lagune, stagni ecc. Ci mettono tra i quindici e i vent'anni e varie mutazioni per maturare sessualmente; a quel punto intraprendono un lungo viaggio di ritorno prima fino al mare (sono in grado anche di strisciare sulla terraferma, purché ci sia un minimo di umidità nell'aria) e da lì, appunto, ai Sargassi. Durante l'estenuante nuotata – fino a 10 mila chilometri – smettono di mangiare, consumando tutto il grasso che hanno accumulato: lo stomaco, addirittura, si atrofizza e scompare. Giunte nel mare natio si accoppiano (probabilmente a grandi profondità) e muoiono; le loro larve, dette leptocefali e per nulla simili all'individuo adulto, tanto che a lungo sono state considerate una specie diversa, ricominciano il viaggio trasportate dalle correnti...

Tutta questa ricostruzione è però frutto di congetture: finora nessuno ha mai visto le anguille deporre le uova o fecondarle. Gli antichi pensavano addirittura che nascessero spontaneamente dalla materia inerte; quando studiava biologia all'università, il giovane Sigmund Freud ne sezionò centinaia alla ricerca dei testicoli, e li trovò per caso in un unico esemplare (di solito sviluppano gli organi sessuali durante il viaggio di ritorno). Solo intorno al 1920 il biologo danese Johannes Schmidt formulò la teoria sul loro ciclo vitale, perché osservò che man mano che ci si avvicinava ai Sargassi si trovavano leptocefali sempre più piccoli. Ma di anguille adulte e sessualmente attive in quel mare lui non ne trovò, e dopo di lui non le ha trovate nessun altro.

Le rilevazioni satellitari delle anguille nel Mar dei Sargassi. Da www.nature.com/articles/s41598-022-19248-8
Le rilevazioni satellitari delle anguille nel Mar dei Sargassi. Da www.nature.com/articles/s41598-022-19248-8 

Fino a pochi giorni fa, quando in uno studio pubblicato su Nature un gruppo di scienziati ha annunciato di aver piazzato rilevatori satellitari su 26 femmine adulte (che poi, tra parentesi, sono i capitoni) catturate nelle Azzorre e poi liberate, e di essere riuscito a seguire il loro viaggio fino a destinazione. Che era – evviva! – proprio il Mar dei Sargassi. È il primo riscontro diretto della teoria che spiega uno dei misteri più antichi della storia della scienza. Giusto in tempo, peraltro: a causa di inquinamento, pesca indiscriminata e barriere che ostacolano il loro viaggio verso in mare, le anguille europee sono classificate "in pericolo critico": solo una tacca prima dell'estinzione. 

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