Non è mai la stessa musica. M2tech Nash e gli altri preamplificatori per ascoltare i vecchi Lp
di Jaime D'Alessandro
Playground. Prova di un preamplificatore phono tutto italiano per i vinili di ieri e di oggi. Non è l’unica soluzione ovviamente e ora ci si è messa anche Ikea
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Parlare di grande ritorno è sempre stato eccessivo. Ma è vero che può capitare di ereditarli, magari di averli a casa dimenticati da qualche parte, oppure di trovarli ancora nei negozi e nei mercati dell'usato. Con l'avvento della musica in streaming, proprio per la loro anima squisitamente analogica, i vecchi Lp continuano ad avere un loro mercato valutato globalmente attorno al miliardo e mezzo di dollari. Che non sono un granché, una cifra del genere la fanno i videogame solo in Italia all'anno, eppure hanno superato le vendite di cd ormai in caduta libera e proseguono a crescere. Negli Stati Uniti nel 2021 ne hanno venduti oltre 41 milioni di copie. Di qui l'interessamento perfino di Ikea, che di recente ha messo in vendita il suo giradischi Oberansad a 129 euro e del quale parleremo in una delle prossime puntate.
In questo caso partiamo dal presupposto che un giradischi ci sia già e magari di livello superiore. A quel punto serve un amplificatore con lo stadio phono, oppure un preamplificatore che permetta di convertire il segnale e trasmetterlo poi o all'amplificatore vero e proprio o al computer. Di apparecchi del genere ne esistono tanti e a prezzi molto diversi. Fra quelli di fascia medio alta, per chi ha un impianto hi-fi non banale, abbiamo provato di recente il Nash dell'italiana M2Tech, azienda di Marco Manunta, che ha una laurea in Ingegneria delle Telecomunicazioni a Pisa. Realizza fra le altre cose convertitori da digitale ad analogico (dac), amplificatori di potenza sia in classe A sia in classe D e appunto un preamplificatore phono.
L'alta fedeltà è un settore dove i prezzi sono spesso privi di qualsiasi senso. Parliamo di un rapporto fra costo di costruzione e cifra chiesta all'acquirente nell'ordine di uno a sei o uno a sette, contro l'uno a quattro degli smartphone di fascia più alta che è già un ricarico discutibile. Ciò detto non tutte le case praticano questa via, ci sono marchi storici come la canadese Nad, che hanno evitato certi eccessi. Ma sono pochi, a differenza della moltitudine di chi esagera.
Gli apparecchi di M2Tech, per quanto non siano economici, mantengono un discreto rapporto fra prezzo e prestazioni rispetto ad altri. Il Nash si imposta abbastanza facilmente grazie alla app dove sono elencate tutte le puntine più diffuse. Gestisce sia le mm sia le mc, ovvero testine a magnete mobile e a bobina mobile. Basato su transistor a effetto di campo, detti Fet, e su componenti discreti, ovvero che svolgono una sola funzione, è silenziosissimo, abbastanza preciso e trasparente senza mai essere graffiante. Non colora il suono, come fanno gli apparecchi a valvole (si, anche quelli li fanno ancora come i vinili), ed è un limite e pregio allo stesso tempo. Perché una maggiore correttezza a volte si traduce in maggiore freddezza. Diventa una questione di gusti a parità di dettaglio nel suono.
In Nash lo abbiamo messo a confronto con un vecchio Audio Research Sp10 che è sensibilmente più rumoroso avendo ben dodici valvole fra stadio linea a phone, oltre a tre sull'alimentazione, ma possiede una gamma media più affascinante. In Nash al contrario suona in maniera moderna cercando di non aggiungere nulla di suo se non la capacità di riprodurre quante più sfumature possibile di alti, medi e bassi. Costa circa 1500 euro, che nel campo dell'alta fedeltà non è un prezzo folle. Ma non ha alcun senso comprarlo se si tratta di collegare un giradischi di fascia medio bassa ad un impianto normale o al pc. In quel caso meglio il Fono Mini A2D della britannica Rega che produce da decenni dei giradischi di ottima qualità. Siamo molto, molto distanti dal livello del Nash o dell'Sp10, ma funziona e ha anche un'uscita usb per trasferire in digitale i brani dei dischi. Costa un decimo, 150 euro, e non va certo dieci volte peggio.