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Caro Michele, posso darti del tu visto che tra pochi mesi avrò 80 anni. Ho vissuto la mia vita lavorativa a Londra, per 42 anni, dove mi trasformai in fotografo da perito minerario che ero, senza che le autorità inglesi facessero una piega; bastava che trovassi clienti e pagassi le tasse. Sono tornato in Italia 15 anni fa, e durante questo tempo ho imparato a odiare questo Paese, dove nulla funziona come dovrebbe. Le autorità non rispondono alle email, a Londra rispondevano entro poche ore. Il mio commercialista fece un errore, l’Ufficio delle tasse rispose nel giro di due settimane rimborsando la cifra in più che avevo pagato. Qui ci hanno messo tre anni per restituirmi 250 euro. In Italia ci siamo costruiti una casa il cui preventivo è lievitato fino al punto da dovermi caricare un mutuo di oltre centomila euro. È un vero peccato che questo magnifico Paese sia popolato da gente che non se lo merita, e fa di tutto per non ottemperare alle leggi, con una classe politica chiaramente inadeguata. Mi manca tanto Londra.
Leonardo Ferrante
Caro amico, far funzionare le cose non è un talento italiano. È come se la cura quotidiana fosse una fatica non all’altezza della nostra presunta genialità. Come se ci piacesse creare e inventare, dopodiché tutto viene lasciato al proprio destino. E dunque manutenzione disastrosa, burocrazia inefficiente, menefreghismo ben spalmato sul territorio perché la responsabilità è sempre di un altro (di un altro ufficio, di un’altra persona, di un altro partito che non è mai il mio, eccetera). Se a questa scarsa attitudine alla cura si aggiunge una grande disinvoltura etica – tasse non pagate, leggi ignorate – ne sortisce il ritratto di un Paese nel quale è possibile sopravvivere a patto di rimanere immobili, non fare quasi niente, non chiedere nulla. Quanto al preventivo lievitato: alla luce della mia (lunga) esperienza posso dirti che esiste una legge non scritta secondo la quale, se il preventivo è 100, alla fine pagherai 150. Non so dirti perché, ma so che funziona così. In fondo basta saperlo prima, fare finta di credere che la cifra sia 100 e controllare che il proprio budget sia 150. Impossibile, invece, convivere con il muro di gomma della burocrazia. La mia impressione è che la situazione non solo non sia migliorata negli anni, ma peggiorata dall’introduzione di sedicenti “sistemi” digitali che avrebbero dovuto semplificare gli iter e invece si sono solo aggiunti alle complicazioni del regime cartaceo. Ne consegue che non è la burocrazia al servizio del cittadino, ma viceversa. Capisco dunque la tua nostalgia di Londra.
Sul Venerdì del 18 novembre 2022