Parigi: dormire nell'hotel amato da Joyce e Picasso
di Guido Andruetto , di Guido AndruettoParigi. La tipica vita parigina che fiorisce ogni mattina con le prime luci del giorno, ad ogni angolo di strada. Il veloce colpo d’occhio su un caratteristico incrocio, tra boulevard Raspail e rue de Sèvres, con il riflesso delle vetrine di Hermès tra foulard e libri d’arte, assicura un’inquadratura impeccabile sulla Ville Lumière. Magari fin troppo perfetta, ma sempre affascinante e gioiosamente accattivante. Come la musica di Poulenc, il suo Valse dalle Musiques de soie, una cascata di note di pianoforte per il risveglio ideale sulla Rive Gauche.
All’Hotel Lutetia va ancora in scena il rito dell’accoglienza e dell’eleganza parigina, in questo edificio iconico di Saint-Germain-des-Prés conosciuto internazionalmente per gli illustri ospiti che vi hanno soggiornato in più di un secolo di storia, da Picasso a Joyce, da Matisse a Saint-Exupéry e Peggy Guggenheim. Oggi però le due suite più esclu…
Parigi. La tipica vita parigina che fiorisce ogni mattina con le prime luci del giorno, ad ogni angolo di strada. Il veloce colpo d’occhio su un caratteristico incrocio, tra boulevard Raspail e rue de Sèvres, con il riflesso delle vetrine di Hermès tra foulard e libri d’arte, assicura un’inquadratura impeccabile sulla Ville Lumière. Magari fin troppo perfetta, ma sempre affascinante e gioiosamente accattivante. Come la musica di Poulenc, il suo Valse dalle Musiques de soie, una cascata di note di pianoforte per il risveglio ideale sulla Rive Gauche.
All’Hotel Lutetia va ancora in scena il rito dell’accoglienza e dell’eleganza parigina, in questo edificio iconico di Saint-Germain-des-Prés conosciuto internazionalmente per gli illustri ospiti che vi hanno soggiornato in più di un secolo di storia, da Picasso a Joyce, da Matisse a Saint-Exupéry e Peggy Guggenheim. Oggi però le due suite più esclusive e costose sono dedicate al regista Francis Ford Coppola e all’attrice Isabelle Huppert, che le hanno arredate personalmente secondo i propri gusti e con piccoli oggetti dai rispettivi archivi privati: fotografie inedite, copioni originali con note manoscritte, macchine fotografiche, dischi, libri e premi dei festival di cinema. Nella suite di Coppola c’è anche un binocolo per ammirare dalle finestre e dal giardino sul tetto il meraviglioso panorama della capitale francese.
Prima di lasciare il Lutetia, conviene assaggiare i cocktail del barman Nicola Battafarano al Bar Joséphine (omaggio alla cantante, ballerina e attivista degli anni 20 Joséphine Baker, che si espose in prima persona contro le ingiustizie e per la libertà).
A due passi il Bon Marché e le delizie da gourmet della Grande Épicerie. Se il tempo è poco, è ancora più urgente dirigersi alla Maison Gainsbourg in rue de Verneuil dove ha finalmente aperto il museo sul grande cantautore francese (Je t’aime... moi non plus con Jane Birkin, La chanson de Prévert...) adiacente alla storica casa dove visse tra il 1969 e il 1991, anno della sua scomparsa. La musica è il cuore anche del magico teatro Le Trianon su boulevard de Rochechouart, nel 18° arrondissement, ai piedi di Montmartre. Il cantante Peter Doherty e il chitarrista Frédéric Lo hanno presentato qui, tra i velluti rossi e gli stucchi della Salle de bal, il loro primo album insieme The Fantasy Life Of Poetry And Crime, omaggio allo scrittore Maurice Leblanc e al suo ladro gentiluomo Arsène Lupin.
Il vagabondaggio da buon flâneur non può escludere una sosta a Le Train Bleu, il ristorante della Gare de Lyon costruito nel 1900 durante l’Esposizione Universale, con le sue sale maestose in stile Belle Époque e neobarocco. Da provare la cucina classica francese con la supervisione dello chef stellato Michel Rostang, o anche solo il club sandwich e la tartare al bar accompagnati da un calice di Chablis del Château De Fleys. Lo avrebbe sicuramente sorseggiato anche lo scrittore Edmond Rostand, cliente del ristorante quando era già famoso per il suo Cyrano de Bergerac. E proprio Gérard Depardieu che lo ha impersonato nel film di Jean-Paul Rappeneau ci suggerisce la strada per un luogo molto intrigante, il Cirque d’Hiver, nell’11° arrondissement, tra le piazze République e Bastille. Un teatro, sala da concerto, ma anche un circo per spettacoli di giocoleria e acrobazia. Qui Depardieu si è esibito e ha registrato dal vivo un concerto di tributo alla cantante e amica Barbara.
Un altro gioiello è il Théâtre du Châtelet, sulla Rive Droite della Senna. È un piccolo tempio per il repertorio classico e lirico, e ospita anche musical, balletti di danza classica e spettacoli per bambini. Monica Bellucci è salita su questo palco nell’autunno di quest’anno con la “sua” Maria Callas e l’Orchestre Lamoureux di Parigi.
Alla ricerca del gusto esemplare di Parigi, ammesso che ancora esista, si deve passare alla pasticceria di avenue de l’Opéra dello chef Cédric Grolet, ribattezzata fleurs: la baguette ai vertici della perfezione, Saint-Honoré, pain au chocolat, Paris-Brest, Framboisier. Grolet è un artista, ha la visione e l’abilità di un pittore, di uno scultore. Gauguin e Rodin lo ammirerebbero certamente. All’arte moderna e contemporanea sono invece consacrate la galleria Catherine Houard e la Fondation Louis Vuitton, due spazi dedicati alla sperimentaziodelle arti visive e della videoarte, aperti alle nuove generazioni di artisti.
A fine giornata Parigi ti concede uno dei tramonti più belli al Jardin du Luxembourg, il grande parco pubblico tra Saint-Germain-des-Prés e il Quartiere Latino. E così arriva la notte. Nelle camere dell’Hotel Lutetia, sulle federe dei cuscini, sono ricamate le iniziali dell’ospite. Una finezza che, seppur cara – una notte in suite si aggira intorno ai 2.000 euro – sempre finezza resta.