Silvio Rodríguez e la triste libertà della militanza
di Giuseppe Videtti , di Giuseppe VidettiQuesta fu censurata in Spagna durante il regime di Franco, che era agli sgoccioli, e in Cile durante quello di Pinochet, appena dopo il golpe. È il canto di un uomo libero, bello da far paura. Silvio Rodríguez – cantautore cubano, classe 1946, eroe del movimento Nueva Trova (insieme a Pablo Milanés, recentemente scomparso), leader dei movimenti artistici di sinistra in tutta l’America Latina, oltre cinquecento canzoni incise – su Pequeña serenata diurna ha edificato una carriera: è nel suo album d’esordio, Días y flores (1975). Impossibile raccontare cinquantacinque anni di militanza musicale, iniziata ben prima della carriera discografica (basti ricordare che a Silvio Rodríguez fu negato il visto per esibirsi negli Usa fino al 2010; l’anno precedente non aveva dunque potuto partecipare al concerto per i 90 anni di Pete Seeger – avrebbero dovuto cantare insieme Guantanamera al Madison Square Garden di…
Questa fu censurata in Spagna durante il regime di Franco, che era agli sgoccioli, e in Cile durante quello di Pinochet, appena dopo il golpe. È il canto di un uomo libero, bello da far paura. Silvio Rodríguez – cantautore cubano, classe 1946, eroe del movimento Nueva Trova (insieme a Pablo Milanés, recentemente scomparso), leader dei movimenti artistici di sinistra in tutta l’America Latina, oltre cinquecento canzoni incise – su Pequeña serenata diurna ha edificato una carriera: è nel suo album d’esordio, Días y flores (1975). Impossibile raccontare cinquantacinque anni di militanza musicale, iniziata ben prima della carriera discografica (basti ricordare che a Silvio Rodríguez fu negato il visto per esibirsi negli Usa fino al 2010; l’anno precedente non aveva dunque potuto partecipare al concerto per i 90 anni di Pete Seeger – avrebbero dovuto cantare insieme Guantanamera al Madison Square Garden di New York).
Pequeña serenata diurna è più di una canzone folk, è una celebrazione, al pari di Gracias a la vida (composta nel 1966 dalla cilena Violeta Parra) e Ain’t Got No - I Got Life (dal musical Hair, del 1967, che Nina Simone fieramente trasformò in un inno di protesta). Fiorella Mannoia ne incise nel 1992 una bella cover in lingua italiana (nell’album I treni a vapore), anche se la versione definitiva resta quella del brasiliano Chico Buarque, che nel 1978 ne fece un successo personale (e un secondo capolavoro). È una poesia che esprime gratitudine, riconoscenza, accettazione per l’opportunità di esistere che ci è data. Ma allora perché la chitarra e la voce di Silvio Rodríguez ci caricano di tristezza e malinconia – persino di dolore quando canta Soy feliz / Soy un hombre feliz / E quiero che me perdonen / Por este día / Los muertos de mi felicidad? La risposta, allora come oggi, è in prima pagina – la libertà ha un costo altissimo.